La nuova amministrazione comunale, insediata l’11 giugno 2026, si trova già a dover affrontare una criticità rilevante sul piano della trasparenza istituzionale. Le sedute del Consiglio comunale del 21 luglio 2026 e del 31 luglio 2026, regolarmente svolte e trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune, oggi non sono più accessibili né dal sito istituzionale né dai link originariamente pubblicati.
I collegamenti che fino a poche settimane fa rimandavano alle dirette mostrano ora un messaggio standard di Facebook: “Questo contenuto non è al momento disponibile”. Un avviso che compare quando il contenuto è stato rimosso, oscurato o limitato nella visibilità. Di fatto, le sedute consiliari di luglio — già pubbliche, già diffuse e già annunciate ufficialmente — non possono più essere consultate dai cittadini.
Sul sito del Comune, la situazione non è diversa. Nella sezione dedicata al Consiglio comunale compaiono soltanto due documenti PDF relativi alle sedute di marzo e aprile 2026, risalenti alla precedente amministrazione. Non risultano invece pubblicati:
- le trascrizioni stenotipate delle sedute del 21 e 31 luglio 2026
Le sedute di luglio sono state trasmesse direttamente dalla pagina Facebook del Comune, e non risulta che siano state registrate o archiviate su sistemi interni dell’Ente. È noto che Facebook non conserva le dirette in modo permanente e invita gli amministratori a salvarle prima della rimozione automatica. L’assenza dei video sul sito istituzionale e la scomparsa dei link ufficiali fanno temere che le registrazioni non siano state salvate.
La normativa sulla trasparenza, a partire dal D.Lgs. 33/2013, impone agli enti locali la pubblicazione e la permanenza online degli atti pubblici, delle sedute consiliari e dei relativi documenti. La trasparenza non è uno slogan: è un obbligo giuridico e democratico.
Oggi, invece, i cittadini di Frattamaggiore si trovano davanti a un quadro anomalo:
- streaming rimossi,
- trascrizioni assenti,
- sezione del Consiglio ferma a mesi prima dell’insediamento.
Una situazione che apre un interrogativo inevitabile: di quale trasparenza amministrativa si può parlare, se gli atti pubblici già svolti e già diffusi non sono più accessibili ai cittadini?
E a questo punto non resta che augurarsi che le sedute di luglio siano state salvate dagli uffici competenti e possano essere ripubblicate quanto prima. Perché, in caso contrario, addio sedute in streaming: un pezzo di attività istituzionale rischierebbe di andare definitivamente perduto.
