L’assunzione di ben diciotto stagionali di cui 17 “non frattesi” e una sola frattese, (la figlia del dirigente responsabile) da parte della ATI (Associazione Temporanea d’Impresa) appaltatrice dl servizio di nettezza urbana a Frattamaggiore, rischia di far riaprire vecchie polemiche, in realtà mai sopite.
Le troppe promesse, elargite a destra e a manca durante la recente campagna elettorale, molte elle quali non potranno essere che disattese, non solo rischiano di riaprire vecchie polemiche in merito all’opportunità di privilegiare o meno assunzioni che possano trovare ricadute occupazionali in loco, ma fanno venir fuori un’altra delicata questione che, giocoforza, di qui a breve, dovremmo rivederla materia di approfondimento e scelta da parte della giunta comunale.
La questione assai spinosa riguarderebbe una cospicua penale comminata dalla precedente amministrazione comunale, quella a guida Marcantonio Del Prete, proprio ai danni della ditta appaltatrice del servizio di nettezza urbana. Una penale la cui somma si aggirerebbe intorno ai 500 mila euro, comminata per varie inadempienze elencate fra le motivazioni contestate alla stessa ditta con sede in Pomigliano D’Arco.
Ebbene, l’ATI avrebbe proposto (il condizionale è d’obbligo) una sorta di compensazione in cambio di un non meglio precisato servizio aggiuntivo comunicato solo verbalmente a esponenti della attuale amministrazione solo lo scorso giugno e di cui si ignorano al momento i contenuti.
Voci di corridoio vedrebbero legata la questione assunzioni con l’ipotesi di compensazione. Una sorta di “do ut des”? Non è ancora dato a sapersi.
Per il momento, si sa che la questione verrà eventualmente affrontata in sede di giunta comunale per valutare se “lo scambio” sia da ritenersi “congruo”, giusto per usare un termine utilizzato sovente dalla Guardia di Finanza e dalla Corte dei Conti.
Insomma, questa insolita torrida estate promette di prolungarsi ancora a lungo in un autunno ancora caldissimo in sede di amministrazione pubblica, dove il sindaco proverà a raffreddare l’aria dopo aver illuminato e ripulito la città in poco più di sessanta giorni nella funzione di primo cittadino.
