Venerdì scorso, giorno di San Valentino, il campo largo ci ha riprovato a rimettersi insieme, ed è sembrato un nuovo avvio di percorso, tipico di quelle coppie in crisi matrimoniale latente. Una riunione che ha visto la presenza di esponenti del M5S, Liberiamo Fratta, Avanti, Noi al Centro e le tre diverse anime del PD tenute a forza da un pazientissimo commissario Visani.
L’assemblea però sembra essersi chiusa con la più classica delle “fumate nere”, o almeno questo si evince dal comunicato stampa apparso sulla pagina ufficiale di Liberiamo Fratta che con diplomazia e lessico tipici del politichese di una volta, spiega alla città le deduzioni. Di seguito il comunicato:
Liberiamo Fratta nasce da una scelta chiara: mettere al centro la comunità con coerenza e credibilità. Non siamo nati attorno a pacchetti di voti, a reti familiari o a logiche di appartenenza consolidate. La nostra forza non risiede in meccanismi automatici di consenso, ma nella fiducia consapevole di cittadini che ci hanno scelto perché credono in un’idea diversa di politica.
Oggi il dialogo con le altre forze che dichiarano di voler costruire una discontinuità è un passaggio importante e delicato. Condividiamo l’obiettivo di un cambiamento reale per Frattamaggiore, un cambiamento che segni una svolta rispetto a ciò che non ha funzionato. Siamo consapevoli che tenere insieme sensibilità, storie e percorsi differenti non è semplice, e riconosciamo il valore politico e umano di questo lavoro che si sta provando a fare.
Allo stesso tempo, con spirito di riflessione e senza alcuna volontà polemica, non possiamo ignorare che all’interno di quei percorsi convivono anche esperienze e responsabilità legate a stagioni che oggi si intende superare. Questo è un tema che merita attenzione e chiarezza, perché la discontinuità, per essere credibile, deve essere PERCEPITA come autentica.
Per noi la credibilità non è un dettaglio negoziabile: è il patrimonio più prezioso che abbiamo costruito negli anni. È il legame con un elettorato libero, critico, che non vota per appartenenza automatica ma per convinzione. Non possiamo permetterci scelte che rischino di incrinare quel rapporto di fiducia, perché ciò che ci sostiene non è un consenso garantito a prescindere, ma una comunità vigile che valuta, comprende, ma pretende coerenza.
Il nostro elettorato è fatto di persone che chiedono discontinuità vera, non solo dichiarata. Ogni scelta deve quindi essere ponderata con responsabilità, nella consapevolezza che a perdere, in caso di incoerenze percepite, saremmo prima di tutto noi e il progetto che rappresentiamo.
Il dialogo resta per noi un valore fondamentale. Il rispetto reciproco è imprescindibile. Ma la chiarezza verso i cittadini lo è ancora di più. Liberiamo Fratta continuerà a confrontarsi con spirito costruttivo, senza attaccare nessuno, ma con la determinazione di non smarrire la propria identità.
Perché il cambiamento, per essere credibile, deve poggiare su coerenza, trasparenza e rispetto della fiducia ricevuta.
Orbene, proviamo a farci interpreti a vantaggio di quei cittadini che mal sopportano il politichese e per forma mentis si sentono lontani da quella “intellighenzia di sinistra presumibilmente superiore per dogma”.
In sintesi, al commissario del Partito Democratico Gaetano Visani è stato detto:
“Non potete venirci a proporre un candidato sindaco che sia espressione di chi siamo stati oppositori fortemente critici.”
Per altro, con un PD lacerato al suo interno, e con ben quattro posizioni diverse. Non è infatti un segreto il dualismo Del Prete-Russo che tiene diviso il partito locale della Shlein, da anni, e dove oggi, si aggiungono altre due varianti da non sottovalutare, ovvero la componente Rossi-Vitale, più quella dei franchi tiratori, che sarebbe più giusto etichettare come “franche tiratrici”. Insomma, in parole povere, a Visani, con una sorta di atteggiamento didattico, gli sarebbe stato detto: “Torni la prossima volta, quando sarà più preparato”.
