La prima seduta di consiglio comunale a Frattamaggiore tenutasi lo scorso martedì 21 luglio ha cominciato a modellare la nuova amministrazione di sinistra-centro targata “Luigi Casabella” dopo ben 21 anni di quelle di centro sinistra guidate da Francesco Russo e a seguire Marco Antonio Del Prete.
Ad una prima lettura, specie quella derivante dalla comunicazione social che ha meritatamente, visto i risultati, surclassato quella tradizionale, sembra ci sia stata una vera e propria rivoluzione.
Vecchia nomenclatura cancellata; Il sistema clientelare cancellato, insomma, il clima ricordava vagamente quello del dopo tangentopoli allorquando si passò dalla Prima alla Seconda Repubblica. Correva l’anno 1994 e un imprenditore milanese di successo scese in politica.

A Frattamaggiore gli imprenditori, sempre di meno, fanno impresa e cercano di stare lontani dalla politica. Come dargli torto? Morale, in questo scorcio di torrida estate, sopiti i belligeranti e bollenti spiriti mostrati in campagna elettorale, sia da una parte che dall’altra, con il primo consiglio comunale di martedì scorso, sembra essere tornato il più tranquillo, rasserenante e collaborativo clima politico istituzionale.
Con l’elezione di Rosa Villano, eletta nelle fila di Frattamaggiore Democratica con ben 595 preferenze, risulta la prima donna nella storia amministrativa della città a ricoprire il prestigioso ruolo di Presidente del Consiglio. 16 voti su 16, eletta all’unanimità alla prima votazione. Per la cronaca, la vice presidenza è andata al consigliere di minoranza (opposizione dicono suoni male), Antonio Lamberti.
In molti in città sono pronti a scommettere su una nuova stagione politica di gattopardiana memoria, anche se, qualche differenza fra il vecchio e il nuovo si sia potuto toccar con mano. Pulizia delle caditoie; Innaffiatura delle piante quasi tutte secche dei parklet; Illuminazione adeguata dei porticati della Casa Comunale; Maggiore controllo della movida selvaggia, insomma, i primi segnali sulle ataviche emergenze lascerebbero ben sperare.
Peccato per la scelta di non aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali il cui termine ultimo, a meno di ulteriori improbabili proroghe, era stato fissato per il 30 luglio prossimo. Dimenticanza o precisa volontà politica contro “potenziali evasori fiscali”, ci può stare.
Una amministrazione quindi che ha sostanzialmente spostato il proprio baricentro più a sinistra, sarà di qui a poco chiamata a completare i quadri con il rinnovo delle cariche, presidente compreso, all’interno del Consorzio Cimiteriale dove come una spada di Damocle pende la vicenda giudiziaria riguardante i loculi venduti con i tristemente famosi “Pezzotti”, ovvero, bollettini postali falsificati.
Una vera e propria truffa che ha generato un buco nei conti dell’Ente di circa due milioni di euro. Nel giro di qualche settimana i magistrati della Procura di Napoli Nord dovrebbero chiudere il cerchio con l’invio dei primi avvisi di garanzia dopo più di due anni di indagini.
