AVELLINO – Doveva essere una mattinata dedicata alla mobilitazione politica e alla raccolta firme per il cosiddetto “Pacchetto Sicurezza”, ma l’iniziativa del comitato costituente Avellino -160 e dei rappresentanti di Futuro Nazionale si è trasformata in un fuori programma tra il grottesco e il teso.
Intorno alle ore 11:00, in piazza Biagio Agnes, il gazebo allestito dai sostenitori delle posizioni del generale Vannacci è diventato il bersaglio di una violenta contestazione verbale. Un giovane, apparso in evidente stato di alterazione, ha iniziato a inveire contro i militanti presenti, alternando pesanti improperi a minacce di aggressione fisica.
Il video virale
La scena, ripresa prontamente dai telefoni cellulari dei passanti e degli stessi organizzatori, è diventata virale in pochi minuti. Nel filmato si vede il giovane dare in escandescenze con toni definiti dai presenti “delinquenziali”, mentre tiene al guinzaglio un cagnolino di piccola taglia — un dettaglio che, secondo alcuni testimoni, strideva con l’aggressività del comportamento.
Nonostante la tensione, i militanti di Futuro Nazionale hanno mantenuto il sangue freddo. Secondo quanto dichiarato dagli stessi esponenti del partito, la natura del disagio dell’uomo è apparsa chiara fin da subito:
“Abbiamo compreso immediatamente che ci trovavamo di fronte a una persona bisognosa di cure psichiatriche più che a un oppositore politico”, commentano dal comitato.
L’episodio si è concluso senza contatti fisici o l’intervento delle forze dell’ordine per tafferugli, risolvendosi con qualche risposta colorita e molta ironia. Tuttavia, la polemica è divampata online dopo che i video sono stati pubblicati sulle pagine social del movimento.
Sabino Morano, promotore del comitato, ha sottolineato come la gestione dell’evento sia stata improntata al “fair play”, nonostante il clima ostile che talvolta circonda queste iniziative:
- La reazione: I giovani militanti hanno scelto la via dello scherno e del distacco.
- Le critiche: Sui social non sono mancati commenti di segno opposto e messaggi ritenuti minacciosi dai membri del gruppo.
Un caso isolato
A differenza delle contestazioni ben più accese registrate a Firenze la scorsa settimana, il caso irpino viene derubricato dagli organizzatori a mero episodio di cronaca locale legato al disagio individuale. “Un caso da T.S.O.”, tagliano corto i sostenitori di Morano, soddisfatti di non aver permesso che l’incidente alimentasse una narrazione di scontro sociale violento.
Il gazebo ha poi proseguito le sue attività, lasciandosi alle spalle i “vaffa” e le urla di una mattinata decisamente fuori dall’ordinario.
