In questi ultimi mesi, Raffaele Parolisi, per tutti in città, semplicemente Lello, non era affatto sereno, anzi, tutt’altro. La vicenda delle password ritirate, il mobbing subito dall’azienda per la quale lavorava e i continui attacchi politici che subiva a causa del consenso e dell’affetto che la gente gli tributava, lo avevano portato ad uno stato di tensione talvolta insostenibile. Solo pochi giorni fa il quotidiano “Il Mattino di Napoli” aveva riportato l’inquietante vicenda che ha visto il coinvolgimento di Lello Parolisi e di altri due suoi colleghi.
Una strana storia di cui si occupò anche il nostro giornale lo scorso 8 giugno (qui l’articolo)
Cosa era effettivamente accaduto?
Ebbene, chi conosceva Lello Parolisi, sapeva con quanto impegno e dedizione si spendeva per il suo lavoro. Fece della praticità e della veloce semplificazione il suo successo. Paradossalmente avveniva che Lello, per compensare i guasti di una ferruginosa burocrazia, imposta talvolta da regole assurde e controproducenti soprattutto per l’utenza dell’ASL NA2 Nord, snelliva, smaltendo decine di pratiche al giorno, che con le normali procedure, avrebbero avuto bisogno di molto più tempo con inevitabile ricaduta in termini di salute, anche sull’utenza.
Cosa faceva Parolisi di così tanto irregolare da meritarsi il ritiro delle password? Semplice. Si portava il lavoro a casa. Dal suo PC si collegava alla piattaforma ASL per il disbrigo delle pratiche. Dal cambio dei medici di base al semplice rinnovo della tessera sanitaria, Lello lavorava le pratiche da casa sua. Non era ricco, ma più di una volta ha fatto fronte a piccole ma improrogabili spese di qualche suo concittadino che faceva fatica ad affrontarle. Un rinnovo di una patente scaduta; Una iscrizione a scuola per un figlio adolescente, talvolta anche qualche genere alimentare per far si che una famigliola mettesse insieme il pranzo con la cena.
Ecco chi era Lello Parolisi. La sua colpa fu quella di vedersi gratificato da una moltitudine di persone che puntualmente, ad ogni campagna elettorale, lo premiava in quel suo impegno nel sociale. Da qui il soprannome di “Mister Mille Preferenze”. Una colpa che evidentemente i suoi competitor politici (a Frattamaggiore non esistono avversari, ma solo “competitor”), non digerivano questa situazione, per cui, il povero Parolisi si è ritrovato spesso a combattere contro un sistema insidioso, molto più grande di lui.
A nulla è servito l’affetto della gente, quella che lui era solito chiamare affettuosamente “il mio popolo”. Negli ultimi giorni era particolarmente teso. Diceva di voler fare una denuncia pubblica attraverso un manifesto murale, ma un infarto se l’è portato via ieri notte. Al suo capezzale c’erano i suoi amici e colleghi di partito Luigi Vitale e Nello Rossi con i quali aveva intrapreso un difficile ma indispensabile percorso politico. Non moltissimi, in realtà, gli altri amici e colleghi leali e sinceri. Oggi l’ipocrisia sui social scorreva a fiumi. Un’ipocrisia che non servirà comunque a bagnare un terreno arido e a tratti desertico. Quello delle coscienze.
Lello lascia un gran vuoto in una comunità che gli voleva davvero un gran bene. A testimoniarlo centinaia di messaggi di stima e affetto lasciati sul web.
Un solo rammarico mi tormenta in queste ore, ed è la promessa mancata di un caffè. Queste le parole della sua ultima telefonata di qualche mese fa.
“Direttò, vi ho letto, e mi dispiace dirvelo, ma non vi hanno informato bene su certe cose. Vi aspetto a Fratta per un caffè e per spiegarvi come stanno realmente i fatti, e di quanto è marcio questo sistema”.
Quel caffè, purtroppo, non siamo riusciti più a prenderlo. Uno stupido infarto alle 03,10 della scorsa notte si è portato via quel gigante buono, che seppur ferito nel fisico e nell’animo, ha sempre trovato la forza per rialzarsi ed andare avanti senza mai arrendersi.
I funerali di Lello Paolisi si terranno domani alle 16,00 nella Basilica Pontificia di San Sossio in piazza Umberto I a Frattamaggiore.
La redazione del Corriere delle Città si stringe al dolore della famiglia in questo triste momento, esprimendo sentite condoglianze.
