L’ombra dell’ex sindaco Russo su Frattamaggiore: strategia, ego e l’incognita dei primi 100 giorni Tra distanza strategica e rivendicazione del consenso: cosa si cela dietro le dichiarazioni di Russo, il ruolo della lista civica "Frattamaggiore Democratica" e il peso dei numeri nella nuova maggioranza?

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“𝙇𝘼𝙎𝘾𝙄𝘼𝙈𝙊𝙇𝙄 LAVORARE 𝙉𝙀𝙇𝙇’𝙄𝙉𝙏𝙀𝙍𝙀𝙎𝙎𝙀 𝘿𝙄 𝙌𝙐𝙀𝙎𝙏𝘼 𝘾𝙊𝙈𝙐𝙉𝙄𝙏𝘼❜”

E’ questo l’incipit di un post affidato ai social qualche giorno fa dall’ex sindaco Francesco Russo. Un post che suona come una sorta di presa di distanza da un certo tipo di approccio iniziale che questa nuova amministrazione ha evidenziato nei primi canonici 100 giorni di governo della città.

“Non voglio entrare nelle polemiche spicciole che riguardano lo scontro locale per quanto continui a fare politica, non avendo mai smesso, esclusivamente per amore di una terra alla quale ho dato tanto”.

“Non tocca a me esprimere giudizi sulle vicende quotidiane, sulle scelte, anche perché non ricopro ruoli, non ho responsabilità in merito e non sono protagonista di questa amministrazione. Inutile negarlo: il mio contributo l’ho dato. E la campagna elettorale è lì a dimostrarlo”.

Insomma, come per dire, il merito della vittoria elettorale è strategicamente solo mio, ma se poi non siete capaci di governare, non date la colpa a me perché lo “scontro locale” non mi riguarda.

E quel “Lasciamoli lavorare” cosa vuol dire? Proviamo a tradurre utilizzando metafore culinarie: Lasciamo rosolare questo esecutivo a fuoco lento, almeno un anno, aggiungendo di tanto in tanto un mezzo bicchiere di vino (il caos informativo talvolta aiuta) e copriamo col coperchio in modo che tutto rimanga in pentola. A fine cottura (tempo di cottura non oltre i 12 mesi), la pietanza sarà servita all’opinione pubblica alla quale, piaccia o non piaccia, ne farà un sol boccone. Ed è solo allora che (forse) scenderò in campo, o meglio, mi posizionerò a centro tavola. Non per essere divorato, ma solo per centellinare le pietanze a chi lo avrà meritato.

Di seguito riportiamo integralmente lo scritto dell’ex consigliere comunale di minoranza della scorsa consiliatura a guida Marcantonio Del Prete:

“Ho presentato una lista civica storica Frattamaggiore Democratica mettendoci faccia e credibilità, aggregando personalità professionalità di spessore che hanno portato la civica Frattamaggiore Democratica ad essere la più votata e Sossio Farina il più votato di sempre al consiglio comunale.

I cittadini hanno riconosciuto il simbolo che non rappresenta solo un semplice logo; quella margherita rappresenta la mia e la nostra storia; scusate il pizzico di presunzione, quella margherita rappresenta ancora oggi il migliore periodo che la città abbia mai vissuto, un rinascimento politico, amministrativo, culturale, di programmazione, di vivibilità, di opere realizzate. In quel simbolo c’è, appunto, una storia e i cittadini hanno rivisto me e i tempi della buona politica.

Ne sono orgoglioso. Non smetterò mai di ringraziarvi per l’affetto e per la stima ricevuta ancora una volta nonostante non fossi candidato.

Ho lasciato in eredità a questa coalizione consiglieri comunali preparati, esperti, in un mix tra rinnovamento ed esperienza che fa della competenza la costante. Di più davvero non potevo fare. Non c’era da fare.

Al sindaco Luigi Del Prete, agli assessori, al consiglio comunale, auguro il meglio. Vi guardo e tifo per voi perché tifo per Frattamaggiore perché credo che debba essere data continuità alla migliore storia che Frattamaggiore abbia conosciuto con un cambiamento non di forma o d’immagine ma di sostanza. Sono sicuro che avverrà.

La mia attività politica sul territorio resta costante ma distante dalle scelte perché tocca a chi è stato eletto in aula ed a chi è stato nominato in giunta assumersi la responsabilità del governo di Frattamaggiore. Diamo tempo a questa maggioranza che va compresa, aiutata, sostenuta, perché ama questa terra come noi e sicuramente si sta impegnando per renderla migliore.

Proprio come feci io, come facemmo noi, dopo gli anni bui dello scioglimento. Serve collaborazione e rispetto. Tra un anno si traccerà il primo bilancio. Ora lasciamoli lavorare in attesa che si entri nella sostanza. Per Frattamaggiore ci sarò sempre”. 

Ebbene, all’elettore frattese, specie a quello che ha avuto modo di analizzare gli ultimi 21 anni di amministrazione (Francesco Russo 10 anni e Marco Antonio Del Prete 11), non sarà sfuggito una particolare analogia. Quella che vede la poltrona di primo cittadino trasmettere a chi ci si siede sopra, una smisurata crescita dell’ego.

Una crescita esponenziale in saccenza e presunzione che sembra travalicare ogni qualsivoglia forma di buon senso, dove umiltà, trasparenza e capacità di ascolto svaniscono di colpo insieme alle pur riconosciute ed indiscusse competenze degli attori in campo in materia politico amministrativa.

Ad ogni buon conto, la stagione autunno invernale che si spalanca all’anno delle elezioni politiche del 2027 darà presto le prime risposte sulla statura politica generale che la città dovrebbe, o meglio, potrebbe imporre sul panorama politico nella provincia a nord di Napoli.

E la domanda sarà: “Ancora pedine e marionette provinciali o anche qualche leader autentico all’ombra della Canapina”?

 

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