Frattamaggiore, sette anni di richieste sulla qualità dell’aria: mentre qualcuno urla, gli atti raccontano un’altra storia Mentre sui social esplodono indignazioni improvvise, gli atti ufficiali raccontano una storia diversa: dal 2018 a oggi, sette anni di richieste, protocolli, dati ARPAC e una lettera del Comune che conferma l’inquinamento. E intanto la centralina non c’è.

Letto 82 volte
Condivi su

Sette anni di richieste, protocolli, solleciti, dati ARPAC e una lettera ufficiale del Comune. E oggi, mentre sui social si moltiplicano le indignazioni improvvise, la domanda resta la stessa: che fine ha fatto la centralina di monitoraggio per Frattamaggiore?

Negli ultimi giorni, l’emergenza ambientale di Caivano e Pascarola ha riacceso l’attenzione sulla qualità dell’aria nell’area nord‑napoletana. Tra post accesi e denunce estemporanee, spiccano anche interventi di chi vive stabilmente altrove e torna a Frattamaggiore solo in periodo elettorale. Ma la storia del monitoraggio ambientale cittadino è molto più lunga, complessa e documentata di quanto alcuni lascino intendere.

2018: il “pizzino” che apre il caso

La prima richiesta ufficiale risale all’11 ottobre 2018, quando in Consiglio Comunale viene letto un messaggio arrivato “su un pizzino”: «È possibile conoscere i dati ARPAC dell’aria? Com’è l’aria oggi?»

È il primo atto pubblico che porta la qualità dell’aria all’attenzione dell’aula consiliare.

2024: la richiesta della centralina e il Question Time

Nel 2024 la questione torna sul tavolo: viene protocollata una richiesta per installare una centralina ARPAC a Frattamaggiore. Seguono mesi di silenzio, poi un sollecito via PEC e infine il Question Time.

L’allora assessora all’Ambiente, Agnese Caserta, conferma per iscritto:

  • la presenza di inquinamento atmosferico;
  • la necessità di monitorare il territorio;
  • l’importanza di una centralina o di un laboratorio mobile.

Una posizione che riconosce ufficialmente la criticità ambientale.

2025: la lettera del Comune ad ARPAC – la conferma definitiva

Il 15 maggio 2025 il Comune invia ad ARPAC una richiesta formale per l’installazione di un laboratorio mobile di monitoraggio. Nella lettera, firmata dal Funzionario Tecnico e dal Dirigente del III Settore, si legge:

«Negli ultimi anni si assiste ad un forte incremento del traffico veicolare…» «Si registra il superamento per oltre 35 giorni del limite di PM10…» «La rete regionale non è sufficiente…» «Serve un monitoraggio diretto sul territorio comunale.»

È la conferma istituzionale che chi chiedeva la centralina dal 2018 aveva ragione.

2026: il nuovo sollecito e i dati ARPAC

Nel 2026 arriva un nuovo sollecito protocollato alla Commissione Ambiente: si chiede di conoscere l’esito della richiesta del 2024, della lettera del 2025 e di sapere se la centralina verrà installata.

Intanto, i dati ARPAC della stazione di riferimento — Casoria, Scuola Palizzi — parlano chiaro:

  • 67 superamenti del limite giornaliero del PM10 nel 2026
  • limite massimo consentito: 35
  • superamenti reali: 67

Frattamaggiore non dispone di una centralina propria. Respira la stessa aria di Casoria. E i numeri sono preoccupanti.

Il paradosso delle “urla improvvise”

Mentre i dati raccontano una criticità ambientale consolidata, sui social compaiono post indignati di chi non ha mai protocollato una richiesta, non ha mai seguito un procedimento, non ha mai letto una delibera, non ha mai chiesto una centralina.

Denunce legittime, ma prive di un elemento essenziale: la conoscenza della storia amministrativa del territorio.

Perché la qualità dell’aria non è un tema da campagna elettorale. È una questione di salute pubblica che richiede continuità, competenza e atti ufficiali.

La domanda alla nuova amministrazione

Oggi, con una nuova amministrazione in carica, resta aperto un interrogativo:

Che fine ha fatto la richiesta inviata ad ARPAC nel 2025? La campagna di monitoraggio è stata avviata? La centralina verrà installata?

Frattamaggiore attende risposte. E dopo sette anni di documenti, protocolli e dati, la trasparenza non è più rinviabile.

Letto 82 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *