In un recente intervento video diffuso sui social in queste ore, Daniela Pezzella, nota imprenditrice frattese che si candiderà a sindaco alle prossime elezioni amministrative di primavera, ha sollevato una questione centrale per il futuro di Frattamaggiore: la necessità di una trasparenza reale nell’azione amministrativa. Non si tratta solo di una parola d’ordine politica, ma di un cambiamento profondo nel modo in cui la città viene governata e vissuta dai suoi abitanti.
L’analisi parte dall’ascolto diretto del territorio. Pezzella riferisce di aver raccolto centinaia di commenti dai residenti, definendoli come un mix di Preoccupazione e rabbia per i problemi quotidiani che affliggono la città.
La comunità appare infatti stanca di affrontare criticità croniche e, soprattutto, di venire a conoscenza di decisioni cruciali solo “all’ultimo momento”.
Un sentimento che, nonostante le difficoltà, spinge i cittadini a non arrendersi.
Il nodo principale, sottolinea Pezzella, risiede nella mancanza di chiarezza da parte dell’amministrazione. La trasparenza non dovrebbe essere un’eccezione, ma il primo dovere verso la comunità.
“La trasparenza non è uno slogan, è un metodo di lavoro.” Chiaro il riferimento a quanto sia accaduto recentemente sulla questione “Zes” e i goffi tentativi dell’amministrazione nel voler celare episodi ed atteggiamenti evidentemente dubbi.
L’obiettivo è far comprendere ai cittadini il percorso politico e le scelte effettuate, garantendo che ogni decisione sia realmente mirata al beneficio collettivo.
Nel momento in cui un cittadino esprime il proprio voto, conferisce un mandato di fiducia che merita di essere ripagato con la massima onestà intellettuale e operativa. Pezzella riconosce che il percorso verso una gestione più aperta non è privo di ostacoli, data la mancanza di abitudine a questo tipo di approccio. Tuttavia, la proposta è quella di compiere piccoli passi comuni per scrivere una nuova pagina della storia cittadina.
Il traguardo finale non è un’utopia, ma quello che molti definiscono “semplice normalità”: un rapporto diretto e sincero tra istituzioni e società civile, dove la trasparenza diventa l’impegno quotidiano per ricostruire il legame di fiducia tra chi governa e chi è governato

