Borrelli, l’uomo che non sapeva di stare a sinistra

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Francesco Emilio Borrelli, deputato di AVS e volto noto dei social, continua a far parlare di sé tra applausi e polemiche. Con i suoi video denuncia microcriminalità, degrado urbano e violazioni dei diritti, ma la sinistra parla un’altra lingua.

Il deputato Francesco Emilio Borrelli è diventato noto soprattutto grazie ai suoi video sui social, in cui documenta e denuncia le anomalie e le irregolarità di Napoli e provincia. La sua è una figura profondamente polarizzante: da un lato c’è chi apprezza il suo approccio diretto, “da strada”, e la capacità di portare alla luce episodi di microcriminalità, abusivismo e degrado urbano; altri lo criticano per le sue modalità eccessivamente populiste e poco concrete nella risoluzione dei problemi. Intorno alla sua attività si è così creato un dibattito social, che affronta il tema del confine tra denuncia e “sensazionalismo mediatico”. Restano comunque numerosi i commenti di apprezzamento sotto i suoi post. In molti riconoscono a Borrelli il merito di far sentire meno sole le persone, che ormai si sentono abbandonate dalle istituzioni.

I suoi video, a primo impatto, suscitano effettivamente una certa simpatia, perché mostrano un politico che denuncia le ingiustizie sociali, mettendoci la faccia. Nel momento in cui si approfondisce il suo curriculum, però, stupisce che Borrelli sia un membro di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra). La sua identità politica e comunicativa sembra molto diversa da quella tipica dei movimenti green e progressisti. Probabilmente Borrelli, come altri, è più legato ad un contesto vecchio stampo dei verdi campani, di stampo civico, legato a battaglie contro camorra, eco-mafie, degrado e abusivismo. Una tradizione ben diversa da quella dei Green del nord Europa, che oggi domina il panorama della sinistra europeista e globalista.

Il 27 luglio 2025, sulla pagina Facebook ufficiale di Francesco Emilio Borrelli è stato caricato un video che lo vedeva in compagnia di Simone Cicalone fuori la Stazione Centrale di Napoli. In tale filmato Borrelli esordiva con la frase: “io stimo il lavoro che fa Simone”, per poi proseguire con discorsi contro le aggressioni sempre più dilaganti. Successivamente i due si sono spostati verso Piazza Garibaldi, mostrando le immagini di degrado e illegalità che vedevano protagonisti soprattutto extracomunitari in stato di bivacco.

Simone Cicalone, ex pugile, è uno Youtuber e tiktoker, che documenta episodi di microcriminalità, borseggi e furti, soprattutto nei mezzi pubblici di Roma. Il 20 marzo 2025, l’influencer aveva già coinvolto un esponente politico nella sua battaglia contro la malavita nelle metropolitane: l’Europarlamentare della Lega, Roberto Vannacci.

 

Il 12 novembre 2025, dopo essere stato aggredito alla stazione Ottaviano da un gruppo di persone, Cicalone è finito in ospedale con numerose ferite al volto. In tale occasione L’On Borrelli ha pubblicato un post di solidarietà all’ex pugile:

A questo post è seguito un altro video dove i due si sono incontrati, ponendo ancor a una volta l’accento sul degrado e la violenza che attanagliano le metropoli. Cicalone spopola sui social e riceve ogni giorno tantissime segnalazioni di luoghi infestati dalla delinquenza. Grazie a questo, da tempo si è guadagnato il titolo di “fascio”, attribuitogli da una fetta dell’universo antifascista italiano.

La sfida di Borrelli contro l’illegalità gli è costata diverse critiche anche da sinistra. Il 19 agosto 2025 ha pubblicato sui suoi profili social la foto di un richiedente asilo ammanettato, con volto non oscurato, e il commento “preso uno dei due evasi da Poggioreale”. In tale occasione, diverse associazioni a difesa dei diritti umani si sono scagliate contro il deputato, denunciando tutto al garante della privacy e all’UNHCR. Il giornale progressista Melting pot Europa ha pubblicato un articolo l’8 settembre, raccontando che il post di Borrelli avrebbe generato “una gogna mediatica di tenore xenofobo e fortemente violento”, ponendo successivamente l’attenzione sulla diffusione illecita delle immagini.

Sorge spontanea una domanda: cosa pensano Fratoianni e Bonelli del collega Borrelli? Quel che è certo è che il deputato ha creato problemi e tensioni all’interno di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra). Uno dei temi più divisivi riguarda gli attacchi pubblici contro avvocati penalisti e garanti dei detenuti. Sul caso, il giornale Il Dubbio ha pubblicato un articolo intitolato: “Ora Borrelli agita Avs: i vertici provano a frenare la sua ‘crociata’ contro i penalisti”. Per il resto un vecchio detto recita: “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Sicuramente le divergenze tra il deputato campano e i suoi colleghi sono numerose.

Resta inconciliabile la figura di Francesco Emilio Borrelli, apparentemente giustizialista e impegnato nelle strade contro l’illegalità, con figure come Ilaria Salis, Mimmo Lucano e l’ex componente della squadra Aboubakar Soumahoro. Le divergenze tra Borrelli e AVS emergono soprattutto sui temi cardine del partito, poiché il deputato si concentra su battaglie di tipo civico e locale. Sul tema dell’immigrazione, mentre AVS segue la tradizione della sinistra progressista e ambientalista, basata su accoglienza indiscriminata, Borrelli adotta un approccio più critico: denuncia risse tra cittadini extracomunitari, segnala immobili in pessime condizioni affittati a migranti, e pubblica foto di richiedenti asilo arrestati a Napoli. Al contrario, la Salis difende il defunto Ramy e, nelle sue posizioni, sembra ignorare il lavoro delle forze dell’ordine. Nei suoi video, invece, Borrelli sottolinea la mancanza del casco sui motorini. Quest ultimo ha sollecitato interventi concreti delle istituzioni, come sgomberi mirati di strutture occupate, L’Aler Milano ha denunciato la presunta occupazione abusiva da parte di Salis di un alloggio di sua proprietà in via Giosuè Borsi 14, a Milano. Sottili differenze. Dopotutto lo stesso Borrelli lo aveva dichiarato in studio da Parenzo nel 2024: “Non la conosco, ho idee diverse da lei“.

 

 

 

 

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