Non sembra esserci un solo momento di tregua in quella attività che vede la sistematica elusione di norme, regole e leggi all’ombra della Canapina. E poco importa se si tratta di una licenza edilizia, un permesso a costruire, un appalto su misura, una nomina di favore o un regolamento elettorale “fai da te”.
Ultima, ma solo in ordine di tempo, sembra riguardare l’inconsueta designazione, se non altro, censurabile sotto il profilo etico, a presidente di seggio del consigliere comunale Antonio Lamberti che, nel seggio del plesso scolastico di via Rossini, si è avvalso finanche della collaborazione in veste di segretaria, della propria consorte. Sembra che la legge lo consenta, ma il “sembra” resta d’obbligo. Difatti le prescrizioni e i requisiti che normano la materia appaiono non poco controversi.
La notizia, in realtà, ci era arrivata in redazione ieri sera. Appariva come la più classica delle fake news, anche perché la norma che disciplina la materia, sembra parlare chiaro, (anche qui la formula dubitativa è opportuna) ed è la seguente:
“Il presidente di seggio è nominato dalla Corte d’Appello tra cittadini iscritti all’albo dei presidenti di seggio.
Le incompatibilità sono stabilite dal D.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 (art. 38) e dal D.P.R. 16 maggio 1960 n. 570 (art. 23). Non possono svolgere la funzione di presidente (né di scrutatore o segretario): Consiglieri comunali, provinciali e regionali; Candidati alle elezioni; Rappresentanti di lista; Dipendenti dei Ministeri dell’Interno, Poste e Telecomunicazioni, Trasporti, nonché chiunque abbia rapporti diretti con l’amministrazione elettorale locale che possano generare conflitto di interessi”.
Il presidente di seggio Antonio Lamberti, ci risulta essere un consigliere comunale in carica proprio a Frattamaggiore. Dilemma che qualcuno dovrà prima o poi spiegarci.
Ebbene, questione Lamberti a parte, nonostante le pesanti denunce lanciate sui social con un inquietante quanto esplicito post, scritto da una nota giornalista del Mattino, la collega Rosalba Avitabile di Frattamaggiore, nessun organo di controllo è intervenuto per i rilievi del caso.

Disarmanti alcuni commenti alla vicenda, apparsi anche questi su facebook a pochi minuti dalla chiusura dei seggi. Uno recitava, in rima, testualmente così: “DORMANO FRA SETTE CUSCINI I FURBI CITTADINI, TANTO QUI NON VI E’ CURA, PER MUNICIPALE, POLIZIA E MAGISTRATURA”.
Intuibile il riferimento alla scarsa attenzione su quanto avviene da tempo nella casa comunale di piazza Umberto I
