Frattamaggiore: Cala il sipario sul voto regionale ma i conti per Del Prete, non tornano Accreditato di non meno di 5.000 voti, al dott. Enzo Del Prete non tornano i conti. Guarino rinunciatario in città confidava in Cirielli che ha dovuto seguire le indicazioni della Meloni favorendo Sangiuliano

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Come di consueto, all’indomani di ogni tornata elettorale, gli addetti ai lavori si cimentano nella tradizionale “analisi del voto”. Esperti in statistiche stanno snocciolando cifre e percentuali fin dagli exit pool. Quelli invece preparati in strategie pre e post elettorali, che sono poi i più seguiti dalle masse curiose, presagiscono scenari apocalittici dei più disparati.

Noi, da par nostro, manco ci azzardiamo a mettere becco, anche perché, come da copione, alla fine di ogni tornata elettorale che si rispetti, si dichiarano tutti vincitori. Ed eccezion fatta per l’oramai scomparso Pasquale Di Fenza (FI) con la sua musa Rita de Crescenzo, tutti riescono a trovare un motivo, almeno per dire “abbiamo fatto meglio”. Perfino Matteo Salvini è riuscito a trovare un lato positivo nella debacle del centrodestra in Campania. Ha contato un incremento di 100 mila voti rispetto a cinque anni fa.

A Frattamaggiore invece, il clima che si respira in città appare decisamente differente. Sospetto e diffidenza diffusa si tagliano con il coltello fra gli addetti ai lavori. I conti, decisamente, non tornano. Soprattutto al dottor Enzo Del Prete candidato con la lista del governatore uscente Vincenzo De Luca, A Testa Alta. Lista che ha raccolto ben 167.569 voti facendo registrare un ottimo percentuale dell’8,34%, portando a Palazzo Santa Lucia ben 4 consiglieri regionali. Dati che avrebbero dovuto essere, almeno sulla carta, molto più alti.

A Frattamaggiore infatti, sembra che manchino circa 2.500 preferenze ad Enzo Del Prete. Niente brogli, per carità. L’ammanco al quale ci riferiamo è calcolato in base alle previsioni, sulle quali l’intera maggioranza dell’amministrazione comunale sembrava puntare grazie al contributo di tutti.

Ebbene, lo “scollamento” alla fine, è pesante. Mancano più di 2.500 voti all’appello. Insomma, peggio del compianto Emilio Fede quando nel lontano 1995, dovette rimuovere tutte le bandierine azzurre sulle regioni al voto. Solo che all’epoca si trattò di un errore dei sondaggisti (Crespi), mentre quello che è accaduto all’ombra della Canapina ha più il sapore di “millantato credito” o di semplice presa in giro.

Fatto sta che alle dichiarazioni di voto non ha fatto seguito lo scrutinio che si aspettava il dottor Del Prete che in totale ha raccolto ben 7.333 preferenze di cui 2.476 nella sola città di Frattamaggiore dove la previsione non prevedeva meno di 5.000 preferenze considerati i consiglieri schierati.

Sono in molti a temere adesso gli strali e le fustigazioni (al momento metaforiche), che si potrebbero verificare. I più oculati però, prevedono solo un mini rimpasto in giunta dove a pagar dazio sembra essere il solo Tommaso Capasso, unico ad aver reso note le differenti intenzioni di voto (PD). L’assessore Pasquale Gargiulo avrebbe oramai le ore contate, mentre, come Diogene, Enzo Del Prete con la classica lanterna del filosofo greco, sembra stia cercando fra i suoi (poco) fedelissimi i voti smarriti.

Discorso quasi fotocopia per quanto riguarda invece il candidato di FDI Adamo Guarino, dato fra i papabili eletti grazie al legame con il candidato presidente, nonché vice ministro degli esteri Edmondo Cirielli, al quale, a pochi giorni dal voto, sembra sia arrivato direttamente dalla Meloni l’indicazione di “aiutare” l’ex ministro Genny Sangiuliano che è risultato alla fine il secondo eletto con 9.902 preferenze.

Adamo Guarino pur ottenendo ben 7.324 voti, risulterà solo settimo della lista di Fratelli d’Italia. Sotto le aspettative il voto di Guarino raccolto nella sua città, solo 759 preferenze dove spiccano le 255 “di partito” al quale ha aderito il consigliere Giuseppe D’Ambrosio, già al lavoro per ricostruire a destra l’alternativa nel segno della discontinuità.

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