C’è un’aria nuova che soffia tra i caseggiati di Cardito, un’energia che non si respirava da tempo. Non è la solita politica dei salotti o dei grandi proclami, ma una campagna elettorale fatta di passi, sguardi e strette di mano. È la politica che torna a casa, entrando nei cortili e tra la gente con il sorriso di chi non ha nulla da nascondere, nessun interesse privato. Al centro di questo movimento c’è una coalizione che ha saputo fare ciò che a molti sembrava impossibile: mettere insieme la storia della città, l’esperienza di chi conosce ogni pietra di questo territorio, con la forza dirompente di un gruppo giovanile fiero, unito e amalgamato. Vedere il consigliere regionale Peppe Barra battere il territorio centimetro per centimetro, al fianco del candidato sindaco Nunzio Raucci, è l’immagine plastica di un impegno vero. Barra, che potrebbe limitarsi a gestire il proprio ruolo dagli uffici della Regione, ha scelto invece la strada della sua gente. Ha scelto di metterci la faccia, di consumare le suole delle scarpe insieme ai suoi ragazzi, dimostrando che la politica è servizio, vicinanza e presenza costante, non algida distanza.
Il contrasto con l’altro schieramento è netto. C’è la solita “politica politicante”: parlamentari del PD e leader di correnti che arrivano sul territorio non per amore di Cardito, ma per meri calcoli di potere e di equilibri interni al proprio partito. Gente che con la comunitá non ha nulla a che spartire, se non la caccia al voto per mantenere le proprie posizioni. Dall’altra parte, la coalizione di Nunzio Raucci offre una visione radicalmente diversa, fatta di liste vere e non di specchietti per le allodole.
Nelle liste di Cirillo e Grimaldi il finale è già tristemente scritto con i soliti “tromboni” dell’ultimo decennio pronti a blindare i propri seggi, usando le donne e i giovani solo come elementi di facciata
Con le liste di Raucci e soprattutto con la lista “Barra al Centro 80024” c’è la presenza massiccia di volti nuovi, competenti ed entusiasti. I giovani sono i in tutte le liste, il cambiamento non è una promessa elettorale, ma una certezza matematica. È tecnicamente impossibile che se vincesse Nunzio sarebbero eletti solo i consiglieri uscenti. Il rinnovamento è già scritto nella composizione delle liste, mentre con Grimaldi il Consiglio comunale e persino la giunta sarebbero già decisi a tavolino prima ancora di aprire le urne.
La coalizione di Grimaldi usa giovani e donne, ai quali non garantisce la sana competizione e l’elezione. Il consigliere regionale Peppe Barra ama fare un esempio culinario: “stanno trattando i giovani e le donne come il contorno dell’insalata accanto alla carne”.
Con Grimaldi, giovani e donne sono da contorno. Con Peppe Barra e Raucci sono protagonisti.
Altro che primavera, si addensano nuvoloni. Il Pd in queste ore è arrovellato nell’imbarazzo su quanto sta emergendo in queste ore sia sui social da parte di due profili anonimi dai quali Peppe Barra e tutta la coalizione di Nunzio Raucci hanno preso le distanze. Non sono mai stati i metodi di Barra e Raucci. E di nessuno della coalizione. Soprattutto se anonimi.
Ma c’è un fatto: i profili anonimi pubblicano documenti e notizie che vengono dall’interno della maggioranza. C’è una talpa tra le fila di Cirillo e Grimaldi?
I fatti sono gravissimi, si parla di camorra, di corruzione, di intimidazioni. Roba da far accapponare la pelle che non ha nulla a che fare con la politica. Desta però meraviglia che dalle parti dell’amministrazione Cirillo e dai fan di Grimaldi si voglia solo scoprire l’autore o gli autori piuttosto che indignarsi per le cose descritte sui social.
Un altro fatto che emerge dalle cronache del Il Mattino, mette in imbarazzo il gruppo Cirillo / Grimaldi. La vicenda della candidata del PD, che non potrebbe nemmeno essere proclamata, getta un’ombra pesante. Ci si chiede se sia giusto e rispettoso continuare a chiedere il voto ai cittadini sapendo che grava un’incognita così grande sulla testa degli elettori. Chi si aspettava una presa di posizione chiara, netta e coraggiosa da parte di Grimaldi è rimasto deluso. Il Pd è muto, ma pieno di malumori per l’ingresso in giunta di candidati che buttano fuori i tesserati storici. Ecco perché i veri elettori del Pd se ne sono andati. Quello non è il partito democratico, ma il gazebo elettorale di Cirillo. Innanzi agli scandali pure i cinquestelle non parlano. Questo silenzio oggi è la premessa del buio amministrativo di domani: se non si ha il coraggio di essere chiari adesso, come si potrà governare il futuro di una città?
Nel frattempo, lasciando gli altri a farsi del male da soli tra paradossi burocratici, finti rinnovamenti e lotte di potere, Nunzio Raucci cammina veloce, entra nelle case, ascolta i bisogni reali e i sogni di chi vuole una Cardito diversa. È un caseggiato bello, sorridente e vero, quello che si sta costruendo: un edificio fatto di volti puliti, di competenza e di quella voglia di riscatto che solo chi ama profondamente le proprie radici sa trasmettere. Cardito ha una scelta storica davanti a sé: restare ostaggio dei soliti noti o abbracciare la bellezza di un cambiamento che ha già il passo sicuro e fiero dei suoi giovani. Il futuro non aspetta, e oggi ha il volto di chi non ha paura di stare in mezzo alla gente.
