Ecologisti con “l’albero degli altri”: la farsa dell’ambiente a Frattamaggiore Dalle storiche battaglie contro i tagli al silenzio di oggi: l'abbattimento in corso Garibaldi svela l'ipocrisia della politica locale.

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Da Greta Thunberg al deputato Angelo Bonelli, in Europa, son tutti ecologisti con “l’albero degli altri”, tanto per parafrasare un ben più colorito modo di esporre un preciso concetto (Son tutti froci col culo degli altri cit.). E a Frattamaggiore non si fanno eccezioni.

A scoprire il vaso di Pandora all’ombra della canapina, in queste ultime ore, ci ha pensato l’ex consigliere comunale Giuseppe D’Ambrosio che, manco a dirlo, con un video postato sui social ha documentato l’ennesimo scempio che ha visto l’abbattimento di un albero secolare che per decenni ha fatto da arredo ad uno dei vicoli della città, corso Garibaldi.

Cittadini, stampa e il buon D’Ambrosio si chiedono se l’abbattimento era evitabile. Ebbene, da quanto apprendiamo dal signor Di Micco il quale sarebbe in possesso di ampia documentazione comprovante la pericolosità rappresentata da imminente crollo del grosso albero, ma nella quale mancherebbe il documento più importante: la perizia firmata da un agronomo incaricato dal Comune.

Al momento non è dato a sapersi se esiste quindi una regolare documentazione corredata di perizia agronoma che abbia dato il via al taglio della pianta che oltre a rappresentare un polmone fonte di ossigeno, riparava dal sempre più cocente sole l’asfalto reso rovente nelle interminabili giornate estive.

Stampa e cittadini devono (al momento) “accontentarsi” delle rassicurazioni di comuni cittadini, come ad esempio quelle rese dall’amministrator del Parco Magnolia Augusto Di Micco dal quale sembra siano partite specifiche denunce sullo stato di salute dell’albero abbattuto. Sembra infatti che da più di un anno sul tavolo del dirigente Vincenzo Magnifico siano arrivati da tempo ripetuti solleciti affinché si intervenisse per salvare la pianta. Solleciti tutti caduti nel vuoto a quanto sembra.

Il tronco reciso dell’albero secolare di Corso Garibaldi a Frattamaggiore

Il fatto che inquieta maggiormente è comunque un altro. Le radici dell’albero abbattuto, secondo parecchie testimonianze di residenti, non affondavano più nella terra, ma spaziano tutt’ora nel vuoto a causa di una enorme voragine mai messa realmente in sicurezza nonostante negli anni 70, si sia intervenuto con il gettito di ben due betoniere di cemento per colmare la voragine sita proprio lungo il muro di cinta che delimita la strada con il condominio di Parco Magnolia, proprio nel punto dove sorgeva l’albero reciso.

Orbene, considerata la scarsissima informazione che si apprende dal sito istituzionale del Comune di Frattamaggiore da circa quattro mesi, dove la trasparenza sembra essere diventata utopia con la sparizione di rapporti stenotipati di sedute consiliari; Video di alcune dirette streaming delle stesse sedute e addirittura di delibere e determine oramai introvabili, parlare di vera e propria censura modello URSS anni 70 non sembra essere più un paragone azzardato.

Nel frattempo, sembrano essere sparite, come d’incanto le diverse associazioni ambientaliste (alberi carini; alberi simpatici e alberi belli) unitamente a consigliere comunali una volta molto attive sul tema ambiente in quanto opposizione e oggi particolarmente silenti in quanto maggioranza. Molti ricorderanno le manifestazioni organizzate in occasione degli abbattimenti di altri alberi secolari come quello di via Vittorio Veneto o quello reciso all’interno del parcheggio di via Vittoria.

Per l’amara cronaca, abbiamo provato a sentire il parere di un ex dipendente amministrativo del Comune di Frattamaggiore, che per sua espressa volontà vuole rimanere anonimo, al quale abbiamo chiesto il perché non si procede con la richiesta dell’accesso agli atti. La sua risposta che riportiamo testualmente è stata disarmante: “In una città dove con il sistema del “pezzotto” sono stati “venduti” centinaia di loculi cimiteriali senza che fosse mai venuto fuori un solo responsabile della colossale truffa, Lei direttore, davvero pensa davvero che non si trovi la soluzione per produrre una perizia agronoma o documento equipollente per chiudere una bazzecola come il semplice taglio di un albero?” Sipario!

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