E’ sempre cosa “buona e giusta” quando un (ex) amministratore pubblico risponde alle precise ed interessanti domande di un cronista, specie se queste possono essere utili a comprendere determinati meccanismi politico amministrativi.
Ebbene, a noi, umili artigiani dell’informazione locale sarebbe stato affidato (il condizionale è d’obbligo), l’infame compito di raccontare i fatti. Talvolta nudi e crudi. Fatti che porteranno quasi sicuramente a rotture di amicizie decennali, ma quando intraprendemmo questo mestiere, lo mettemmo in conto.
Prima di tutto quindi “il lettore” (non l’elettore). Facciamo informazione, non politica).
Ebbene, da quanto si può ben evincere dagli “screenshot”, non di oggi 18 febbraio 2026, ma datati 22 ottobre 2024, e parliamo di circa un anno e mezzo fa, anche noi tentammo di fare qualche domanda all’allora assessora Agnese Caserta, ma ahinoi, senza la stessa fortuna che i professionali ed esaustivi colleghi d’oltre ponte hanno avuto oggi.
Rivolgemmo all’epoca, poche, semplici ed innocue domande all’assessora, di cui riportiamo cronologia a corredo delle nostre perplessità:
- Ore 13,10 Inviamo come da accordi le domande “non concordate” (noi usiamo fare così);
- Ore 15,59 Ovvero, circa tre ore dopo, tentiamo un timido sollecito: “Buonasera assessora, ha novità per noi?”
- Ore 16,09. Risposta da incorniciare: “Buon pomeriggio. Mi dispiace ma “non posso” rilasciare interviste. (Notare bene il virgolettato). Tuttavia per qualsiasi dubbio, chiarimento o notizie in generale, relative alle mie deleghe, sono a sua completa disposizione. Grazie della fiducia e buon lavoro. Che tradotto vuol dire: Caro direttore, io “non posso parlare”, se vuole, possiamo parlare del meteo.

Eppure le domande erano pertinenti con le deleghe assessoriali. Perché l’assessora all’epoca dei fatti non rispose? Qualcuno glielo impedì? Chi? E perché? Domande che difficilmente troveranno risposte, visto anche il tempestivo e perentorio “intervento d’ufficio” dell’avv. Camillo Pezzullo che sulla chat “Agorà – Corriere delle Città” emette “inappellabile sentenza” dove ci si accusa di “costruire tesi fantasiose lontane dalla realtà”. (Sotto riportiamo lo screenshot.)

Per quanto riguarda invece l’abbattimento e ricostruzione laddove, sull’incrocio di via Pasquale Ianniello con via Alessandro Volta, sorgeva una storica villa, meglio conosciuta come “Villa Caserta”, ebbene, uno dei propri beni può farci quello che gli pare: Venderla, affittarla, regalarla o demolirla. Figuriamoci. Siamo ancora in un Paese libero. Quello che lascia perplessi i cittadini esausti e soffocati dalle incessanti colate di cemento è il fenomeno che ha visto l’abnorme aumento delle volumetrie in troppi casi come quello di Villa Caserta dove le due foto che riportiamo chiariscono meglio di qualsiasi scritto lo scempio urbanistico. Una costruzione di poco più di sei metri di altezza, diventa un ecomostro impressionante.


Ovviamente l’assessora non ha responsabilità alcuna nella fattispecie, ci mancherebbe. Ma i temporeggiamenti durati circa 2 mesi sulle “dimissioni si, dimissioni no”, e che alla fine si sono concluse con “motivazioni personali”; L’avvicendamento a soli due mesi dal rinnovo dell’amministrazione comunale; L’essersi aperta ad una stampa notoriamente schierata a destra mentre per lunghi 4 anni la stessa assessora è stata parte integrante di una amministrazione di centro sinistra, potrebbe prestarsi a più interpretazioni. Una di queste potrebbe essere, come riporterebbero i bene informati, un radicale cambio di riferimento politico? Da un consigliere comunale frattese ad un ex consigliere comunale napoletano?
Come cantava l’indimenticabile Battisti: Lo scopriremo solo vivendo.
