FRATTAMAGGIORE – Il silenzio assordante che avvolgeva la politica frattese è stato squarciato da un doppio colpo di scena. Chi si aspettava un sussulto dal Partito Democratico è rimasto deluso: a dettare l’agenda, tra il pomeriggio di ieri e la tarda serata, sono stati il Partito Repubblicano e Fratelli d’Italia, pronti a scompaginare gli equilibri di una città che sembrava rassegnata al solito copione.
Nel pomeriggio di sabato 21 marzo, un manifesto del PRI dai toni perentori ha rotto gli indugi. Se il comunicato di inizio settimana era apparso come un timido invito al dialogo verso una parte dell’amministrazione uscente, l’ultimo documento dell’Edera non lascia spazio a interpretazioni: è un attacco frontale ai “melliflui tatticismi” e alle operazioni di facciata di una sinistra accusata di voler solo perpetuare sé stessa.

Resta l’interrogativo: qualcuno ha fatto orecchie da mercante ai precedenti segnali di apertura? La durezza del manifesto suggerisce che la via del compromesso sia ormai sbarrata.
Il vero scossone è arrivato però in tarda serata. Fratelli d’Italia ha rotto gli indugi ufficializzando la candidatura a sindaco del Dr. Giuseppe D’Ambrosio. Bandiera storica della destra frattese e consigliere di lungo corso, D’Ambrosio vanta una solida esperienza amministrativa: un passato in Alleanza Nazionale, eletto in una lista ecologista, oggi fa il suo definitivo ritorno “a casa” nel partito di Giorgia Meloni, con il placet del vice coordinatore provinciale Adamo Guarino.
A sostegno di D’Ambrosio ci sono già due pilastri: La lista ufficiale di Fratelli d’Italia e la civica “Frattamaggiore la mia città”, presentata pochi giorni fa da Pasquale Landolfo, uomo di alto spessore culturale e stimatissimo studioso di storia locale.
L’obiettivo dichiarato è federare l’intera area di destra, includendo potenzialmente altre formazioni civiche e partitiche per scardinare quello che in città viene da anni definito il “ricatto sanitario” che da oltre 25 anni condiziona di fatto Frattamaggiore.
Il fronte del centro-sinistra, storicamente granitico, appare oggi più fragile. Il tempo delle “oppofinzioni” – le finte opposizioni di comodo – sembra essere giunto al capolinea.
La domanda che ora circola tra i palazzi della politica è una sola: cosa farà Forza Italia? L’aggregazione degli azzurri al progetto di D’Ambrosio rappresenterebbe la quadratura del cerchio per il centrodestra, in una competizione elettorale che si preannuncia frammentata dalla presenza di numerose liste civiche e molteplici candidati sindaci, ma al momento le posizioni appaiono troppo distanti e il tempo rimasto è decisamente poco.
