Frattamaggiore, sette anni di richieste sulla qualità dell’aria: dal “pizzino” del 2018 alla lettera ARPAC del 2025. Ora la domanda alla nuova amministrazione: che fine ha fatto la centralina? «Perché la salute comincia da ciò che non vediamo, ma respiriamo ogni giorno.»

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Nel 2018, durante una seduta del Consiglio Comunale di Frattamaggiore, un consigliere lesse pubblicamente un messaggio arrivato “su un pizzino”. La richiesta era semplice e diretta: «È possibile conoscere i dati ARPAC dell’aria? Com’è l’aria oggi?». Una domanda che, già allora, portava in aula il tema della qualità dell’aria e della trasparenza ambientale.

Da quel momento, la questione non si è più fermata.

2018: la prima richiesta ufficiale in Consiglio

La trascrizione della seduta dell’11 ottobre 2018 certifica che il tema fu portato agli atti. La richiesta di conoscere i dati ARPAC non era una polemica, ma una domanda di trasparenza. Un cittadino chiedeva che Frattamaggiore avesse accesso a informazioni ambientali aggiornate e verificabili.

2024: la richiesta viene ripresentata

Nel 2024 la domanda torna sul tavolo: installare una centralina di monitoraggio dell’aria sul territorio comunale. Passano mesi senza risposta. Arriva un sollecito via PEC. Finalmente, a dicembre 2024, la questione approda al Question Time.

La risposta dell’assessora Caserta

Durante la seduta, l’assessora all’Ambiente Agnese Caserta sostiene che l’inquinamento non sarebbe dovuto al traffico veicolare, ma alle stufe a pellet. Una tesi basata sui dati della centralina di Casoria.

La replica del cittadino è immediata: una centralina situata in un altro comune non può misurare quante stufe a pellet sono accese a Frattamaggiore, né può rappresentare fedelmente la qualità dell’aria locale. La misurazione indiretta non è una misurazione del territorio.

La svolta: la lettera ufficiale del Comune ad ARPAC (maggio 2025)

Pochi mesi dopo, arriva la conferma. Il Comune invia ad ARPAC una richiesta formale per l’installazione di un laboratorio mobile di monitoraggio dell’aria. Nella lettera si legge che:

  • il traffico veicolare è aumentato significativamente;
  • i limiti di PM10 sono stati superati per oltre 35 giorni;
  • la rete regionale non è sufficiente;
  • serve un monitoraggio diretto sul territorio comunale.

In altre parole, la stessa amministrazione riconosce ciò che era stato sostenuto nel 2024: l’inquinamento c’è, e il traffico veicolare è una delle cause principali.

La lettera è firmata dal Funzionario Tecnico e dal Dirigente del III Settore. Un documento ufficiale che chiude il cerchio: la richiesta del cittadino era fondata, e la necessità di una centralina è reale.

2026: la domanda alla nuova amministrazione

Oggi, con una nuova amministrazione in carica, resta aperta una domanda fondamentale:

Che fine ha fatto la richiesta inviata ad ARPAC? La campagna di monitoraggio è stata avviata? Ci sono risposte ufficiali?

Dopo sette anni di sollecitazioni, interventi in Consiglio, Question Time e documenti protocollati, la città attende un chiarimento definitivo.

Perché la qualità dell’aria non è un tema politico: è un tema di salute pubblica.

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