Astensionismo record: i cittadini mettono in discussione il sistema politico

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L’affluenza alle ultime elezioni regionali in Campania ha rappresentato un tema centrale della tornata elettorale. La partecipazione popolare si è fermata al 44,1% degli aventi diritto. Un dato allarmante che si è confermato anche in Puglia e Veneto, dove la percentuale di votanti si è fermata rispettivamente al 41,83% e 44,6%. Tutto ciò solleva non pochi interrogativi sul legame tra i cittadini e politica, anche a livello regionale.

Come ha osservato la giornalista Giulia Avataneo su TG La7, un livello di astensione così alto è stato interpretato da alcuni analisti come un rischio di delegittimazione del sistema politico. Persino Il Foglio ha intitolato il suo articolo “L’astensionismo è il protagonista nelle elezioni regionali 2025”, mentre Il Fatto Quotidiano, con l’articolo “Regionali, ancora crollo diffuso dell’affluenza. Al seggio vanno 4 elettori su 10”, ha posto l’attenzione sul drammatico calo rispetto alla tornata precedente.
Il Veneto è passato dal 61,1% di affluenza al 44,6% odierno; la Puglia ha registrato i risultati peggiori, con il 41,83% rispetto al 56,43% del 2020; la Campania è scesa dal 55,52% al 44,1%. In ogni caso, l’affluenza non ha superato il 50% in nessuna delle tre regioni, confermando la portata preoccupante del fenomeno.

Sembra che ormai la sfiducia dei cittadini nei confronti di tutta la classe politica sia un elemento consolidato. Non si tratta semplicemente di disinteresse o qualunquismo, ma di una percezione che si allarga a macchia d’olio: la politica è ormai percepita come incapace di rispondere ai bisogni reali dei territori e di mantenere promesse.

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