
Sono passati quasi quarant’anni da quel giorno di primavera tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 che ha segnato la mia entrata nella grande e complessa Comunità umana e politica della Destra sociale italiana. Potrei parlare per ore e ore di ciò che significa per me e per Noi l’essere Comunità. Voglio invece fissare nella mia mente proprio oggi, in un giorno così denso di significato, due momenti che ritengo particolarmente toccanti e significativi di quello che rappresenta per noi la nostra Comunità Militante e di cosa vuol dire viverla ogni giorno e farne parte attivamente.
Pochi mesi dopo l’avvio di questa mia lunga e complicata avventura che è stata e che è tutt’oggi, alla suonata età di 53 anni non ancora compiuti, la mia militanza nella Destra sociale italiana vissi ancora incredulo e ancora oggi commosso a distanza di così tanti anni il doloroso e altrettanto fiero rituale della giovane destra nazionale del Fronte della Gioventù che trascorse al capezzale di Anastasio Tricarico, mai dimenticato attivista del MSI e segretario storico del Fronte a Napoli, 48 lunghe ore di picchetto d’onore per accompagnarlo “dall’altra parte”, nel paradiso dei guerrieri, per la sua prematura tragica e dolorosa scomparsa.
Con Anastasio mi conoscevo da poco, ma per chi entra a far parte di una Comunità Militante come la nostra le date non hanno particolare significato. Un camerata che se ne va non ha valore, anzi, ha un valore inestimabile e per questo va onorato da tutti alla stessa maniera. Da chi lo conosceva da una vita e, allo stesso modo, da chi lo conosceva da poco tempo come me. Sempre Presente nei nostri cuori neri, caro Anastasio!
Oggi – e vengo al secondo momento significativo della mia lunga e complessa storia di militanza politica a Destra – la nostra Comunità ha riabbracciato il suo leader, Gianni Alemanno, che dopo una ingiusta detenzione è stato letteralmente travolto dell’affetto dei suoi fratelli e dal calore della sua Comunità.
Quel che mi lega a Gianni gliel’ho scritto e di contro lui me l’ha più volte ricordato nel lungo carteggio tra noi tramite il servizio di mail con i detenuti del progetto “Mai dire Rebibbia” messo in essere grazie all’impegno dell’associazione Nessuno Tocchi Caino.
Gli ho ricordato ad esempio di quel Campo Hobbit a Pisa dove ci siamo conosciuti. Gli ho ricordato della sua difesa del nostro stand alla Festa Tricolore di Salerno contro Scopelliti che ci voleva cacciare perché scomodi in quel momento storico in cui Alleanza Nazionale si stava “sdoganando” per diventare poi, di lì a poco, la destra parruccona e liberale che piaceva a Forza Italia e all’Europa e che si sciolse poi nel PdL dopo il Predellino. E lui mi ha esortato a tenere duro nell’attesa della sua liberazione, avvenuta oggi dopo 541 giorni di ingiusta detenzione da innocente. Pensate un po’, lui da detenuto in carcere che esortava i suoi uomini a tenere duro!
Ecco spietate allora le parole di Chicco Costini che, proprio oggi pomeriggio, poco fa salutando Gianni davanti a tutti noi dopo il pranzo di ben ritrovato offerto per la sua liberazione, prima di passargli la parola ha ribadito le doti di Gianni, chiarendo che “soltanto uno come lui, forte e coraggioso, per un anno e mezzo da detenuto ha sempre pensato alla sua Comunità e mai a sè stesso. Solo tu, caro Gianni – ha poi concluso Chicco – avresti potuto, come poi hai fatto, fare quello che hai fatto insegnandoci cosa vuol dire essere Leader di una Comunità Militante come la nostra”. Grande, Chicco Costini!
Ed ecco spiegate anche le parole di Gianni che, commosso anche se non lo ha mai dato a vedere, ha ribadito la “fortuna che tutti noi abbiamo, che tutti voi avete, nell’aver mantenuto la fede nella nostra Comunità nonostante la detenzione del suo leader”.
Ecco perché da Anastasio a Gianni. Da un momento di dolore e tragedia, cioè, a un momento di ritrovata gioia.
Due momenti che voglio fissare limpidi e chiari nella mia mente come monito di ciò che siamo. Noi siamo quel che siamo. Noi siamo la Comunità Militante della Destra sociale che, oggi più che mai, si stringe in un impeto di coraggio e orgoglio e passione attorno ai suoi leader, Gianni Alemanno e Roberto Vannacci, pronta come sempre a dare battaglia. A combattere la Buona Battaglia!
Molto bello, infine, il momento in cui Gianni ha citato uno per uno i suoi gladiatori che, sui rispettivi territori, hanno tenuto alta la bandiera di Indipendenza, per poi dare a ognuno di loro la parola per il giusto e meritato riconoscimento.
E così ho assistito e abbiamo tutti avuto l’onore di ascoltare i commossi interventi di Lele Petrucci, @Beppe Lauria, Francesco Bevilacqua, Massimo Arlechino e del nostro Mimmo De Mattia, che stasera unitamente agli altri componenti della direzione nazionale di Futuro Nazionale in quota Indipendenza come Roberta Oddi e ovviamente unitamente a Gianni parteciperanno all’incontro con il Generale Vannacci e la sporca dozzina.
Devo dire, amici cari, che un po’ vi invidio e avrei voluto far parte anche io della delegazione di Indipendenza che, come ha ribadito proprio Gianni, inizierà da stasera a fare sul serio!
Sono però un soldato.
È quello che mi è stato insegnato e che, mai come oggi, è l’atteggiamento giusto da avere nella nostra condizione di militanti, nella nostra qualità di uomini della nostra Comunità.
Sono fermamente convinto che saprete rappresentare al meglio la Destra sociale assieme a Gianni e, di riflesso, darete a tutti noi sui territori lo slancio e l’entusiasmo giusto per lavorare per la crescita e il radicamento in tutta Italia – e, per quel che mi riguarda, in tutta la Campania e nella città di Napoli – di Futuro Nazionale e della Destra Sociale Italiana.
Oggi è un giorno molto significativo per la mia lunga militanza politica. Ho avuto il privilegio di salutare Gianni, finalmente libero. E l’ho voluto sottolineare ricordando un altro momento vissuto quasi quarant’anni fa che ha segnato il mio essere parte della nostra Comunità Militante e che spiega bene, a chi forse non potrà mai capire fino in fondo, cosa vuol dire farne parte.
E, come ha ribadito Gianni nel suo primo discorso da uomo libero, in questo paese non c’è più nulla da conservare.
Va invece cambiato tutto nel segno del sovranismo sociale e nel solco di quella rivoluzione culturale e politica che portiamo avanti da una vita lavorando tutti spalla a spalla per restituire all’Italia un nuovo grande Futuro Nazionale!
