Di fronte a un’eredità amministrativa drammatica e alle sfide quotidiane di un territorio complesso, il riscatto di Caivano passa attraverso la competenza e il rigore professionale, mettendo a nudo i limiti della demagogia e dell’opposizione di facciata.
Se le norme e la logica della valorizzazione del merito lo consentissero, l’indennità di funzione spettante al Sindaco di Caivano, Antonio Angelino, meriterebbe di essere aumentata. L’abnegazione e la costante presenza con cui sta affrontando il suo mandato non sono infatti una semplice testimonianza di dedizione, ma l’espressione di un lavoro immane svolto per riscattare la comunità dai disastri prodotti dalle passate classi dirigenti. Un’azione amministrativa che non si esaurisce nella mera presenza fisica tra le mura municipali, ma che risulta tanto più efficace quanto più è elevata la preparazione tecnica e la competenza che il Primo Cittadino mette quotidianamente in campo. Come emerge dal suo percorso accademico e professionale, Antonio Angelino non è il prodotto di un’improvvisazione politica, ma una figura strutturalmente idonea alla guida di un ente locale. Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e titolare di un Master di II Livello in Amministrazione e Governo del Territorio alla LUISS, Angelino vanta una solida conoscenza della macchina pubblica, maturata direttamente sul campo e certificata dal superamento di concorsi pubblici. Il suo bagaglio professionale parla chiaro con l’esperienza nei Ministeri. In qualità di Funzionario Contabile al Ministero della Giustizia, si è occupato del coordinamento amministrativo-contabile di complessi programmi comunitari come il PON Governance e il programma europeo Technical Support Instrument (TSI) Ha acquisito Competenza sui fondi PNRR e Città Metropolitana come Funzionario di Elevata Qualificazione, lavorando sui dossier strategici legati ai fondi PNRR, sui Piani Urbani Integrati, sulla tutela del verde, sul trasporto rapido di massa e curando l’inventario del patrimonio immobiliare scolastico. Ha collaborato con ANCI Campania nell’ideazione e nel tutoraggio dei progetti CIVES e CIVES 2.0 dedicati alla cittadinanza attiva e alla legalità, perfezionando la propria preparazione con il corso di alta formazione in amministrazione municipale ForsAM.
Trovatene un altro cosi nelle fila dell’opposizione.
Un profilo tecnico in scia contraddistingue anche Tobia Angelino, primo eletto in Consiglio Comunale: laurea in Giurisprudenza, Master LUISS, corso ForsAM, esperienza negli organi di governo universitario (CdA e Senato Accademico della Federico II) ed esercizio della professione forense. Se il Comune di Caivano venisse paragonato a una grande impresa pubblica, l’impegno e la pressione gestiti per far fronte alle emergenze renderebbero l’attuale indennità del Primo Cittadino persino inferiore al valore reale dell’apporto fornito.
Insomma tra l’attuale sindaco che vanta una preparazione vera, e qualcun altro che tra una frittata ed una tracchiulella portava allo sfascio l’amministrazione, c’è il plastico del cambiamento. I 5stelle hanno scelto si allearsi col “cuoco pasticcione” e fare opposizione al giovane competente.
Quindi lezioni di finanza pubblica e morali, per favore no.
Anzi, di fronte a questa evidenza, la narrazione di chi sventola la rinuncia a qualche gettone di presenza si rivela per ciò che è: puro populismo e qualunquismo di poco valore. Un atteggiamento che appare ancora più palese guardando all’attività concreta del Movimento 5 Stelle in Consiglio Comunale. Al di là di iniziative già regolamentate dal Comune — come sul recupero dei gattini — o di idee prive di sostenibilità finanziaria, come la demolizione e ricostruzione del Parco Verde, proposte concrete per la città non se ne sono viste.
Sarebbe invece auspicabile che i consiglieri cinquestelle chiedessero il doppio dell’indennità, ma lavorassero il triplo, estendendo il proprio raggio d’azione all’intera comunità di Caivano e non limitandosi a rappresentare solo il bacino elettorale di un quartiere. La politica cittadina richiede idee realizzabili presentate in aula, non una polemica perenne alimentata da input esterni o da suggestioni elaborate dall’intelligenza artificiale; a questo punto, la prossima volta si potrebbe direttamente candidare un cellulare collegato a chat gpt.
Mentre si tenta di fare polemica attorno alle casse comunali — arrivando a ipotizzare che un rappresentante istituzionale debba coprire di tasca propria persino le spese di missione (metro di giudizio che nessuno si sognerebbe di applicare ai parlamentari o ai deputati del M5S) —, si elude il nodo fondamentale: la qualità delle decisioni e la responsabilità giuridica di chi governa.
I rappresentanti del Movimento 5 Stelle farebbero meglio a fare ammenda e a ricordare le proprie responsabilità politiche. Mentre oggi si travestono da rigidi custodi dei bilanci, tacciono sul ruolo avuto dal loro partito nelle alleanze e nelle stagioni politiche che hanno condotto Caivano al fallimento dell’amministrazione Falco prima, e al profondo danno d’immagine dello scioglimento per infiltrazioni poi. Un danno che dovrebbero risarcire i partiti che hanno determinato l’onta dello scioglimento per ccamorra.
Oggi, a Caivano, sia sulla poltrona di Primo Cittadino sia tra i banchi del Consiglio, la storia e i curricula dimostrano chiaramente che, con buona pace delle vecchia demagogia a buon mercato, uno non vale uno.
