Allo scadere dei venti giorni dall’ultimatum lanciato dal sindaco Luigi Del Prete, l’amministrazione comunale di Frattamaggiore “ha mantenuto l’impegno”. In via Dante ieri di buon mattino, si sono presentati ben sei operatori ecologici con due grossi automezzi attrezzati, per liberare dai rifiuti il palazzo della anziana signora, accumulatrice seriale di cui tanto si è parlato anche nella trasmissione “La Vita in diretta” su Rai 1.
Problema risolto? Neanche per sogno! I dipendenti della ditta di raccolta rifiuti dopo aver quasi ripulito mezzo androne del grosso palazzo del civico 5 di via Dante, si sono dovuti fermare a causa della ritrosità della veemente anziana, che ha di fatto impedito che gli operatori continuassero il loro lavoro al secondo piano e sui terrazzi, che purtroppo, sono rimasti pieni di immondizia fra feci e insetti.
L’operazione “pulizia”, che a quanto pare sembra abbia avuto solo una funzione di facciata, lascia sul terreno, insieme ai rifiuti, parecchi interrogativi. (Sotto il video RAI de La Vita in Diretta)
Come mai non vi è traccia, almeno così sembra, di uno straccio di ordinanza sindacale? E quindi, con quale autorità, senza la presenza delle forze dell’ordine, che avrebbero garantito il completo svolgimento del lavoro di sgombro, si è potuto intervenire?
Orbene, per comprendere lo stato dell’arte, bisogna necessariamente fare un passo indietro cominciando a dare risposte serie a precisi quesiti al fine di seguire linearità e semplice logica.
L’anziana signora, evidentemente affetta da disposofobia, un disturbo psicologico caratterizzato dalla paura irrazionale di disfarsi degli oggetti e dall’accumulo compulsivo di beni, anche inutili, che rende gli spazi abitativi ingombrati e spesso inabitabili, sarebbe stata ritenuta dai medici dell’ASL “perfettamente capace di intendere e di volere”.
Da qui l’impossibilità di intervenire, da parte anche della precedente amministrazione, in maniera perentoria, pur tenendo presente il serio pericolo per la salute pubblica dei residenti in quell’area.
Orbene, la domanda, a questo punto, sorge spontanea: In che modo, e soprattutto a che titolo sindaco e operatori sono intervenuti? Comprensibile, nel caso, la motivazione fosse stata di carattere umanitario, ma che non giustifica la disattesa delle procedure alle quali una amministrazione pubblica dovrebbe attenersi visto che si amministrano soldi pubblici e non quelli della propria tasca.
Quindi, considerando che la signora anziana è sana di mente (sancito dai medici dell’ASL) e che la stessa percepisce regolare pensione da ex dipendente del ministero dell’istruzione, e il grosso palazzo è per giunta di sua proprietà, perché alla signora non gli è stato notificato alcun atto riconducibile alle spese che ha sostenuto e sosterrà l’Ente per avergli ripulito casa?
Per dirla alla frattese: “Ma chi paga”??? La signora “sana di mente” che dispone delle possibilità? I medici dell’ASL? Oppure, come di consueto, i cittadini frattesi con le loro tasse?
Eppure la triste vicenda di una cinquantasettenne, anch’essa accumulatrice seriale, che a Verona, lo scorso aprile, trovò la morte rimanendo schiacciata dal peso degli innumerevoli pacchi acquistati compulsivamente, avrebbe dovuto insegnare qualcosa. La donna era malata di disposofobia.
Dopo aver creato un varco e svuotato parzialmente l’ingresso, i vigili del fuoco hanno trovato il corpo della donna riverso sul pavimento, schiacciato dal peso dei pacchi accumulati in anni. La morte è stata probabilmente un effetto domino: entrando in casa la donna sarà inciampata e si avrà trascinato su di sé tutta la catasta di roba e sacchetti di plastica che l’avrà sepolta viva impedendole di respirare.
