Il bivio di Giorgia Meloni: tra il nuovo DDL Sicurezza, i giochi di palazzo alla Camera e la lealtà di Vannacci. Mentre il governo vara misure severe contro la criminalità ignorate dai media, esplode il caso del voto sulle preferenze: i deputati di Futuro Nazionale filmano le pulsantiere per smascherare i franchi tiratori e difendere la lealtà agli elettori.

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In un mondo al contrario dove i cittadini si ritrovano sempre più spesso a difendersi da soli contro ingiustizie, prevaricazioni e reati di ogni genere, da qualche tempo, agli italiani capita anche di doversi difendere anche da leggi assurde e da una magistratura sempre più incomprensibile e distante dai bisogni della gente. Insensibile alla di sete di giustizia che questa comincia, sempre più, a reclamare a gran voce.

A completare l’inquietante quadro contribuisce non poco certa stampa che oramai, senza più un briciolo di vergogna, spalleggiando una sinistra palesemente delinquenziale, falsa e truffaldina, stravolge la realtà dei fatti offrendo, attraverso i social, una percezione di una realtà inesistente, sostituendola a quella reale.

Orbene, lungi da noi prendere le difese da un governo che non ha il coraggio di liberarsi delle scorie pericolose e deleterie rappresentate soggetti che rappresentano “questa” Lega e “questa” Forza Italia, (sarebbe una causa persa), non possiamo però per questo buttare via l’acqua sporca con tutto il bambino.

Mentre da giorni non si parla d’altro che del caso di San Benedetto del Tronto dove un immigrato iracheno ubriaco, rimesso in circolazione dal giudice appena 3 ore dopo l’aggressione a due agenti della polizia municipale, è stato bloccato e messo in sicurezza, in maniera sicuramente decisa e vigorosa da un comune cittadino (un mazzolino di fiori non sarebbe probabilmente bastato), questo governo ha Approvato il DDL Sicurezza e Forze di Polizia. Stop quindi alla movida violenta.

Il DDL sicurezza approvato ieri in Consiglio dei Ministri prevede il fermo preventivo anche per i minorenni, la cosiddetta “norma antimaranza”.

E ancora, procedure semplificate per il potenziamento dei presidi di Polizia sul territorio e tolleranza zero per le occupazioni abusive: sgomberi più veloci anche per le seconde case. Infine, nessun risarcimento se il danneggiato si è macchiato di reati gravi come violenza sessuale, furto o rapina. Provvedimenti concreti per rafforzare la sicurezza, tutelare i cittadini e rendere più efficace l’azione dello Stato sul territorio.

Ebbene, tutto questo, sulla stampa main stream controllata e pagata dalla sinistra passa sotto silenzio se non addirittura criticata come nel caso dell’Huff Post supplemento di fatto del quotidiano Repubblica (De Benedetti tessera n. 1 del PD).

La testata, manco a dirlo, si schiera con i delinquenti in erba descrivendoli come “ragazzini”, ignorando di proposito che in determinati ambienti come in certe periferie e determinati quartieri, ci sono “ragazzini” che maneggiano kalashnikov e mitragliette UZI meglio dei terroristi islamici e agenti del Mossad israeliani. (Oramai coltelli e machete, per costoro, sono giocattoli per poppanti).

A questo punto la Premier Giorgia Meloni non può più permettersi il lusso di avere i piedi su due staffe. Non può più giocare con le ambiguità così come ha fatto in politica estera rimediando inevitabilmente, porte in faccia.

Il voto di ieri sulla legge elettorale l’ha inevitabilmente posizionata ad un bivio.

Da una parte i poltronisti di Lega e Forza Italia che hanno vergognosamente votato insieme alle sinistre, le quali, a loro volta, hanno perfino esultato a lungo per il solo fatto di aver negato agli italiani di poter scegliersi i propri governanti, dall’altra  Futuro Nazionale che contravvenendo giustamente ad una regola incomprensibile, truffaldina e palesemente mafiosa, quella che vieta di rivelare il proprio voto, con dei video circolati poi in rete, i vannacciani hanno mostrato agli italiani che prima dei regolamenti truffa, viene la lealtà e la chiarezza sulle scelte, e il rispetto verso gli elettori.

Il filmato, girato per documentare il voto dei parlamentari del gruppo di Roberto Vannacci, è stato al centro delle proteste delle opposizioni, che hanno chiesto un Ufficio di presidenza dei questori per verificare l’accaduto. La richiesta, per la cronaca, è stata respinta con 196 voti contrari, provocando la protesta della sinistra in Aula. A quel punto il presidente di turno della Camera, Giorgio Mulè, ha sospeso la seduta.

I deputati di Futuro Nazionale hanno spiegato di aver registrato il momento del voto per respingere i sospetti di essere tra i franchi tiratori che hanno contribuito alla bocciatura dell’emendamento sulle preferenze, passato con un solo voto di scarto, queste le parole di Edoardo Ziello, presidente di Futuro Nazionale con Vannacci:

“Sicuramente non è stato elegante riprendere le pulsantiere dei deputati di Futuro Nazionale durante la votazione sulle preferenze di FdI, ma, conoscendo l’elevata presenza di falsi ipocriti che animano l’Aula di Montecitorio, siamo stati costretti a farlo per dimostrare che chi ha affossato le preferenze possono essere stati tutti nel centro destra ad eccezione dell’unico partito di destra”

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