Il cambiamento tanto agognato e a gran voce più volte annunciato durante la recente campagna elettorale, a Frattamaggiore sembra finalmente essere arrivato. Tant’è che anche il Comando della Polizia Municipale sembra sarà chiamata a fare gli straordinari non solo per il problema riguardante la movida selvaggia, ma anche per quanto riguarda la piaga dell’abusivismo strisciante sul quale troppe volte si è chiuso un occhio. E a volte anche tutti e due.
Ironia della sorte però, il primo provvedimento di sequestro penale dell’era “Casabella”, capita proprio ad una attività artigianale ubicata in una proprietà di un consigliere comunale di maggioranza. Una falegnameria senza requisiti ubicata in via Siepe Nuova, proprio di fianco alla sede di Liberiamo Fratta, la lista civica di sinistra che esprime consiglieri e assessori nella nuova amministrazione targata Luigi Del Prete. Liberiamo Fratta, giova sottolinearlo, paladina delle battaglie su legalità, ambiente e rispetto per le regole, sembra essersi quanto meno “distratta” su quanto avveniva a pochi centimetri dalla propria sede. Ma queste sono cose che possono accadere, soprattutto quando si è all’inizio di un percorso amministrativo molto breve (50 giorni appena).
Ad ogni buon conto, sembra che la notizia sia stata accolta con inaspettato spirito autocritico anche dalla stessa maggioranza in quanto un neo consigliere, appresa la notizia del sequestro, sembra abbia esclamato testualmente: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”. Non è dato a sapersi se il sagace consigliere si riferisse alla durata di questa amministrazione alludendo ai classici 100 giorni. Ma tant’è.
Intanto, mentre i caschi bianchi frattesi vanno avanti come un carrarmato sovietico nelle pianure del Donbass, quello che fa discutere sono i ben 28 punti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale convocato per venerdì 31 luglio.
Un consiglio comunale dove dovranno essere votati importanti provvedimenti che, giocoforza dovranno fare a meno degli organi preposti come ad esempio le commissioni consiliari non ancora nemmeno istituite e sulle quali la maggioranza sembra essere fortemente divisa fra chi vorrebbe mantenere lo Status Quo e chi vorrebbe addirittura ridurle drasticamente ad una sola seduta mensile, considerato il lavoro, ma sarebbe meglio dire il “non lavoro” svolto dalle commissioni consiliari durante tutta la scorsa consiliatura.
