Troppe volte, e con incomprensibile superficialità, siamo portati a stigmatizzare con sufficienza il lavoro, lo studio e l’impegno dei nostri giovani, se non talvolta, prede dei luoghi comuni, giudicarlo con eccessiva superficialità Poi, capita, grazie a Dio, sempre più spesso, di accorgerci che la qualità, la stoffa, quelle che vanno derubricate come le “eccellenze italiane”, te le ritrovi proprio nella tua città. Sempre più numerose. Sempre più vincenti.
L’ultimo titolo di “eccellenza frattese”, ma solo in ordine di tempo, va sicuramente ad una giovane e promettente professionista, la dottoressa Margherita Iannotta laureandosi lo scorso novembre ha raggiunto il suo ambito traguardo con uno strepitoso 110 e lode con menzione alla carriera.
Decide di intraprendere la facoltà di infermieristica nel 2022 Margherita, che a soli 22 anni, dopo aver frequentato con successo la facoltà di lingue, sua grande passione, realizzò che quella era la strada e la professione da seguire. Una strada che solo qualche anno prima le era apparsa troppo impegnativa e non alla sua portata. Le mancavano solo 8 esami per concludere il ciclo universitario di lingue, ma quando realizzò che aveva tutte le carte in regola per imboccare la strada giusta, non ci pensò due volte. Supportata dai suoi genitori che hanno sempre creduto nelle sue possibilità, ha realizzato il suo sogno vincendo paure e tentennamenti.
Queste le sue parole durante la cerimonia di laurea:
“Sono stata, fin da piccola, portata spontaneamente a spendermi per il prossimo, e ho sempre avuto una passione per l’ambito sanitario. Dopo le superiori, scelsi la facoltà di lingue poiché temevo di non essere all’altezza di affrontare quello che a cui invece, avevo sempre ambito. Tuttavia, penso che ciò che è destinato a te, troverà il modo di raggiungerti, e nel mio, credo sia accaduto proprio così. Mamma e papà mi avevano più volte spronato ed invogliato ad intraprendere la strada che portava ai miei veri desideri. Oggi coniando il mio sogno, so che ho reso strafelici anche loro che non hanno mai smesso di credere in me. Ed è a loro che dedico tutto questo. Sono stati mesi di intenso studio. Fallire non era assolutamente nemmeno nelle mie più nere previsioni”. Quando furono pubblicate le graduatorie e appresi di avercela fatta, ero felicissima Non mi sembrava vero. Fu come se la vita mi stesse dando una seconda possibilità, e fu allora che realizzai che da quel momento, la responsabilità per la buona riuscita di questo percorso sarebbe stata solo mia.
In questi anni, per Margherita, non è stato per niente facile destreggiarsi tra le lezioni con la frequenza obbligatoria, il tirocinio, le sessioni d’esami durante il tirocinio e la ripresa dei corsi, ma il tutto non le pesava perché stava facendo ciò che la rendeva felice e sapeva che alla fine del percorso avrebbe realizzato quel sogno che per troppo tempo aveva tenuto nel cassetto.
Il fatto di essere riuscita a concludere questo percorso con il massimo dei voti, e la menzione al curriculum degli studi, non può che renderla fiera di tutta la strada fatta. Il primo pensiero, come era prevedibile e giusto, è stato per i genitori Pasquale e Maria.
“Se c’è una cosa che ho imparato da tutto ciò – ci dice Margherita – E’ che gli unici più grandi nemici di noi stessi, talvolta siamo proprio noi. Per questo bisogna fare di tutto per superare quel limite che riteniamo, spesso a torto, di avere dentro di noi, poiché non c’è soddisfazione più grande, di raggiungere il successo proprio laddove si pensava questo fosse irraggiungibile.
