Da “Siamo Sindaco” a “Sono Vladimir”: a Frattamaggiore cala il gelo della steppa sugli uffici comunali Il neosindaco Luigi Del Prete introduce filtri digitali rigidi e il “Niet” agli ex amministratori. L’opposizione insorge sui toni in stile URSS: «Si rischia di allontanare i cittadini e penalizzare gli anziani».

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Da “Siamo Sindaco” a “Sono Vladimir” è stato un attimo! Luigi Del Prete, per gli intimi “Casabella”, neosindaco di Frattamaggiore, ha impiegato meno di quaranta giorni per ristabilire ordine e disciplina nella Casa Comunale, Come ci confida al telefono una componente dei “Casabella Boys” che volendo mantenere l’anonimato, chiameremo “Svetlana”.  “C’era bisogno di ridare dignità e decoro a quella che dallo scorso 9 giugno, è tornata ad essere la “Casa del Popolo” – esordisce Svetlana.

“Da circa un mese ex amministratori comunali continuavano a frequentare la Casa del Popolo come se fossero ancora in carica. Un andirivieni non più tollerabile. Si è reso quindi necessario un deciso e perentorio “Niet” a chi avrebbe preteso di continuare a frequentare gli uffici comunali così come faceva prima delle ultime elezioni del 9 giugno”.

Ma cosa è realmente avvenuto? Per scoprirlo siamo stati costretti ad andare a sbirciare (manco a dirlo) sulle pagine facebook dove abbiamo scoperto l’arcano.

Circolava già da qualche ora un documento sicuramente condivisibile in taluni contenuti, in quanto in tale documento si evincono linee guida che andranno a regolamentare l’afflusso dell’utenza presso la casa comunale come uffici amministrativi, dirigenziali e lo stesso ufficio del sindaco.

Fin qui tutto nella norma se non fosse per i toni tipicamente sovietici di una URSS stile anni 60/70. Insomma, come se su queste assolate giornate di torrida estate mediterranea, fosse calato improvvisamente il gelo della Steppa con tanto di betulle per la gioia degli ambientalisti tout court di casa nostra.

Si comincia con l’iter burocratico che impone l’invio preventivo di una e-mail (meglio se una PEC), indirizzata allo staff del primo cittadino, dove ci sia indicato chiaramente generalità e motivazioni della richiesta per conferire col sindaco. Proviamo ad immaginare una persona anziana, per nulla avvezza ai moderni mezzi informatici di comunicazione alle prese con GMAIL sullo smartphone o su un tablet. Spettacolo!

Per i cittadini, finanche l’accesso all’ufficio dello staff, prima ancora di quello del sindaco, ha bisogno di un “filtro del Front Office”. Praticamente un prefiltro del filtro.

Il documento inatteso

Ma la “chicca” che salta subito all’occhio è quella che riguarda le “restrizioni” riservate agli ex amministratori. Praticamente, il documento in questione di cui ne riportiamo copia, c’è scritto testualmente:

“Si precisa che i consiglieri, gli assessori e le figure non più in carica, appartenenti alle precedenti amministrazioni, non rivestono più ruoli operativi all’interno dell’Ente. Essi accedono pertanto alla struttura, esclusivamente nella veste di privati cittadini, senza alcuna forma di accesso diretto o preferenziale”.

Una Sagra dell’ovvio racchiusa in tre righi che per tradurla alla Marchese del Grillo significa “Ora qui ci sono io, che sono io. E voi non siete più un ….. con quel che segue.

Le comprensibili reazioni di consiglieri di minoranza e di qualche ex consigliere comunale non si sono fatte attendere. Molti di questi pur condividendo la decisione di regolamentare il flusso dell’utenza presso la casa comunale, del documento non ne hanno decisamente gradito i toni.

“Le istituzioni devono essere aperte, non più lontane dai cittadini – queste le parole del consigliere Antonio Lamberti che aggiunge: “È giusto che vi siano regole, ordine e trasparenza. Su questo non ci sono dubbi. Tuttavia, una domanda è inevitabile: queste disposizioni servono davvero a migliorare il rapporto tra Comune e cittadini oppure rischiano di creare ulteriori filtri tra l’Amministrazione e chi ha bisogno di confrontarsi con essa?”

L’ex consigliere comunale Gennaro Alborino affida ad una lettera aperta, sempre su facebook, indirizzata al primo cittadino. L’appunto è sempre lo stesso. Comprensibili tesi e contenuti, un po’ meno forma e i toni.

Abbiamo raggiunto al telefono il consigliere di minoranza l’Ing. Giovanni Pezzullo al quale abbiamo chiesto un parere.

L’Ingegnere Giovanni Pezzullo consigliere di minoranza

“Non mi scandalizza il riferimento agli ex amministratori – ci riferisce Pezzullo – Mi preoccupa invece il cambio di tono, in meno di un mese si è passati dal “siamo sindaco” al più distante “ove ne ricorrano i presupposti vi concediamo l’appuntamento”. Un’inversione che parla da sola. Vede direttore, non è solo una questione di comunicazione ma è un cambio di postura istituzionale. Mi chiedo, e chiedo al sindaco: … E per gli anziani o chi non ha accesso alle nuove tecnologie, come faranno a fissare l’appuntamento? Non tutti possono usare piattaforme digitali. Serve una soluzione anche per loro”.

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