NAPOLI – Si chiude con una condanna pesante per il governatore Vincenzo De Luca il processo di primo grado davanti alla Corte dei Conti della Campania. I giudici contabili (collegio presieduto da Paolo Noviello) hanno condannato il presidente della Regione a risarcire Palazzo Santa Lucia per 609mila euro, riconoscendo nella sua condotta il dolo.
Escono invece a testa alta e del tutto prosciolti i cinque coimputati, membri dell’Unità di crisi regionale: Italo Giulivo, Massimo Bisogno, Ugo Trama, Antonio Postiglione e Roberta Santaniello. Per loro la Procura contabile aveva chiesto risarcimenti consistenti, ma i giudici hanno rigettato ogni domanda.
Al centro dello scontro giudiziario c’è l’acquisto delle tessere magnetiche regionali destinate ad attestare l’avvenuta vaccinazione anti-Covid. Una spesa complessiva di oltre 3 milioni di euro nata da un esposto presentato dall’avvocato no-vax Roberto Ionta.
Secondo i magistrati contabili Davide Vitale e Mauro Senatore, la scelta della Campania è stata una vera e propria «fuga in avanti», uno sconfinamento in competenze che spettavano esclusivamente allo Stato centrale. Sebbene il primo provvedimento della Regione risalga al febbraio 2021 (prima del Green pass nazionale), l’accordo con la società Soresa e l’azienda privata fornitrice è stato siglato a maggio, quando la certificazione nazionale era già stata introdotta.
La condanna per De Luca si concentra in particolare sugli acquisti effettuati tra agosto e novembre 2021, portati avanti tramite un’ordinanza ad hoc firmata dal governatore quando ormai il Green pass governativo era pienamente operativo e l’iter delle tessere regionali poteva essere interrotto senza penali. Sulla vicenda pesava anche una censura, rimasta inascoltata, da parte del Garante della Privacy.
La difesa di De Luca: «Sentenza farsa, farò ricorso, il mio un reato di efficienza»
Il governatore della Campania non ci sta e rivendica con forza la linea dura e autonoma adottata durante l’emergenza sanitaria, annunciando l’immediato ricorso in appello:
«Rivendico pienamente e con orgoglio le decisioni assunte a tutela della salute dei miei concittadini. La Campania è la Regione che ha avuto il numero più basso di decessi per Covid in relazione alla popolazione, e questo anche grazie al fatto di esserci assunti la responsabilità di decisioni anticipando spesso il Governo nazionale. Ovviamente, la sentenza sarà immediatamente impugnata. Non vorrei dover rispondere del reato di efficienza».
La battaglia legale, dunque, è tutt’altro che finita: la parola passa ora ai giudici d’appello della Corte dei Conti a Roma.
