FONDI – UNA CITTA’ SENZA “MEMORIA”

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   di Massimo Rizzi

Fondi è stata una delle città laziali che ha più risentito della dispersione del proprio patrimonio artistico, archeologico e monumentale; non tutti sanno, però, che è anche stata una delle più colpite dalla dispersione di materiale archivistico, avendo perduto nel corso dei secoli gran parte della documentazione di interesse locale.

Ciò rappresenta quanto di peggio possa accadere ad una comunità cittadina, poiché cancella per sempre dei brani importanti della sua storia. La dispersione delle carte fondane ebbe inizio già dall’incursione effettuata dai turchi nell’estate del 1534, evento la cui catastroficità, pur se accentuata da alcune correnti storiografiche, ha di certo contribuito alla perdita di alcuni nuclei documentari. Assai più gravi ed estesi furono i danni subiti dagli archivi fondani durante il periodo in cui l’Italia conobbe il predominio francese.

Il senatore Errico Amante, nell’introduzione degli “Statuti della città di Fondi del 1474” rammenta che «Nell’entrare i francesi a Fondi nel dicembre del 1798 fecero sulla pubblica piazza un bel falò dell’archivio del Comune, di quello dell’Episcopio, dell’altro con la libreria del palazzo baronale […]», ricordando successivamente anche la dispersione delle carte della famiglia Calamita, «che riguardavano circa dieci secoli di vita municipale» (1).

A dare il colpo di grazia alle raccolte di documenti di interesse locale furono poi le distruzioni causate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che cagionarono il danneggiamento del 75% dell’intero patrimonio edilizio.

In quel frangente si registrarono ingenti perdite tra gli atti conservati nelle chiese di Santa Maria e di San Pietro e negli archivi delle famiglie fondane più in vista. Andarono inoltre completamente distrutti l’archivio dell’Ufficio tasse e imposte dirette del Comune e quello della Pretura.

Con buona probabilità accadde la medesima cosa all’archivio dell’Ospedale San Giovanni di Dio dal momento che quest’ultimo – pur essendo stato istituito nel XVII secolo – oggi non possiede documentazione anteriore al 1930 (2). Secondo le indagini condotte nel 1950 da un inviato della Soprintendenza archivistica di Roma, il Comune di Fondi nel dopo-guerra aveva perduto la quasi totalità delle carte più antiche (3).

Il funzionario fu inoltre informato dagli impiegati comunali della distruzione – causata dal bombardamento del 6 gennaio 1944 – di una sezione dell’archivio cittadino che era stata trasferita nel 1942 in un locale nel pianterreno del palazzo baronale. Ma non finisce qui. Nel 1969 un terribile incendio divampato nella sede municipale – i cui uffici erano al tempo dislocati nel complesso monastico di San Francesco – divorò la già esigua documentazione rimasta.

A quel punto la città di Fondi, la terra dei vini tanto celebrati dai romani (il Cecubo e il Fundano), la secolare porta del Regno di Napoli, la piccola Atene del Rinascimento meridionale, aveva perduto – oltre ai suoi caratteri architettonici e a molti dei suoi preziosi tesori d’arte – anche gran parte della sua memoria storica. Il poco materiale scampato alle fiamme fu schedato e riordinato soltanto nel 1985 da tre operatori per incarico della Società romana di Storia Patria, con il coordinamento della Soprintendenza archivista per il Lazio.

Per fortuna alcune importanti raccolte documentarie (come ad esempio le Pergamene del Capitolo Cattedrale di S. Pietro Apostolo a Fondi, le carte contenute nel Codex Diplomaticus Cajetanus, nell’Inventarium Honorati Gaytani, nella Sacra Visitatio e nell’Apprezzo di Fondi del 1690) sono sopravvissute ai danni del tempo e degli uomini ed è proprio grazie ad esse che oggi è possibile colmare alcuni dei vuoti storiografici causati dalle dispersioni anzidette.

 

(1) E. AMANTE, Statuta Civitatis et Universitatis Fundorum, (aa. 1474-1539), edito nel 1872, documento conservato nella Biblioteca del Senato, Introduzione.

(2) G. PESIRI, C’era una volta il museo, Fondi, s.d., ed. Confronto, pp. 5-10. (3) I danni di guerra subiti dagli Archivi di Stato, in «Notizie degli Archivi di Stato», IV-VII, 1944-1947.

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