Prima di ogni considerazione, è doveroso ribadire un principio fondamentale dello Stato di diritto: tutte le persone coinvolte nell’inchiesta hanno diritto alla presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Nessuno può essere considerato colpevole sulla base di un avviso di garanzia, di un’indagine o di una perquisizione. Allo stesso modo, nessuno dovrebbe utilizzare una vicenda giudiziaria per alimentare processi mediatici o personali. Nessuno vuole il male di nessuno.
Detto questo, esiste un piano diverso da quello giudiziario: quello politico e istituzionale.
Le notizie diffuse nelle ultime ore dalle principali testate campane hanno proiettato il nome di Frattamaggiore sulle cronache regionali per una vicenda che riguarda il Consorzio Cimiteriale e che vede tra gli indagati anche il vicesindaco della città. Saranno la magistratura e gli organi competenti a fare piena luce sui fatti e ad accertare eventuali responsabilità, ma è difficile negare che si tratti di una delle pagine politicamente più delicate degli ultimi anni per la comunità frattese.
Non è una bella immagine per la città vedere il proprio nome associato a ipotesi di ammanco milionario, false ricevute, perquisizioni e presunti episodi estorsivi. Non perché le indagini equivalgano a condanne, ma perché la credibilità delle istituzioni rappresenta un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini.
Proprio per questo, molti si aspettano chiarezza, trasparenza e comunicazione istituzionale. Non per emettere sentenze anticipate, ma per comprendere quale sia la posizione dell’amministrazione comunale di fronte a una vicenda che sta facendo discutere ben oltre i confini cittadini.
Oggi più che mai, il tema non è soltanto giudiziario. È anche politico. Ed è il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni che merita di essere tutelato e rafforzato attraverso parole chiare, atti trasparenti e comportamenti conseguenti.
Perché, al di là degli esiti dell’inchiesta, una cosa appare già evidente: questa non è una bella pagina per Frattamaggiore. E proprio per questo la città ha il diritto di ricevere spiegazioni, rassicurazioni e il massimo livello possibile di trasparenza istituzionale.
