Consorzio cimiteriale di Frattamaggiore, buco da 2 milioni: chiuse le indagini. I nomi degli indagati. Dai bollettini "sbianchettati" alle perquisizioni della Procura di Napoli Nord: il terremoto giudiziario potrebbe travolgere la politica locale. E c'è chi sapeva ma ha preferito tacere.

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Dopo due anni di complesse ed articolate indagini condotte dal Commissariato di Frattamaggiore unitamente al Comando della Guardia di Finanza, le poche righe del comunicato stampa diramato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, firmato dal Procuratore della Repubblica il Dr. Domenico Airoma, ieri sera, hanno chiuso la prima fase del caso, con l’annuncio delle perquisizioni nei confronti dei 10 soggetti indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere, peculato e truffa ai danni del Consorzio cimiteriale di Frattamaggiore-Frattaminore-Grumo Nevano.

Oltre al vice sindaco Sossio Farina e all’ex presidente del Consorzio cimiteriale di Frattamaggiore Franco Di Carlo, fra gli indagati non figurano al momento nomi di altri personaggi politici, ma solo di ex dipendenti. Sono quelli di  G. Del Prete; A. Canciello; Capone; Archetto; Armando; Arcangelo; M.R. Del Prete e D. Giordano.  

La triste vicenda, come molti ricorderanno, divenne sostanzialmente di dominio pubblico a seguito della seduta di consiglio comunale di Frattamaggiore del 22 ottobre 2024, dove l’ex consigliere Pasquale Aveta, in un preciso e circostanziato intervento chiese pubblicamente ragguagli sulla questione “conti e bilancio del Consorzio Cimiteriale”. Ciò a seguito di sempre più insistenti voci circolate nel frattempo in città, in merito a notizie riguardanti alcune denunce di cittadini truffati.

Cosa in realtà era accaduto, lo si scoprì quasi subito.

Con un banale “sbianchettamento” di bollettini postali, le cifre dovute al Consorzio per l’acquisto di loculi, terreni e cappelle gentilizie, venivano alterate, creando di fatto il classico “pezzotto”, ovvero un bollettino di pochi euro, modificato, ad esempio, da 20 euro, diventava da 2.000. Operazione, a quanto pare, ripetuta per più operazioni di acquisto, talmente tante che il buco complessivo ha raggiunto ad oggi la cifra di 2 milioni di euro. Un sistema truffaldino che avrebbe avuto inizio addirittura dal 2010, quando non vi era possibilità di riscontro informatico immediato.

In quella famosa seduta consiliare la risposta al consigliere Aveta da parte dell’allora segretario generale Dr. Pietro Dragone, già garante per la trasparenza, componente del Consorzio cimiteriale e dell’Ambito 17, fu perentoria:

“I bilanci del Consorzio sono sanissimi, e quindi, fuori discussione. I responsabili e i revisori hanno verificato, ed è tutto in regola”. Insomma, Totò avrebbe chiosato “Tutto va bene Madama La Marchesa”.

La notizia riportata dal nostro quindicinale il 26 ottobre 2024

Ebbene, a distanza di due anni si è purtroppo scoperto che …. “nulla è andato bene”, (soprattutto per gli indagati).

Dal prossimo 10 novembre, in base alla nuova procedura introdotta dalla Legge Cartabia, gli indagati saranno interrogati dal Pubblico Ministero e la giustizia farà, come deve, il suo corso, eventualmente fino al terzo grado di giudizio e pertanto, ogni illazione, pettegolezzo o sconfinamento in quello che è il procedimento penale in sé, sarebbe fuori luogo, come lo sono in queste ore le centinaia di commenti che inondano i social fra pro sistema e contro sistema. Il clima da campagna elettorale, dopo più di 5 mesi sembra infatti essere rimasto ancora caldo.

Ad ogni buon conto, una considerazione critica andrebbe comunque fatta, se non altro, per onestà intellettuale e dovere di cronaca.

Mentre il reato in sé, che sia esso truffa, falso, appropriazione indebita, associazione per delinquere o altro, dovrà attendere i tempi di cui la giustizia necessita per essere accertato, ben altra sentenza appare invece chiara sotto gli occhi dei “non schierati a prescindere”, ed è una sentenza di carattere morale. Una sentenza che condanna una intera classe politica nella quasi totalità della sua interezza, con rarissime eccezioni.

Tutti (o quasi) sapevano, senza distinzione di schieramento. Maggioranze ed opposizioni alternanti e variabili, ivi compresi ben noti supporter che sui social, spavaldamente e con atteggiamento da eterni impuniti, non hanno esitato ad attaccare e denigrare la stampa locale ad ogni piè sospinto, nel vano tentativo di delegittimarla, come si sta, per altro, in queste ore, cercando di delegittimare il lavoro certosino e altamente professionale profuso dal Commissariato di Polizia di Frattamaggiore diretto dal Dr. Nicola Donadio; Dal Comando della Guardia di Finanza diretto dal Colonnello Francesco Auriemma e dei Magistrati Giovanni Corona e Cesare Bisignano, ai quali andranno sempre e comunque i ringraziamenti dei frattesi perbene. Anche di quelli che non hanno bisogno di raccogliere firme per dimostrare vicinanza ai servitori dello Stato, ma ai quali basta fare corretta informazione promuovendo la cultura della denuncia, soprattutto quando si tratta di reati perpetrati non solo contro la Pubblica Amministrazione, ma soprattutto di quelli a danno di persone anziane come quelle che dopo tanti sacrifici per assicurarsi un loculo, si sono ritrovate invece vittime di un odioso insopportabile raggiro.

Il Comunicato Stampa trasmesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord (Aversa)
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