Movida Selvaggia: Alcol ai minori e ordinanze “scadute”: il labirinto normativo che premia l’illegalità Il TAR Emilia Romagna annulla i divieti sui distributori automatici. A Frattamaggiore si attende la mossa della nuova amministrazione per rimediare alle sviste del passato.

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Il problema della “movida selvaggia” non è certamente peculiarità della città di Frattamaggiore, ma interessa tutta Italia. Pertanto sono centinaia le amministrazioni comunali che provano a mettere una sorta di freno a determinate intemperanze, sempre più spesso dovute al consumo di alcool soprattutto fra i minori, ma spesso ci si ritrova a fare i conti con leggi contraddittorie e cervellotiche che vanificano qualsivoglia sforzo teso a riportare un briciolo di legalità in una società dove l’illegalità sembra oramai galoppare a briglie sciolte.

Il TAR Emilia Romagna, Sezione Prima, sentenza n. 01347/2026 del 15 luglio 2026 (Reg. Ric. n. 00628/2026), ha infatti annullato due ordinanze del Comune di Rimini con cui era stata disposta la chiusura notturna dei distributori automatici di alimenti e bevande.

Motivazione: Le ordinanze sindacali che limitano gli orari di vendita dei distributori automatici per esigenze di tutela della quiete pubblica possono avere efficacia solo temporanea e non possono essere trasformate in una restrizione permanente attraverso una reiterazione continua dei provvedimenti. Anche quando minorenni tracannano incontrollati birra come se fosse acqua di fonte, dalla mezzanotte fino a tarda notte.

Cassettiere sprovviste di dispositivo di blocco vendita ai minori
Cartelli di divieto, ma nessuno controllo sul rispetto del divieto

Il Collegio ha chiarito che l’art. 50, comma 7-bis, del decreto legislativo n. 267/2000 (TUEL) consente al sindaco di adottare ordinanze non contingibili e urgenti per limitare gli orari di vendita, anche tramite distributori automatici, nelle aree interessate da fenomeni di aggregazione notturna o da esigenze di tutela della tranquillità dei residenti. Tuttavia, la stessa norma stabilisce un limite preciso: la durata del provvedimento non può superare i trenta giorni.

Da premettere, aspetto non trascurabile, che a Rimini, così come ovunque ad eccezione di Frattamaggiore e qualche centro limitrofo, le cassettiere per l’inserimento del contante, sono equipaggiate di un lettore di documento di identità elettronico che certifica l’età dell’acquirente, per cui, se questi non è maggiorenne, il dispositivo blocca l’erogazione del prodotto alcolico richiesto.

Riuscirà l’attuale amministrazione a “metterci una pezza” anche su questa ennesima svista delle precedenti amministrazioni? I genitori preoccupati (ma solo quelli), sperano di si.

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