L’uscita dal carcere di Rebibbia era stata annunciata per le 10,00 ma già qualche ora prima un folto gruppo di cronisti, armati di telecamere, stazionava lungo via Majetta nei pressi dell’uscita secondaria del carcere romano.
Di lì a poco, man mano un continuo pellegrinaggio di amici, conoscenti, camerati e semplici simpatizzanti ha finito per formare una gran folla all’uscita del cancello dove l’ultimo esponente della destra sociale italiana, l’ex sindaco di Roma ed ex ministro dell’agricoltura, stava per tornare ad essere un uomo libero dopo un anno e mezzo di ingiusta detenzione.
Sono le 09,55 del 24 giugno quando Gianni Alemanno varca il cancello dell’uscita accolto dagli abbracci dei suoi più cari amici. Mimmo De Mattia, uno dei leader napoletani di Indipendenza, confluita in Futuro Nazionale è uno dei primi ad abbracciarlo. Con lui c’è Chicco Costini e Massimo Arlechino ovvero coloro che durante la prigionia, non hanno mai lasciato solo il loro leader. Qui i loro interventi: (Video 1) ; (Video 2)
Assalito letteralmente dai cronisti, sotto il cocente sole di una insolita mattinata di giugno, volto tirato, il prigioniero politico Gianni Alemanno, visibilmente dimagrito, ma nello spirito tutt’altro che piegato dai circa 550 giorni di carcere, risponde con estrema lucidità e precisione alle incessanti domande dei giornalisti.

Uno striscione con la scritta “Auguri Gianni” e una bandiera tricolore campeggiano lungo l’assolato viale. Tutto intorno un folto gruppo di ex iscritti di Indipendenza di Angri (Salerno) confluiti in Futuro Nazionale urla il suo nome: Gianni-Gianni mentre qualcuno, emozionato, si asciuga una lacrima che gli solca il viso.
Dopo circa un paio d’ore, insieme ad una ristretta cerchia di amici e camerati, Alemanno al ristorante “Mozzico” sulla Tiburtina dopo un frugale buffet, ha fatto il suo primo discorso (guarda il video) ai suoi, visibilmente emozionati quando Massimo Arlechino gli ha riallacciato al collo la catenina con la celtica d’oro mentre Alemanno ha ricordato Paolo Di Nella, militante del Fronte della Gioventù barbaramente assassinato dal noto gruppo criminale di estrema sinistra Autonomia Operaia.

In serata c’è stato poi l’incontro col Generale Roberto Vannacci leader di Futuro Nazionale col quale Alemanno si è intrattenuto per cominciare a delineare quelli che saranno i necessari passi del partito nei prossimi giorni.
L’impressione che hanno avuto gli addetti ai lavori è quella di un Gianni Alemanno nelle vesti di “cucitore” impegnato su due diversi fronti. Quello decisamente più importante è senza dubbio quello di far convivere l’anima di una destra sociale figlia del Movimento Sociale Italiano, con una destra meno ideologica e più pragmatica rappresentata dallo zoccolo duro di FN, quasi tutti fuoriusciti dalla Lega.
L’altra ricucitura, quella che si presenta molto più ardua, secondo alcuni, dovrebbe essere quella che dovrebbe riunire FDI con FN. Sono in molti a crederci, nonostante le chiare e nette parole di Gianni Alemanno che escluderebbero al momento qualsiasi ricucitura.
