Si dimetta Presidente. Sarà l’ultimo atto d’amore per quella che avrebbe potuto tornare ad essere “Patria”
Carissima Giorgia, perdona il tono confidenziale, ma per quelli della mia generazione che ti hanno visto fare i primi passi da Ministro della Gioventù in quel lontano 2008, resterai per sempre Giorgia, anche se poi, oggi, quella destra è molto cambiata, per cui, noi vecchi fummo obbligati a dimetterci da essa. Ma questa è un’altra storia.
Quello per cui oggi mi spinge a scriverti riguarda quella recente di storia. Quella che ha trovato ieri pomeriggio, nell’iniziale capitolo, il suo primo drammatico epilogo. No. Non si è perso una battaglia referendaria e nemmeno la via Maestra. Si è solo raggiunto la vetta. E, perdonami la citazione cinematografica tipicamente trasteverina:
“Quanno sei arrivato in cima, nun poi che scenne”.
Errori di comunicazione; Eccessiva sicurezza nell’invincibilità; Classe politica inadeguata, specie al sud, dove Napoli e il suo hinterland spicca per incapacità sul resto del Paese; La posizione politica di esclusiva sudditanza sui conflitti (Ucraina e Iran), insomma, la tempesta perfetta. Una tempesta dove le sinistre sono oramai maestre nell’approfittare, rispolverando ad ogni più sospinto l’antifascismo militante. Stavolta hanno dato a bere, soprattutto ai giovani come quello del selfie con te che vota No, che Pavolini e Starace erano tornati per attentare alla Costituzione stravolgendola per farci tornare agli anni 30. E sembra che Shlein, Bonelli e compagnia bella, ci siano riusciti alla grande.
Cosa oggi mi spinge a scriverti? Forse la chiara sequenza di immagini e di fatti che negli ultimi giorni si sono susseguiti come in un cortometraggio a velocità aumentata:
- Due anarchici del gruppo Cospito saltano in aria in un casolare a Roma mentre erano intenti a costruire un a bomba, e i mezzi d’informazione fanno bene attenzione a non divulgare il tipo di ordigno e la presenza nel casolare di chiodi e bulloni. Chiara la destinazione di quell’ordigno;
- Conferma della Corte di Cassazione della condanna a 9 anni di reclusione per i manifestanti di Forza Nuova per l’assalto alla sede della CGIL avvenuto il 9 ottobre 2021. Motivazione: “l’assalto non fu un semplice episodio di violenza, ma un attacco diretto alla sede della CGIL, simbolo di rappresentanza dei lavoratori, del sindacato, e della sinistra”;
- A Napoli pochi giorni fa, un banchetto per la raccolta di firme per la remigrazione degli immigrati irregolari, organizzato dal movimento Casapound, e regolarmente autorizzato dalle Autorità competenti, si è visto occupare gli spazi concessi dalla Prefettura, dai collettivi di sinistra. Violato liberamente il diritto democratico. Col placet e il plauso, immagino, di “toga rossa”;
- Un video che ritrae una sala gremita di magistrati napoletani che brindano, si abbracciano e cantano “Bella Ciao” sta facendo il giro del web in tutto il mondo mentre un corteo di bandiere rosse con falce e martello e Potere al Popolo avanza minaccioso verso Palazzo Chigi urlando “Dimissioni” e “Meloni Vattene”.
- Intanto, pochi secondi dopo il primo “instant pool” lanciato da Mentana sulla 7, lo stesso Mentana annuncia: Cesare Parodi, presidente dell’associazione Nazionale Magistrati si è dimesso. I motivi ufficiali parlano di “questioni personali”, anche se i bene informati riporterebbero di una sua discesa in politica.
Il clima sembra decisamente quello di Piazzale Loreto in quel lontano aprile del 1945, anche se tutto sembra così paradossale, non essendoci di fatto, nessun fascista in Italia, manco a pagarlo a peso d’oro. Contrariamente si sarebbero sicuramente rivissuti gli anni di piombo.
Evento scongiurato cara Giorgia. Ho avuto modo di osservare la sala del Ramada a Napoli in occasione della costituente di Futuro Nazionale di Vannacci. Il più arzillo era Bruno Esposito costretto a deambulare con le stampelle, mentre il 90% ha problemi alla prostata.
Consentimi di chiosare con un appello, più che un consiglio: Presenta le tue dimissioni. Loro questo Paese lo pretendono. Lasciamoglielo. A cosa serve essere testardi se non portare nuovamente l’Italia alla guerra civile?
Parodi si è dimesso per scendere in campo? Fallo anche tu per la finalità opposta.
Ci hai provato, ma oltre ad essere rimasta sola, non hai convinto. Soprattutto i giovani italiani che sembrano fatti con lo stampino. Tutti come quello del selfie che simpaticamente ti ha detto “No”.
Cordialmente Suo
Antonio Mattia
Corriere delle Città
Napoli
