San Giorgio a Cremano, la destra riparte da Futuro Nazionale: «Siamo noi l’alternativa identitaria» Galdieri analizza il sorpasso su Fratelli d’Italia e lancia la sfida al sistema della sinistra: «Basta ambiguità, ricostruiamo il territorio partendo dai valori e dalla coerenza».

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30 anni, laureato in Economia Aziendale, Roberto Galdieri, per anni responsabile di Gioventù Nazionale a San Giorgio a Cremano è uno dei nuovi punti di riferimento della destra napoletana nell’area orientale del capoluogo campano. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande:

  • Il cognome Galdieri a San Giorgio a Cremano ha da sempre rappresentato un punto di riferimento della destra storica in città e alle recenti amministrative, nonostante il consenso bulgaro delle sinistre, il suo partito, unico in Campania a rifarsi al movimento del generale Vannacci Futuro Nazionale, pur non avendo eletto consiglieri, ha comunque superato Fratelli d’Italia. Cosa è mancato che vi ha impedito di raggiungere l’obiettivo?
  • A San Giorgio esiste da anni una vera e propria roccaforte della sinistra, un sistema di potere consolidato che rende difficile qualsiasi alternativa. Nonostante questo, Futuro per San Giorgio, collegata a Futuro Nazionale, ha ottenuto il 2,4%, superando Fratelli d’Italia. Per qualcuno che avesse ancora qualche dubbio, queste elezioni hanno definitivamente chiarito chi rappresenta la destra identitaria e coerente nella nostra città. Certamente non basta e non ci accontentiamo, ma questo risultato rappresenta un punto di partenza importante. Dovremo continuare a lavorare quotidianamente sul territorio, vicini ai cittadini, per consolidare e far crescere una proposta politica seria e credibile.
  • San Giorgio rispetto ad altre realtà dell’area orientale come il triangolo rosso Barra-Ponticelli-San Giovanni a Teduccio, resta comunque una realtà liberal-conservatrice con un patrimonio storico e culturale sicuramente sottostimato e non adeguatamente valorizzato. Cosa impedisce alla destra di giocare la propria partita su di un terreno ad essa più favorevole e congeniale?
  • San Giorgio ha tutte le caratteristiche per essere terreno fertile per una proposta moderata e conservatrice. Il problema è che negli anni non si è costruita una vera alternativa politica. Chi avrebbe dovuto rappresentare una parte dell’opposizione, in più occasioni, ha finito per legittimare chi governava la città, contribuendo a rafforzare un sistema già consolidato. Bisogna ripartire dall’identità, dal radicamento sul territorio e da una presenza costante accanto ai cittadini.
  • Queste ultime amministrative hanno confermato la provincia napoletana roccaforte del centrosinistra. Quali sono secondo Lei le vere cause di questa debacle? E quanto hanno pesato le fughe in altre liste come quella di Schettini?
  • La debacle nasce da anni di errori e da una classe dirigente che non è stata capace di costruire un’alternativa credibile. A San Giorgio, Fratelli d’Italia ha presentato una lista di 19 candidati organizzata in pochi giorni, con la presenza persino di tre candidati già candidati a Portici. Una scelta che, a mio avviso, aveva il solo scopo di impedire la presenza di Futuro Nazionale in Consiglio comunale. Inoltre, gli stessi dirigenti locali hanno spesso legittimato l’azione delle amministrazioni di sinistra. Le fughe verso le liste civiche non sono la causa della sconfitta, ma il sintomo di un fallimento politico più profondo: quando manca un progetto politico forte, prevale il trasformismo dettato dalla mera sopravvivenza elettorale. Ritengo che partiti seri, con dirigenti all’altezza, alla luce del disastro elettorale registrato in Campania e, in particolare, nella Città Metropolitana, avrebbero già dovuto sollevare dall’incarico chi ricopre ruoli dirigenziali in Campania e, di conseguenza, azzerare la classe dirigente nei comuni che hanno contribuito a questo risultato. È indispensabile ripartire da persone che abbiano realmente a cuore il bene, la crescita e il rafforzamento del centrodestra.
  • Poche settimane prima del voto si è verificato uno spiacevole episodio che l’ha vista suo malgrado coinvolto in un tafferuglio all’interno di un bar cittadino, con esponenti di Fratelli d’Italia. Provocazione? Confronto politico acceso? Cosa è realmente accaduto?
  • È stato un episodio spiacevole che non appartiene al mio modo di fare politica. Le campagne elettorali possono essere caratterizzate da tensioni, ma il confronto deve sempre restare sul piano politico e mai personale. Per quanto mi riguarda considero la vicenda chiusa e continuo a concentrarmi esclusivamente sui problemi della città e sulle proposte per il futuro.
  • Sarà Futuro Nazionale ad andare ad occupare gli spazi lasciati vuoti dal centrodestra nell’area orientale? Vede direttore, non si tratta di occupare spazi lasciati da altri, ma di dare una forma politica a una domanda reale che oggi non trova rappresentanza chiara. Futuro Nazionale nasce con l’obiettivo di costruire una destra identitaria e senza ambiguità, capace di parlare con chiarezza ai cittadini e di riportare al centro temi, valori e senso di appartenenza che negli anni si sono persi. Una destra che non si nasconde, che rivendica con chiarezza la propria identità e che porta avanti i valori fondanti della destra. Nel frattempo, una nostra delegazione sarà presente a Roma per l’assemblea costituente di Futuro Nazionale.
Roberto Galdieri col Generale Roberto Vannacci
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