Reati ambientali a Frattamaggiore: la Procura di Napoli Nord richiede il sequestro preventivo per una falegnameria Attività di 300 mq gestita senza autorizzazioni: contestati scarichi e gestione illecita di rifiuti. Pochi giorni dopo l'operazione, avvicendamento al Comando della Polizia Locale.

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La Procura della Repubblica di Napoli Nord ha richiesto la convalida del sequestro preventivo eseguito dalla Polizia Municipale di Frattamaggiore nei confronti di una falegnameria ritenuta abusiva e priva delle autorizzazioni ambientali necessarie.

Il provvedimento nasce da un intervento effettuato dalla Polizia Municipale di Frattamaggiore lo scorso 29 luglio 2026, trasmesso poi alla Procura il 31 luglio.

Secondo quanto emerge dagli atti, l’indagato avrebbe gestito per anni un’attività di falegnameria di circa 300 metri quadrati senza alcun titolo autorizzativo. Le contestazioni riguardano violazioni del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006): abbandono di rifiuti pericolosi e non pericolosi, scarico non autorizzato in pubblica fognatura e emissioni in atmosfera senza permessi.

Il Pubblico Ministero titolare del fascicolo, ha ritenuto sussistenti sia il fumus commissi delicti — la presunzione che il reato sia stato commesso — sia il periculum in mora, ovvero il rischio che la disponibilità del bene possa consentire la prosecuzione dell’attività illecita. Da qui la richiesta al Giudice per le Indagini Preliminari di convalidare il sequestro già operato e di emettere un autonomo decreto di sequestro preventivo.

La documentazione fotografica raccolta dalla Polizia Municipale e gli esiti delle indagini preliminari delineano un quadro in cui l’attività sarebbe stata esercitata in totale assenza di autorizzazioni ambientali, con potenziali rischi per la salute pubblica e per l’ambiente.

Il sequestro, sottolinea la Procura, è una misura “non solo legittima, ma anche utile ed efficace”, necessaria per impedire la prosecuzione del reato e prevenire ulteriori conseguenze dannose.

Al di là del fatto in sé, rimane lo sconcerto e l’incredulità suscitata dal fatto che la convalida del sequestro da parte della magistratura, abbia interessato locali di proprietà di esponenti politici locali (LiberiAmo Fratta) che delle loro battaglie ecologiste in città, ne hanno da sempre fatto una bandiera.

Stranamente, dopo il sequestro del 29 luglio scorso, quasi subito si diede inizio all’iter che ha portato pochi giorni fa all’avvicendamento al comando dei caschi bianchi frattesi con la rimozione del comandante Francesco Romano e la nomina a nuovo comandante di Giuliano Capasso. Una procedura di rotazione, assicurano gli addetti ai lavori, già programmata.

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