Fango sui candidati e ombre sul futuro: Del Prete rompe il silenzio verso il ballottaggio «Basta con la politica delle insinuazioni, la dignità delle persone viene prima dei voti. Nessun accordo di palazzo: l'autonomia è la nostra “conditio sine qua non”».

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L’intervista al Dr. Luigi Del Prete (Casabella) che il 7 e 8 giugno sarà impegnato nel turno di ballottaggio a Frattamaggiore contro Pasquale Del Prete

  • Dicono che la comunicazione in politica sia fondamentale, evidentemente Frattamaggiore sarà l’eccezione che conferma la regola visti i risultati. La sua campagna elettorale è apparsa ai più, decisamente rinunciataria, quanto meno al confronto diretto con i suoi competitor, e in particolar modo con Pasquale del Prete. Non pensa che se avesse osato un po’ di più avrebbe potuto chiudere la partita già al primo turno?
  • Rispetto chi pensa che avrei dovuto fare scelte diverse. Io ne ho fatta una, e molto semplice: dedicare il mio tempo alle persone invece che ai confronti tra candidati. Ho trascorso questi mesi dove fondamentalmente conta di più: per le strade, nelle piazze, nei comitati, parlando con i cittadini, uno ad uno. Se siamo arrivati al ballottaggio, e con questo consenso, significa che in tanti hanno apprezzato questo metodo nonostante la sterilità delle critiche pervenute in tale direzione. Se avessi potuto vincere al primo turno non lo so. So però che non avrei cambiato il modo di fare questa campagna.
  • Nelle ultime ore, specie dopo i risultati del primo turno, sembra che il clima si stia improvvisamente surriscaldando. Una locandina pubblicata da Pasquale Del Prete elencava tutta una serie di nomi in qualche modo legati alla persona di Francesco Russo, quasi questo aspetto fosse elemento censurabile, ma cosa più grave è risultata una illazione sulla persona più votata in assoluto (quasi 1.800 preferenze), Sossio Farina che per il solo fatto di aver ricoperto il ruolo di presidente del Consorzio Cimiteriale, si è tentato subdolamente di accostarlo allo scandalo dei loculi cimiteriali venduti “col pezzotto”. Come stigmatizzerebbe lei questa sorta di “colpo basso”?
  • Non mi riconosco nella politica delle allusioni e delle insinuazioni. Quando si pongono in discussione persone perbene senza prove si supera un limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato. Le campagne elettorali passano, la dignità delle persone resta. Io continuerò a discutere di idee, programmi e futuro della città.
  • Il suo carattere, se lo lasci dire, per nulla egocentrico, tanto per usare un eufemismo, e il suo profilo basso, hanno indotto più di qualcuno a pensare che lei possa diventare, alla fin fine, una sorta di fantoccio nelle mani di Farina e Russo. E questo rischierebbe di vanificare il buon lavoro svolto da Liberiamo Fratta in questi ultimi anni. Cosa si sente di dire alle persone che pur avendola votata, oggi temono questa ipotesi?
  • In quarant’anni di professione ho preso decisioni assumendomene sempre la responsabilità. Chi mi conosce sa che non sono mai stato il “fantoccio” di nessuno e non inizierò certo adesso. Ho amici, alleati e persone che stimo, ma le decisioni le prenderà il sindaco eletto dai cittadini: questo non è uno slogan, è una certezza. La mia storia parla per me molto più delle etichette che qualcuno, in mancanza di argomentazioni serie contro la mia persona, prova inutilmente ad attribuirmi. Posso garantire, da medico prima che da uomo in questo caso, che non si “sopravvive” per tutti questi decenni facendo il mio lavoro se si è fantocci nell’animo: non voglio risultare ripetitivo ma questo punto resta per me cardine nella narrazione irreale e irrispettosa avanzata in questi giorni dalle pastoie social.
  • Alla luce dei numeri venuti fuori dalle urne il 26 maggio scorso, è lapalissiano che non ci sarà alcun tipo di apparentamento, anche se, come sembra, i vertici regionali e provinciali del Partito Democratico, faranno, come sembra, una sorta di endorsement per lei e la coalizione che la sostiene. Un aspetto importante quello di avere interlocutori sovracomunali di peso, tenendo presente anche del “caso espulsioni dal PD” che potrebbero mettere definitivamente fuori gioco il suo avversario e larghissima parte dei suoi sostenitori. Ebbene, riterrà questa eventualità, una opportunità o un rischio?
  • Chiunque condivida l’idea di una Frattamaggiore diversa e migliore è il benvenuto. Non stiamo costruendo accordi di palazzo ma un progetto per la città: ogni tentativo di ricostruzione diversa da questa è menzognera e utile a raccontare un qualcosa di falso che è lontano anni luce dal nostro modo di fare politica. Se arriveranno attestati di fiducia da forze politiche o rappresentanti istituzionali li accoglieremo con rispetto come stiamo già facendo, senza chiedere né, soprattutto, accettare nulla in cambio, e senza rinunciare alla nostra autonomia che rappresenta la nostra conditio sine qua non. Per me conta una cosa sola: gli interessi di Frattamaggiore. In queste settimane ho sentito dire molte cose su di me. Alcune mi hanno fatto sorridere, altre mi hanno amareggiato. Ma alla fine ciò che conta non è quello che dicono gli avversari. Conta quello che vedono i cittadini. Io continuo a presentarmi per quello che sono: un uomo libero, che non deve restituire favori a nessuno e che vuole mettere la propria esperienza al servizio della città.
Dopo il Centro dei mastelliani di Peppe Barra, anche il Presidente della regione Fico sostiene Luigi Del Prete nella corsa alla poltrona di Primo Cittadino a Frattamaggiore
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