Cardito. il Teatro Vessicchio non basta per l’onda d’urto di Nunzio Raucci: i giovani e le donne si prendono la scena. Con Grimaldi, “propaganda di facciata”e passerelle di politici col navigatore

Letto 559 volte
Condivi su

Ci sono serate in cui i numeri si trasformano in calore, voce e presenza sul territorio. È quello che è accaduto ieri sera al Teatro Vessicchio, letteralmente preso d’assalto per la presentazione ufficiale delle due liste del gruppo di Nunzio Raucci: “Nunzio Sindaco” e “Barra al Centro 80024”. Le porte del teatro non sono riuscite a contenere la moltitudine di persone accorse: la testimonianza visiva di un consenso che parte da lontano e che punta dritto al domani di Cardito.

Ma anche l’inadeguatezza di una struttura costata oltre 4 milioni di euro per soli 180 posti. Semplificando, ogni poltrona è costata 22 mila euro. Una struttura incapiente anche per le manifestazioni scolastiche.

Sul palco, Raucci ha schierato una squadra che fonde l’esperienza di un gruppo storico e autorevole con l’energia delle nuove generazioni. La lista “Nunzio Sindaco” incarna la storia politica della città, grazie a ai consiglieri uscenti ed allo stesso Peppe Barra, ex sindaco e attuale consigliere regionale. A proposito di filiera. La coalizione di Raucci, la filiera ce l’ha in casa. E’ Peppe Barra. Non c’è bisogno di far arrivare a Cardito, i soliti noti del Pd. Gente che per venire mette il navigatore. Passerelle inutili e bugiarde. Il deputato europeo non ha poteri esecutivi. Per altro uno su 720 deputati europei non può fare niente. Non ci prendessero in giro.

Piuttosto a proposito di autorevolezza, con Raucci c’è stata l’unione tra esperienza e giovani. Si è ricomposta una comunità: giovani ed adulti, figure storiche della politica locale con ventenni e trentenni alla prima esperienza, rappresentanti delle periferie e del centro storico. Nunzio Raucci rappresenta il popolo. Tra i ritorni eccellenti nella lista “Nunzio Sindaco” c’è l’ex fascia tricolore Francesco D’Agostino – che già da giovane ruppe il muro di un sistema stantio –, c’è Andreina Raucci, Marco Mazza, Orlando De Simone, Maria Consiglia Belgiorno, Marianna Campanile, Claudia Salzano c’è  il vicepresidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord, Franco Castaldo. La lista è forte. 

La diversità della coalizione di Nunzio Raucci sta nell’approccio. Sui palchi vanno tutti. I giovani esistono, parlano, si presentano. Hanno spazio. Le donne non si candidano per portare acqua ai candidati maschi, sono presenze vere, non solo sui manifesti. Sono donne che nella vita hanno dimostrato competenze.

Il cuore pulsante della serata, la scintilla che ha infiammato il teatro, è stata la straordinaria partecipazione dei giovani. Ragazzi veri, vivi, che si candidano e partecipano mettendoci la faccia. Il simbolo di questa primavera autentica è il più giovane, Carmine Pio Di Micco, laureando in fisica e l’altrettanto Gaetano Ambrosio che ha realizzato una campagna elettorale dinamica, insieme a tutte le ragazze ed i ragazzi della lista “Barra al Centro 80024” ha dato vita a un momento di rara bellezza. “Barra al centro” è una lista di soli giovani. Peppe Barra ha seminato per il futuro.

Vederli salire sul palco, stringere il microfono con l’emozione di stare davanti a centinaia di persone, e sentirli parlare con quella lucidità, è stata una lezione di politica. Nonostante l’emozione, hanno proposto, hanno sognato ad alta voce, hanno dimostrato di avere idee, mezzi, capacità e competenze cristalline. Si sono presi lo spazio che spetta loro di diritto, senza secondi fini.

Il contrasto con lo schieramento avversario non potrebbe essere più stridente. Dall’altra parte, nella coalizione di Peppe Cirillo e del suo candidato Aldo Grimaldi, la “primavera” è una parola vuota.

La presenza dei giovani è propaganda, utile per qualche scatto fotografico o una locandina elettorale. I fatti dicono altro. Persino nell’ultima manifestazione, davanti agli onorevoli scesi dal pulpito delle loro cariche, i giovani e le donne sono stati ignorati, lasciati nell’ombra, incapaci di proporre perché, semplicemente, non viene dato loro spazio. Non parlano o, peggio, non li fanno parlare.

La primavera di Grimaldi è imbiancata. Sempre le stesse facce. La comunità non c’è. Il popolo è altrove. C’è una platea di precettati. Gente beneficiata dal sistema. Decine di candidati senza possibilità alcuna di entrare nelle istituzioni, liste vuote. Un candidato sindaco che non è il leader della sua squadra, che non ha fatto le liste. C’è un sindaco uscente che si ricandida solo per mantenere la poltrona nella città metropolitana. Per Cirillo, il consiglio comunale è un taxi, un mezzo da sfruttare, tant’è che l’ultima volta dietro Lello Topo c’era il Parlamento europeo, dietro Casillo c’era il palazzo della giunta regionale, dietro al sindaco uscente non c’era il Municipio di Cardito, ma il Palazzo della città metropolitana. Dietro Grimaldi, c’era la foto di Grimaldi.

A fare la differenza è proprio questo approccio: da una parte c’è pathos, emozione, autenticità. Con Raucci c’è una comunità che sta dimostrando di essere carne, sangue, intelligenza e futuro. Le donne e i giovani della squadra di Nunzio Raucci hanno dimostrato di avere qualcosa in più di un semplice posizionamento elettorale: hanno la parola, la libertà e il coraggio di usarla. Con un teatro che ieri è risultato troppo piccolo per contenere questo entusiasmo, la sfida per Cardito è lanciata: il futuro della città è già qui, ha la voce di questi ragazzi e non si farà mettere a tacere.

Letto 559 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *