Perfino Caivano, uno dei centri dell’hinterland napoletano più martoriato dalla criminalità in Campania è riuscito a voltare pagina. Ex centro agricolo ma dal tessuto sociale decisamente sano e produttivo, dopo essere balzato ai disonori delle cronache nazionali per i tristi fatti delle bambine abusate, sembra aver ritrovato il giusto viatico. La “cura” del governo col decreto che porta il nome della città, inoltre, ha fatto sì che fin da subito, si verificasse la palese l’inversione di tendenza.
Tutt’altra situazione invece (al momento), quella che vede la vicina Frattamaggiore costretta a rimanere sotto “ricatto sanitario”, e per questo destinata a subire una delle peggiori amministrazioni comunali della sua storia. Peggio perfino di quella del 2002, anno dell’umiliante scioglimento per condizionamenti mafiosi. Una brutta storia di cui sembra addirittura diventato tabù il solo accennarne.
Oltre al “divieto” di ricordare la storia recente di questa città, sembra quasi diventare reato di “lesa Maestà” il solo accennare a determinate anomalia amministrative che altrove avrebbero quanto meno insospettito gli addetti ai lavori, ma incredibilmente, tutto tace. E anzi, tutto viene soffocato nelle artificiose e forzate atmosfere festose nelle quali ci si incontrano sempre meno cittadini frattesi e sempre più, persone provenienti dai centri confinanti. Evidente segno dei tempi.
I baccanali romani quindi, sembrano essere tornati di moda, stravolta all’ombra di Durante, dopo più di 22 secoli.
In città, evidentemente per quella che chiamano “inclusività”, al corso Durante si è “festeggiato” due volte. La prima il 5 gennaio, con la puntuale esposizione su lenzuola e tappeti improvvisati dove un esercito di extracomunitari, hanno potuto vendere indisturbati dalla Polizia Municipale, merce contraffatta di ogni genere; La seconda l’ “11 gennaio” con Elfi, saltimbanchi, trapeziste e giocolieri.


Ricchi premi e cotillon quindi, soprattutto per la ditta che si è aggiudicato l’appalto per (udite-udite) “L’atterraggio degli Elfi e della simpatica nonnina”. Il tutto per la “modica cifra” (si fa per dire), di trentaduemila euro, così come da determina 530 del 23 dicembre 2025 e, come se non bastasse, dalla integrazione della determina numero 1 del 5 gennaio 2026 per poter “giustificare” i 100 mila euro di soldi pubblici elargiti stavolta da Città Metropolitana, spesi in “festeggiamenti” e “attività culturali”.
Il governo dei Baccanali, o come si diceva una volta, delle tre “effe” (Festa, Farina e Forca), sembra ancora tenere botta a Frattamaggiore, facendo passare in secondo piano le innumerevoli criticità, a causa delle quali la città continua a sprofondare.
Prima fra tutte quella della sistematica cementificazione oramai insabbiata insieme a tutte le denunce fatte, finanche da consiglieri comunali ai quali, per ritorsione, sono stati per questo sfiduciati gli assessori “non allineati”. Non affatto trascurabile poi, la gestione dell’ordine pubblico e la manipolazione del Comando della Polizia Municipale, sovente messa sul banco degli imputati, senza averne colpa alcuna (o quasi).
Chiusi dunque i baccanali natalizi, dovremo attendere quelli carnevaleschi fra un mese o poco più. E nel frattempo, la politica tenta ancora una volta di “rinnovarsi” o almeno finge di farlo. Succede infatti che taluni consiglieri comunali che per cinque lunghi anni (qualcuno anche dieci), hanno retto le due disastrose amministrazioni targate Marco Antonio Del Prete, tentano di risalire sul pulpito, ricominciando a pontificare, giudicare, programmare e così via.
Loro, non si avvalgono neppure più delle famose maschere pirandelliane. No. Usano con disarmante nonchalance le loro stesse fallaci facce, sperando forse che offrendo un po’ di zucchero filato o una bottiglia di spumante economico durante i baccanali, l’elettorato ci ricaschi ancora, mentre il popolo degli astensionisti sembra restare, per il momento, alla finestra in attesa di qualcosa di veramente nuovo, fattivo e produttivo.
