CAIVANO. L’IMPEGNO DEL SINDACO ANGELINO E LA VERITÀ DEI FATTI: MENTRE L’AMMINISTRAZIONE REPERISCE FONDI PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL PARCO VERDE, I CINQUESTELLE FANNO CASINO, OFFENDONO E NON PORTANO UN EURO Investimento di 17 milioni di euro, più cinque messi dal Comune, la minoranza continua a volere la demolizione del quartiere, ma non spiega con quali soldi e la destinazione delle famiglie. Per Tobia Angelino: mezzo miliardo caduto dall'alto è il libro dei sogni irrealizzabili

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Un piano di manutenzione straordinaria da 17 milioni di euro segna il cambio di passo dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Antonio Angelino, pronto a risanare i fabbricati del Parco Verde tra mille ostacoli, proteste, strumentalizzazioni e il silenzio complice di un’opposizione senza soluzioni sostenibili.

Un progetto operativo ed efficace volto a restituire vivibilità e tutela agli abitanti, affrontando con decisione problematiche strutturali radicate da anni. Questa è la rotta delineata dalle recenti relazioni tecniche elaborate dall’Ente municipale caivanese: una strategia organica di manutenzione straordinaria dal valore stimato di 17 milioni di euro, pensata per risolvere le priorità più impellenti del Parco Verde. L’intervento riguarda l’edilizia residenziale pubblica del Comune — 707 appartamenti suddivisi in 18 stabili e 68 corpi scala — e contempla opere fondamentali come il restauro delle facciate e degli elementi cementizi dei balconi, il rifacimento dei lastrici solari per bloccare le infiltrazioni d’acqua, l’adeguamento e l’ultimazione dei condotti idrici e fognari, insieme al rinnovo previsto degli ascensori. Un quadro d’insieme chiaro e ben strutturato, che calcola preliminarmente 12,2 milioni per i cantieri veri e propri e la sicurezza, e ulteriori 4,8 milioni previsti per le spese tecniche a carico del Municipio (rilievi, perizie, direzione dei lavori e collaudi finali). Si tratta di un’impostazione rigorosa, pianificata a blocchi e senza costringere le famiglie a lasciar casa, incentrata sulla riduzione dei rischi e sul ripristino dell’accessibilità, lasciando al contempo aperta la strada al partenariato con i privati per evitare sovrapposizioni di interventi e costi.

Dietro questo quadro tecnico di fattibilità c’è un impegno politico straordinario e quotidiano. Il Sindaco Antonio Angelino si sta prodigando senza sosta, talvolta persino in totale solitudine e in altre occasioni sostenuto con determinazione dal consigliere Angelino Tobia, dalla maggioranza e dalla struttura dell’ufficio tecnico, per strappare finalmente il Parco Verde al degrado. Eppure, a fronte di uno sforzo immane, dal quartiere non arriva la collaborazione sperata, bensì un clima teso, alimentato da continue proteste e illazioni nei confronti di qualsiasi ipotesi di ristrutturazione. La posizione del Primo Cittadino è stata espressa a più riprese con chiarezza cristallina: il bilancio comunale non può continuare a tamponare all’infinito le emergenze del Parco Verde, semplicemente perché i soldi non ci sono. Si facciano avanti, dunque, quanti continuano a millantare soluzioni irrealizzabili. L’ipotesi ventilata dell’abbattimento e ricostruzione totale del quartiere è stata giustamente definita un “sogno” irrealizzabile dal consigliere Angelino Tobia. Per un’operazione del genere servirebbe oltre mezzo miliardo di euro: cinquecento milioni che è impossibile reperire a fondo perduto.

A cavalcare l’illusione dell’abbattimento sono ancora una volta i Cinquestelle, che dimostrano un qualunquismo assoluto e una totale incompetenza tecnica e finanziaria. La loro è una finta solidarietà verso gli abitanti del quartiere, infarcita di slogan e condita da continui insulti alla maggioranza, spinti fino al punto che il consigliere Sirletti si è permesso di bollare come “passacarte” i consiglieri che lavorano per la città. Questo è il livello del dibattito proposto dalla minoranza. Gridano di volere la demolizione e la ricostruzione, ma senza portare un solo euro nelle casse comunali. Il loro deputato locale si limita a girare video di propaganda all’esterno del Parco, senza chiarire dove siano i fondi necessari. La Regione Campania è governata dai Cinquestelle con Fico Presidente gli stessi sono presenti in maggioranza in Città Metropolitana e contano su parlamentari del territorio: eppure non hanno prodotto uno straccio di progetto fattibile. Inoltre, di fronte all’ipotesi farsa dell’abbattimento, nessuno di loro spiega dove andrebbero sistemate le famiglie dei 750 alloggi. Chi fatterebbe una casa a centinaia di nuclei familiari? Dove si troverebbero gli immobili disponibili sul territorio? La risposta è semplice: nulla, solo aria fritta.

Rilanciare l’impossibile serve unicamente ad aizzare la piazza. Sarebbe peraltro troppo facile rinfrescare la memoria ai Cinquestelle ricordando ciò che hanno fatto — o meglio, non fatto — quando hanno governato l’Italia, la Regione e lo stesso Comune di Caivano. Per il Parco Verde il loro bilancio è pari a zero. Anzi, quell’amministrazione che li vedeva in giunta e in maggioranza ha persino assistito a patti con i clan del Parco per la spartizione del denaro pubblico degli appalti, senza che i Cinquestelle si accorgessero di nulla. Né questi nuovi paladini dell’ultima ora si sono mai visti in prima linea contro la criminalità organizzata o contro le occupazioni abusive degli alloggi. Sirletti e Vitale potranno pure continuare a insultare l’Amministrazione, ma la città li ha già  relegati al ruolo che meritano: disturbatori e fomentatori. I cittadini di Caivano hanno compreso la realtà e hanno premiato alle urne il Sindaco Antonio Angelino e la sua maggioranza che sta ricambiando con serietà e pragmatismo. Mentre il Sindaco lavora senza darsi tregua, i Cinquestelle si palesano soltanto nelle sedute di Consiglio Comunale per sbraitare e leggere qualche paginetta preparata magari con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, per poi sparire di nuovo nel nulla.

Ben vengano allora gli interventi strutturali che il Governo centrale guidato da Giorgia Meloni ha voluto destinare al Parco Verde, rompendo con il vuoto e la tolleranza verso la criminalità che hanno caratterizzato gli anni passati. La maggioranza guidata da Antonio Angelino fa bene a procedere con decisione e concretezza. Adesso spetta anche ai cittadini per bene del Parco Verde fare la propria parte: isolare i facinorosi e mostrare gratitudine verso chi si sta spendendo con coraggio e verso le forze dell’ordine che hanno liberato gran parte delle strade del quartiere dall’asfissia della camorra. Quegli stessi capipolo e urlatori che oggi alzano la voce in Consiglio Comunale strano a dirsi non erano così battaglieri quando a comandare nel quartiere erano i clan. Gli abitanti onesti del Parco dimostrino di essere migliori di chi soffia sul fuoco del disordine: si mostrino per quello che sono, ovvero cittadini operosi, rispettosi del bene pubblico, puntuali nel pagamento dei tributi e attenti alla raccolta differenziata. Diano un segnale forte e chiaro alla città, distanziandosi una volta per tutte da chi sa solo urlare per alimentare il caos.

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