La polemica sui 90 euro di rimborso per un biglietto del treno – richiesto dal Sindaco per una trasferta istituzionale a Roma nell’interesse del Comune – si è rivelata l’ennesimo boomerang per il Movimento 5 Stelle. Un’ennesima figuraccia politica e mediatica che ha spinto il primo cittadino, Antonio Angelino, a pronunciare parole dure come macigni, ampiamente condivise dalla comunità caivanese: “A Caivano, almeno per quanto riguarda la sinistra, ci è capitata la peggiore opposizione”.
L’elenco di scivoloni dei cinquestelle è imbarazzante. Prima si sono alleati con la vecchia classe dirigente in un’amministrazione fallita e successivamente sciolta per infiltrazioni camorristiche; poi, alle ultime elezioni, si sono ripresentati a braccetto con gli stessi partiti.
Entrati in Consiglio comunale sfruttando le debolezze del Pd, hanno puntato sulla presunta ineleggibilità del Sindaco Angelino. Insieme all’ex assessore, oggi deputato, sono stati smentiti per ben due volte dal Ministro degli Interni.
In Aula consiliare la situazione non migliora. Tra contestazioni errate ed evidenti lacune, il capogruppo M5S si è trovato più volte a dover apprendere dal Sindaco, le nozioni basilari sul funzionamento di un bilancio pubblico. In un’occasione, il capogruppo ha contestato per dieci minuti il cambio di destinazione d’uso di un immobile, accorgendosi solo alla fine di aver sbagliato palazzo. Una linea politica priva di interventi spontanei e dipendente dall’intelligenza artificiale o dettata dall’esterno.
Non va meglio per l’altro consigliere cinquestelle, la cui azione appare limitata alle sole istanze del quartiere Parco Verde, assumendo i tratti di un consigliere rionale. Pure il consigliere Sirletti appare in Consiglio un pesce fuor d’acqua. Emblematica la sua proposta di demolire e ricostruire il quartiere a costo zero, ovvero chiedendo a un soggetto pubblico di finanziare, a fondo perduto il Comune con 500 milioni di euro. Una proposta irrealizzabile, bollata come “caramelle” e presa ironicamente in giro in Aula dal consigliere Tobia Angelino, che pure ha appreso, studiando, competenze in materia di finanza pubblica.
Il discrimine resta lo studio e la competenza. Non si offendano i cinquestelle. Hanno percepito decine di gettoni di presenza per una presenza sterile, priva di proposte fattibili e fatta solo di polemiche.
L’ultimo episodio riguarda proprio la polemica sui 90 euro per il viaggio a Roma del primo cittadino. Una spesa del tutto legittima e documentata per attività istituzionali. Non avendo argomenti solidi, i cinquestelle hanno preferito la via del pettegolezzo, accusando velatamente il Sindaco di avarizia e sostenendo che avrebbe dovuto pagare di tasca propria la trasferta.
La reazione della città è stata immediata: i cittadini di Caivano conoscono bene il Sindaco e si sono schierati col primo cittadino. Nel tentativo di rimediare, i pentastellati hanno pubblicato una grafica generata con l’intelligenza artificiale, annunciando la rinuncia a tre gettoni di presenza per coprire l’importo del biglietto.
Eppure hanno rimediato una pioggia di critiche, mentre il post del primo cittadino ha riscosso centinaia di consensi. Perdono sul piano politico e mediatico.
Invece di prenderne atto, uno dei consiglieri si è persino offeso per le dichiarazioni del Sindaco, il quale ha semplicemente marcato la distanza umana, culturale e politica che li separa.
Prima offendono il primo cittadino su un fatto limpido e legittimo, poi vestono i panni delle vittime.
In realtà, la distanza netta si musura nella serietà dell’impegno, nella competenza, nelle alleanze e nella costanza nel risolvere i problemi reali della comunità. È una differenza di valori e di storie.
L’amministrazione Angelino si è sempre posta come alternativa al Movimento 5 Stelle: lo era quando i pentastellati governavano al fianco di soggetti corrotti, lo è a maggior ragione oggi.
D’altronde, il suffragio dell’80% ottenuto da Angelino dimostra che la città stessa si è schierata nettamente per il cambiamento. Ai cinquestelle restano le polemiche sterili, gli insulti e la politica dei veleni e dell’odio personale.
