Giovanissimo si diploma al Carlo Miranda di Frattamaggiore nel 2023, oggi frequenta la facoltà di Giurisprudenza all’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con vivo interesse per l’analisi finanziaria ma non disdegna l’approfondimento delle dinamiche economiche e giuridiche. Ha collaborato come articolista con importanti riviste specializzate a diffusione nazionale e saltuariamente abbina allo studio lavori stagionali come coordinatore di attività logistiche in una rinomata casa di moda. Insomma, non proprio lo stereotipo del giovane coccolato, demotivato e poltronista che ambisce al RDC tipico delle nostre aree. Rocco Garofalo, candidato al consiglio comunale di Frattamaggiore con Fratelli d’Italia, lo abbiamo raggiunto al telefono per una delle nostre consuete interviste telefoniche. Ecco cosa ha risposto ai nostri quesiti:
- Signor Garofalo, quali secondo lei le priorità sulle quali la nuova amministrazione dovrebbe mettersi subito al lavoro?
- Intanto la ringrazio direttore per avermi concesso questo spazio e tale attenzione. Per un giovane come me poter dialogare con una testata come la vostra è una grande opportunità, nonché, da parte vostra, segno di grande apertura verso le nuove generazioni. Le priorità devono essere quelle che impattano sulla vita quotidiana dei cittadini, partendo dall’ordinario per renderlo straordinario. Penso innanzitutto alla sicurezza e al decoro urbano, fondamentali per restituire vivibilità ai nostri quartieri. In secondo luogo, serve un deciso stop al consumo di suolo: il patrimonio verde di Frattamaggiore è secondo a pochi, ed è necessario riqualificarlo, subordinando la cementificazione — fin troppo sfruttata dalla precedente amministrazione — alla reale valorizzazione e manutenzione del nostro territorio. Infine, da studente universitario, sostengo che la creazione di attività e spazi in cui i giovani possano non solo riunirsi, ma soprattutto formarsi, sia di fondamentale importanza. È una nostra priorità far sì che le migliori risorse intellettuali, i nostri giovani, rimangano a Frattamaggiore per contribuire attivamente al suo sviluppo, anziché essere costretti a fuggire.
- Scardinare una delle roccaforti più arcigne della sinistra in provincia di Napoli non è cosa semplice. Come pensate di convincere gli elettori sulla bontà delle vostre proposte?
- Le roccaforti cadono quando i cittadini si accorgono che dietro l’ideologia c’è stata solo cattiva gestione o immobilismo. Noi non cerchiamo lo scontro ideologico, ma proponiamo l’alternativa del buongoverno, della coerenza e della concretezza che Fratelli d’Italia sta già dimostrando a livello nazionale, dove siamo — lo ricordo — il primo partito d’Italia. Cercheremo di convincere gli elettori parlando la lingua della realtà, stando tra la gente, strada per strada, ponendoci come un ponte diretto tra le istituzioni e il nostro territorio. Lo abbiamo già dimostrato nelle scorse settimane con la presenza qui a Frattamaggiore dell’Onorevole Donzelli e dell’ex ministro Sangiuliano, oggi consigliere regionale; visite che testimoniano quanto il partito abbia concretamente a cuore il nostro comune. Dimostreremo che un’altra idea di città è possibile e che il cambiamento non è un rischio, ma l’unica strada.
- Per qualcuno, candidarsi a queste amministrative è un modo per misurare quanto consenso riesce ad ottenere. Altri invece lo fanno per spirito di servizio, altri ancora per cambiare lo “status quo”. Lei in quale di queste tre categorie si ritroverebbe?
- Mi ritrovo senza dubbio nel connubio tra lo spirito di servizio e la forte volontà di cambiare lo status quo. Ho 21 anni, studio giurisprudenza e per me la politica è — e deve tornare a essere — la più alta forma di servizio verso la propria comunità, non un esercizio di vanità o un palcoscenico per misurare voti personali. Mi candido a Frattamaggiore perché non voglio far parte di quella generazione che si limita a guardare e a lamentarsi: voglio impegnarmi in prima persona, con lo studio e con la presenza costante, per scardinare logiche vecchie e dare una prospettiva nuova e meritocratica alla città. Il consenso deve essere solo la naturale conseguenza della bontà delle proprie idee e del proprio lavoro, un mezzo per poter servire la comunità, non il fine.
- Se malauguratamente non dovesse farcela a conquistare un seggio in consiglio comunale, il suo impegno in politica e in FDI continuerà?
- Assolutamente sì, senza il minimo dubbio. Il mio impegno non è legato a una poltrona, ma a una scelta di vita e di coerenza. Nonostante la mia giovane età, questa non è la mia prima esperienza sul campo: ho partecipato attivamente alle passate campagne elettorali regionali ed europee, mettendomi a disposizione del partito e supportando i candidati. Ho vissuto la militanza vera, quella fatta di comizi, ascolto e sacrifici. Questo appuntamento elettorale non è un punto di arrivo, ma un fondamentale punto di partenza: sia per il centrodestra frattese, che sta costruendo un’alternativa solida, sia per il mio percorso all’interno di Fratelli d’Italia. Se per me la politica è — come ho detto — spirito di servizio, questo servizio si rende ogni giorno tra i cittadini, nelle piazze e nel partito, indipendentemente dal risultato del voto. Il mio viaggio e il mio contributo all’interno di questa grande comunità politica sono appena iniziati.

