Giuseppina Del Prete per tutti Pina. Laureata in Economia Aziendale alla SUN, impegnata da oltre 20 anni nel settore socio-previdenziale, attualmente responsabile del Patronato della sede di Frattamaggiore, per Giuseppina Del Prete meglio conosciuta come Pina, il suo lavoro è la sua vocazione più grande. La sua naturale vocazione per il “problem solving” ha imparato l’ascolto della gente sviluppando una forte empatia.
- Dottoressa Del Prete, cosa l’ha spinta a candidarsi al consiglio comunale? E perché proprio con FDI?
- Le sembrerà paradossale direttore, ma è stato proprio il mio lavoro, che comprende fra le altre cose, l’ascolto delle problematiche dei cittadini, a convincermi a scendere in campo. Negli ultimi vent’anni ne ho ascoltate di ogni, e mi sono resa conto che ormai a Frattamaggiore, anche i più elementari diritti, vengono fatti passare per favori personali di questo o quel consigliere di turno e tutto ciò non è più concepibile. Approfittarsi dei bisogni dei più deboli o semplicemente di persone disinformate, vuol dire agire consapevolmente in malafede.
- Comprensibile il suo punto di vista, ma non crede che sia riduttivo per chi mira ad amministrare la città?
- Non credo affatto che amministrare una città come la nostra sia cosa semplice, soprattutto dopo sei anni di manchevolezze e disimpegno della maggioranza uscente, ma sono convinta che con il giusto impegno e le giuste competenze, la cosa è fattibile. Basterebbe partire dalle base: l’analisi corretta e precisa di risorse, sia economiche che umane; Una corretta applicazione della modalità di gestione, quella del Buon Padre di famiglia, tanto per rendere l’idea. Credo che per risolvere talune criticità, possa aiutare non poco l’intercettazione di fondi europei, istituendo magari una apposita “task force” dedicata, guidata direttamente dallo staff del sindaco.
- Progetto interessante e senz’altro affascinante, ma che presuppone oltre a una grande professionalità, anche un estenuante impegno lavorativo. Pensate davvero che una cosa del genere sia fattibile o potrebbe rientrare in quella categoria che si trova solitamente nel “libro dei sogni”?
- Comprendo il suo scetticismo direttore ma mi consenta di spendere qualche parola sull’argomento: Da sempre sono impegnata nel sociale in modo molto intenso. Lo faccio attraverso una associazione che tutela i diritti dei bambini e opera nella prevenzione da malattie oncologiche. Proprio l’esperienza nell’associazionismo mi ha fatto rendere conto che se credi davvero in qualcosa i risultati arrivano. Il mio lavoro mi ha sempre portato a tenere alta l’attenzione per gli anziani del nostro paese. Essi rappresentano le nostre origini la nostra cultura, le nostre radici, di quelle che non gelano mai. Il peso, la stanchezza non si avvertono quando la causa è buona e le cose si fanno per passione, proprio quella che io con il mio candidato Sindaco e tutta la nostra squadra stiamo mettendo in questa dura campagna elettorale. Un aforisma di Confucio recitava più o meno così: “Scegli il lavoro che più ti piace e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. Ecco, credo che questo renda bene il mio pensiero.
- Il mantra che è diventato quasi un tormentone in città in queste settimane è “Frattamaggiore merita di più”. Lo vanno ripetendo addirittura esponenti della maggioranza uscente. Quali secondo lei le problematiche da affrontare con una certa priorità?
- Noi, siamo il paese della canapa, del duro lavoro e del sacrificio. Siamo i figli del Riscatto… Oggi sembriamo un paese allo sbando. Costruzioni orrende ovunque, avulse dall’urbanistica storica oggi quasi completamente trasformata; Una movida notturna priva di regolamentazione e controllo. Le famiglie durante i week end devono pregare affinché i figli tornino a casa senza essere coinvolti in risse o essere vittime di rapine o molestie varie; Le persone che abitano nei pressi dei locali costrette ad andare a dormire da parenti a causa degli schiamazzi notturni. Non mi sento certo una bigotta. Ben venga la modernità, la trasformazione e l’adeguamento ai tempi, nel senso ampio del termine, ma tutto deve essere comunque regolamentato. Frattamaggiore deve tornare ad essere un paese civile dove il 24 dicembre si festeggia il Natale con una notte bianca magari da fare la sera precedente e non lo stesso giorno della vigilia quando i ragazzi tornano a casa ubriachi e storditi da concerti senza senso organizzati solo per manie di egocentrismo. Il 31 capodanno il brindisi si fa a mezzanotte non alle 18 no? Se vogliamo essere come le grandi città prendiamo spunto dalle grandi città ma studiamole le cose, non improvvisiamo. Facciamo un brindisi di mezzanotte in piazza con ospiti illustri emuliamo le grandi città.
- Programmi e progetti per il sociale?
- Una nostra iniziativa in tal senso è sicuramente la “FRATTA CARD”, un aiuto economico una tantum a favore delle famiglie che possano ritrovarsi in un improvviso disagio economico, poi ovviamente le priorità non possono che essere la sicurezza dei plessi scolastici dei nostri ragazzi, a cominciare dagli interventi strutturali dei plessi fino ad incidere realmente contro gli odiosi fenomeni come il bullismo nelle scuole, e questo si potrebbe farlo di comune intendo con il corpo decente partendo dalla parola chiave “prevenzione”. I giovani dovranno sentire la casa comunale come la loro Agorà e non è solo un edificio dove andare a fare la carta d’identità. Il mio desiderio di madre, e penso di tutte le mamme, è quello di veder crescere i propri figli con l’idea che i diritti di tutti devono essere rispettati e che nessuno ti fa un favore se viene a fare manutenzione a scuola o se taglia l’erba fuori casa tua. Questa è normalità che non dovrebbe nemmeno essere posta all’attenzione di chi amministra, cosa che purtroppo oggi non avviene.
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