Cecilia Angrisano, chi è il magistrato che ha tolto i 3 figli ai genitori: presidente tribunale minori L’Aquila
Cecilia Angrisano è presidente dal 2017 del Tribunale dei Minorenni dell’Aquila, è stata componente del Collegio per i reati ministeriali di Roma, GIP-GUP presso il Tribunale di Tivoli, Giudice monocratico del dibattimento penale, Giudice a latere e Presidente del Collegio Penale, GIP e Giudice civile presso il Tribunale di Avezzano. È stata membro della Consulta Regionale di tutela e difesa dei minori in Regione Abruzzo nel biennio 2008-2000.
Il nome di Cecilia Angrisano compare più volte nelle liste di partecipanti di convegni Lgbtq+ e transgender. Uno dei più conosciuti è sicuramente il caso del dibattito “Le genitorialità fuori dall’ordinario. Dall’adozione all’affido, dalle PMA alla gestazione per altri. Elementi per la valutazione clinica e giuridica” con direzione scientifica di Mauro Grimoldi. Nella prima giornata del convegno intitolata “Natura. L’adozione simbolica” dove spicca autorevole il suo nome.
È lei che dispose l’allontanamento dei tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la famiglia anglo-australiana stabilitasi nei boschi di Palmoli, a Chieti, giustificando il provvedimento secondo cui “la deprivazione del confronto fra pari in età da scuola elementare può avere effetti significativi sullo sviluppo del bambino, che si manifestano sia in ambito scolastico che non scolastico“. I minori furono allontanati “in considerazione del pericolo per l’integrità fisica derivante dalla condizione abitativa, nonché dal rifiuto da parte dei genitori di consentire le verifiche e i trattamenti sanitari obbligatori per legge“. Il provvedimento fece discutere non poco – per usare un eufemismo – ed anche la politica sembrò scossa da quell’inquietante provvedimento.

La famiglia nel bosco di Chieti: lo Stato coercitivo porta via i figli, e sembra di essere tornati di colpo al tempo del Green pass.
“Amiamo vivere così, a contatto con la natura e senza tecnologia. E vogliamo che i nostri figli crescano nella bellezza”, ripetevano i genitori dei 3 bimbi portati in “struttura protetta”. Ma tutto questo, per lo Stato etico del Green pass – ipocrita e coercitiva -, è impensabile e scandaloso!
Intanto oggi viene lanciata la petizione dopo allontanamento 3 bambini dai genitori. Anche il ministro Salvini esordisce: “Riportateli da mamma e papà” La famiglia ribadisce di voler crescere i figli a contatto con la natura e respinge ogni accusa di negligenza. Intanto quasi 80 mila cittadini hanno firmato la petizione che chiede di riunire i bambini ai genitori nel casolare immerso nei boschi di Palmoli.
La sostituzione: “Dalla padella nella brace”
ll plenum del Consiglio superiore della magistratura lo scorso 3 febbraio ha nominato come nuovo presidente Nicoletta Orlando, ex deputata del Pci-Pds sostituendo Cecilia Angrisano, poiché, ufficialmente, avrebbe raggiunto il fine mandato di otto anni, ma nei fatti, sembrerebbero essere state le forti pressioni dell’opinione pubblica a far maturare la decisione del plenum del CSM, costretto a trovare una sorta di mediazione con la potente corrente di Magistratura Democratica sul nome del nuovo presidente, Nicoletta Orlando appunto.
La giudice uscente era finita nell’occhio del ciclone dopo la decisione di sospendere la responsabilità genitoriale ai genitori dei tre bambini che vivevano nel casolare nel bosco nell’entroterra chietino. I giorni successivi all’ordinanza sui social spuntarono migliaia di insulti e minacce nei suoi confronti.
Chi è Nicoletta Orlandi la magistrata italiana ex deputata del Partito Comunista Italiano?
Nata ad Avezzano (AQ), è stata impegnata sin da ragazza nell’organo collegiale della scuola e in politica. Già iscritta alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, nel 1985 è stata nominata consigliere comunale con l’appoggio del Partito Comunista Italiano. Proclamata eletta alla Camera dei deputati il 25 giugno 1987 nella X legislatura della Repubblica Italiana, fu membro dello stesso partito dal 9 luglio 1987 al 13 febbraio 1991 nel corso dei governi Goria e De Mita. La Orlandi aderì durante il governo Andreotti VI al nuovo Partito Democratico della Sinistra (PDS), fondato in seguito allo scioglimento del PCI, concludendo l’attività politica con il governo Andreotti VII il 22 aprile 1992.

Nicoletta Orlandi ha fatto parte di vari organi parlamentari, come la II commissione giustizia, la commissione parlamentare d’inchiesta sulla condizione giovanile, il comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e la commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi.
Ha collaborato, tra gli altri deputati, con Tina Anselmi, già prima donna ministro della Repubblica Italiana e presidente della Commissione. Si laureò in giurisprudenza all’università di Pisa, e durante il mandato parlamentare ha vinto il concorso per entrare in magistratura, iniziando la carriera presso il tribunale di Firenze nel 1992, al termine del lavoro parlamentare.
Dopo aver ricoperto un incarico nel tribunale di Montepulciano (PI), ha proseguito l’attività di magistrato a Roma e in seguito come giudice della sezione minorile della Corte d’appello dell’Aquila. Il 21 gennaio 2026 il Consiglio Superiore della Magistratura, in seduta plenaria e “all’unanimità”, l’ha nominata presidente del tribunale per i minorenni con sede nella città dell’Aquila.
