Il Ruggito della Bellezza: Buttafuoco e la Biennale della Libertà contro i Diktat della “Suora di Bruxelles” Venezia non si piega. Mentre la "banda spocchiosa" dell'Unione Europea tenta di recintare l'arte con il filo spinato della burocrazia, Pietrangelo Buttafuoco rivendica l'autonomia dello spirito. Un gesto di rottura che ridicolizza i censori in guanti bianchi.

Letto 12 volte
Condivi su

Di fronte alla deriva autoritaria di una Commissione Europea sempre più simile a un tribunale inquisitorio, la Biennale di Venezia torna a essere ciò che non avrebbe mai dovuto smettere di essere: territorio franco. Il Presidente Pietrangelo Buttafuoco, con la statura dell’intellettuale che non teme il fango delle polemiche, ha alzato lo scudo della cultura contro le pretese ricattatorie di Ursula von der Leyen e della sua coorte di ministri proni al dogma.

Lo scontro è frontale. Da una parte, ventidue ministri della cultura — tra cui spicca l’allineamento dello strampalato Giuli — invocano l’esclusione, il bando e la censura. Dall’altra, la visione di Buttafuoco: un’arte che è, per definizione, sinonimo di confronto, libertà e pace. Invitare gli artisti russi a esporre nei propri padiglioni non è una scelta politica, ma un atto di resistenza ontologica. È la negazione della logica del “nemico pubblico” applicata alla creatività.

“L’arte non è una succursale della diplomazia coercitiva, né un allegato dei trattati di Maastricht.”

Il “no” di Venezia alla censura mette a nudo lo spessore fallimentare di una UE che, dopo aver collezionato disastri in ogni campo — dalla politica energetica suicida alla gestione della salute, fino alla corsa agli armamenti — pretende ora di dettare i confini della fantasia. La postura di Bruxelles appare oggi come un’espressione “vomitevole” di un potere che ha tradito il sogno dei padri fondatori per sigillarsi in una torre d’avorio fatta di sanzioni e diktat.

In questo scenario di grigiore amministrativo, la figura di Pietrangelo Buttafuoco svetta per coerenza e coraggio. Invece di accodarsi al gregge della “correttezza politica” che sta portando l’Europa all’emarginazione geopolitica, Buttafuoco sceglie la via della Tradizione e della Bellezza universale. La sua Biennale non è un ufficio di propaganda, ma un tempio dove il dialogo tra i popoli prosegue anche quando le armi e i burocrati vorrebbero il silenzio.

E la mente non può che andare a quella lontana primavera del 1990 allorquando Pietrangelo in un suo monumentale articolo sulla rivista “Proposta”, scrisse di un episodio a commento del disastroso risultato che il MSI conseguì nelle elezioni regionali siciliane degli anni novanta. Quelli che aprirono la stagione delle stragi mafiose anche grazie a quelle elezioni che la DC stravinse.

Quell’episodio riportava di un colloquio che si svolse in sala operatoria nell’ospedale di Nicosia in provincia di Enna, durante un intervento chirurgico. Il chirurgo votava MSI e una suora, ovviamente democristiana, ingenuamente convinta che tutti, anche il chirurgo, votassero come lei per lo scudo crociato, mentre passava i ferri al primario esordì: “Visto professore che bel risultato alle elezioni?”

Il chirurgo, non si scompose e mentre operava e senza distogliere lo sguardo dal paziente, in rigoroso dialetto siculo, rispose:

“Sa facisse tappare n’culo, lei, la madre superiora e tutte le consorelle dell’Ordine delle Cercatrici di Preferenze. Possiate bruciare nelle fiamme dell’inferno assieme al vescovo di Nicosia che vi protegge”.

La suora, si narra, non profferì più parola per parecchi mesi a venire.

Mentre l’Europa di Maastricht affonda nelle proprie contraddizioni e in una censura costante che ricorda i periodi più bui della storia, Venezia resta un faro. Grazie a Buttafuoco, l’Italia non è solo un territorio sulla mappa, ma il cuore pulsante di una resistenza culturale che si rifiuta di barattare l’anima con una firma su un protocollo di Bruxelles, mentre, ci piace immaginare la presidente Ursula Von Der Leyen nei panni della suora di Nicosia.

Letto 12 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *