Caivano. Arieccoli! Il ritorno degli zombie. La sgangherata polemica sul Santo Patrono della falsa opposizione social contro il Sindaco Angelino. Quando non si ha nulla da dire…

Letto 370 volte
Condivi su

 

A Caivano la politica è divenuta davvero la commedia dell’assurdo. Fino al 2023, Caivano era come una nave rimasta incagliata nel fango, scassata, piena di topi nella stiva e nella sala comando, mezza inarcata nelle acque putride. Era una città contaminata dal “puzzo nauseabondo della compromesso morale” per usare le parole di Borsellino.  Il degrado era totale: la comunità dispersa viveva la pagina più buia della storia. L’immagine della città rimbalzava su tutti i giornali ed in Tv: Caivano aveva la faccia deturpata dalle ferite che la sua classe dirigente le aveva inferto. Il declino era totale: sociale, economico e soprattutto morale. Lo scioglimento per il fallimento amministrativo prima e per camorra poi, con una inchiesta che ha sconvolto la cittá aveva ridotto quella nave ad un relitto di fantasmi, senza una guida e senza marinai. Se qualcuno ha già dimenticato, è giusto che si rinfreschi la memoria perché forse il caldo gli ha dato alla testa.
Oggi quella nave sta faticosamente provando a ripartire grazie ad una inversione di tendenza. I caivanesi hanno scelto con molta fiducia un “timoniere”, il Sindaco Antonio Angelino, che passa dieci ore al giorno tra provvedimenti, tavoli tecnici, convegni e relazioni istituzionali, cercando di rimettere insieme i pezzi di un territorio devastato. Eppure, in questo scenario di ricostruzione complessa, c’è chi preferisce parlare di santi, scadenze d’aula e miracoli mancati dopo sei mesi dalla proclamazione.
L’attuale grottesca polemica sul giorno di festa per il Santo Patrono è la fotografia esatta del “nulla cosmico” a cui si aggrappa una parte dell’opposizione. La storia è di una banalità disarmante: i sindacati dei dipendenti comunali hanno chiesto il giorno di riposo per la festività patronale che sarebbe quella di San Pietro, tant’è che il Comune è aperto il “lunedì di Campiglione” . Il Sindaco si é rivolto alla Curia, ne ha recepito le indicazioni ed ha concesso la chiusura degli uffici. Fine della storia.

Da martedì i dipendenti lavoreranno con più slancio o con “spirito cristiano”? Chi lo sa.

Resta che non potendo chiedere direttamente alla Madonna oppure a San Pietro, Angelino ha chiesto alla Curia. L’Autorità ecclesiastica ha risposto che il patrono è San Pietro. Per i Camilliani del Santuario, la Patrona è la Madonna e la festa si è sempre fatta a Maggio con tutte le amministrazioni. Si immagini il finimondo se il Sindaco avesse deciso di non onorare la festa di Campiglione per altro non sapendo nulla di una storia che riguarda la Chiesa. 
Non avendo nemmeno una zucchina a cui appendersi, le finte opposizioni vogliono trascinare il Primo Cittadino in una diatriba tutta interna alle comunità cattoliche per decidere chi sia il vero patrono. Bisogna essere  proprio”asini” per non capire che la questione appartiene alla Chiesa. Una cosa è il potere temporale e spirituale, un’altra è quello secolare. Il sindaco è il capo di un’istituzione laica e non decide le cose della Chiesa. Figuriamoci se con i mille problemi quotidiani di Caivano, può immischiarsi in una storia che riguarda il Vaticano.
Ma il vero dato politico è un altro: il risveglio degli “zombie”. Di fronte a questo vuoto di argomenti, si è assistito alla clamorosa emersione sui social del Partito Democratico locale. E pure di qualche ex assessoressa comunista dell’amministrazione sciolta per camorra che ha scritto di “danno erariale” perché si sarebbero impegnati fondi per una festa patronale di una (forse) non patrona. Una roba che fa cadere le braccia. Siamo a questi livelli. Per la finta sinistra è un risveglio puramente virtuale, perché la realtà dei fatti racconta un’altra storia. Nelle strade di Caivano il PD non si vede, la sede è deserta e al Comune non è presente nessuno perché i cittadini hanno letteralmente cacciato gli ex amministratori, non eleggendo nemmeno un consigliere. Stessa fine ha fatto la sinistra estrema.
Questo “format social del chiarimento” che si è inventato il Pd, serve solo a dimostrare un’esistenza in vita che sul territorio è svanita. Come i fantasmi quando fanno il rumore con le catene. La sinistra caivanese oggi appare grottesca, ridicola, priva di un progetto e persino sconfessata dai suoi stessi vertici sovracomunali. Basti guardare alla recente campagna elettorale nella vicina Cardito, dove il PD del vicepresidente della Città Metropolitana, Peppe Cirillo, ha preferito chiamare sul palco Antonio Angelino piuttosto che qualcuno del PD caivanese o i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Se persino i tuoi dirigenti preferiscono un tuo avversario politico alla tua stessa tessera, significa che il problema di credibilità è totale.
E dov’era questa foga inquisitoria del PD , questo piglio da pubblico ministero social quando governavano nell’amministrazione Falco? All’epoca, mentre l’amministrazione ballava il tango con la camorra, nessuno tra le loro fila si faceva domande. Nessuno si interrogava sugli appalti, sulle procedure, sui segnali d’allarme che arrivavano dai banchi della minoranza guidata dall’attuale Sindaco. Quel silenzio complice e distratto ha portato Caivano nel baratro; ecco perché i cittadini li hanno puniti con l’oblio politico. Sono patetici nello sforzo di riprendersi un po’ di scena. Se proprio devono, lo facciano sulle questioni serie. Sempre se le trovano.
Se l’opposizione è ridotta a fare le pulci ai santi e ai calendari, significa solo una cosa: il Sindaco Angelino sta andando bene e non sanno dove attaccarsi. La città è ancora con lui, Caivano ha acquistato autorevolezza, la comunità ha capito che per riparare una nave vecchia, malridotta e senza marinai serve tempo e serietà. Il Sindaco ce la sta mettendo tutta.

Letto 370 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *