Frattamaggiore, l’eclissi della politica: tra volpi, camaleonti e utili idioti nel rebus del dopo-Del Prete A due mesi dal voto, Frattamaggiore vive la sua crisi d’identità più profonda. Mentre il centrosinistra si frammenta in quattro tronconi, spunta solo l'alternativa civica di Daniela Pezzella.

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FRATTAMAGGIORE – Mancano esattamente 67 giorni al 24 maggio, data in cui i cittadini di Frattamaggiore saranno chiamati a rinnovare l’amministrazione comunale. Ma quella che un tempo era la “capitale” politica a nord di Napoli, capace di registrare indici di affluenza da record, oggi sembra una città che segna il passo, avvolta in una nebbia di incertezza mai così pregnante nella sua storia repubblicana. All’ombra della Canapina, il clima non è di fermento democratico,

L’era di Marcantonio Del Prete volge al termine dopo undici lunghi anni: due mandati canonici più il “bonus” pandemico che ha allungato la permanenza a Palazzo di Città. Un periodo lunghissimo che ha finito per logorare il rapporto tra istituzioni e cittadinanza. Se un tempo la politica si decideva nelle segreterie chiuse, oggi l’avvento pervasivo dei social network e di una stampa indipendente — poco incline a farsi arruolare nel libro paga dei cosiddetti “padroni del vapore” — ha scoperchiato il vaso di Pandora.

Il risultato? Una cittadinanza riluttante, che guarda con sospetto alla frenetica attività delle ultime ore. I “furbacchioni” della politica locale sono di nuovo in movimento, alla disperata ricerca di portatori di voti, quelli che nel gergo cinico del potere vengono definiti “utili idioti”. La caccia al candidato è aperta, ma le prede scarseggiano.

In questa fase di composizione delle liste — che quest’anno richiederanno solo 16 nomi invece di 24, facilitando sulla carta il compito ma evidenziando nei fatti una penuria di vocazione — assistiamo a trasformismi degni di nota.

Più che lupi travestiti da agnelli, la fauna politica frattese offre lo spettacolo di “volpi e camaleonti”.

Le ideologie sono morte e sepolte: oggi il simbolo di Fratelli d’Italia appare sovrapponibile a quello del PD, mentre Forza Italia, AVS e M5S si mescolano in un indistinto grigio amministrativo. L’unico brand che sa di “vintage” è quello della Lega, ormai ridotta ai minimi termini dopo l’esodo verso le sponde vannacciane di “Futuro Nazionale”. Resta sola, a presidiare il fortino padano, la consigliera regionale Rostan, descritta dai maligni come l’ultima portatrice di arance al referente afragolese dopo un lungo tour che l’ha vista attraversare l’intero arco costituzionale, dall’estrema sinistra alla destra.

In questo scenario di frammentazione, emerge la figura del dottor Enzo Del Prete. Nonostante il dato anagrafico, il “dottore” ha dimostrato di possedere ancora un ascendente magnetico, incassando circa 2.500 preferenze alle scorse regionali sotto l’insegna della civica “A Testa Alta”. La sua fedeltà allo “sceriffo” Vincenzo De Luca — che rimane il vero burattinaio della politica campana — ha creato non pochi attriti con la segreteria provinciale del PD.

Tuttavia, né la Fiola né il commissario Visani sembrano avere il peso politico necessario per dettare la linea a Frattamaggiore. Il “campo largo” frattese somiglia più a un campo di battaglia dove si corre allo “stagnariello”: la caccia a un simbolo qualunque, pur di avere una bandiera sotto cui nascondersi. Emblematico il caso del consigliere Pasquale Aveta, che dopo aver annunciato la lista “Avanti PSI”, è stato bruscamente smentito dai vertici regionali del partito e dal consigliere Giovanni Mensorio.

In questo mare magnum di incertezze, l’unica certezza, annunciata già da tempo, è almeno al momento, la candidatura di Daniela Pezzella. Imprenditrice del ramo assicurativo, la Pezzella ha scelto la strada del civismo puro con il movimento “Città Nostra”. Il suo logo — un cuore stilizzato che abbraccia una foglia di canapa — è un richiamo nostalgico ad un passato florido e a quei fasti economici e sociali che la città sembra aver dimenticato.

La domanda che circola tra i vicoli e le piazze è cruciale: meglio il salto nel buio con la novità Pezzella, pur con l’incognita dell’inesperienza, o restare “fermi un giro” sperando che un “nome di peso” dell’usato sicuro torni nell’agone all’ultimo secondo?

Mentre la città riflette, la sinistra uscente si presenta divisa in quattro correnti interne momentaneamente contrapposte:

  1. Marcantonio Del Prete: costretto a cercare una via per l’elezione per blindare il suo seggio in Città Metropolitana.
  2. Francesco Russo: l’ostinato, deciso a prendersi la rivincita all’interno di un PD che troppe volte lo ha sacrificato sull’altare dei Del Prete.
  3. Nello Rossi: il giovane promettente, che attende il suo spazio tra i giganti.
  4. Pasquale Del Prete: il vero stratega “andreottiano”, impegnato a tessere una tela dove far confluire i cosiddetti “cespugli” (da Alborino ad Aveta, passando per Franco Del Prete e Pasquale Gervasio).

Le prossime due settimane saranno decisive. Il tempo dei tatticismi sta per scadere e la parola passerà finalmente ai cittadini, ammesso che abbiano ancora voglia di giocare. Come direbbe un croupier prima del lancio della pallina: “Rien ne va plus, fate il vostro gioco”.

 

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