Nell’assordante silenzio di una stampa oramai palesemente controllata e prezzolata, si è consumato l’ennesimo abominio in quella che, in troppi, ipocritamente, chiamano “culla del diritto”.
Saranno in molti, almeno quelli ai quali è arrivata la notizia, a chiedersi se la censura sia una peculiarità di regimi dittatoriali o anche di quelli (falsamente) democratici. Sta di fatto che finanche il colosso “Amazon”, la piattaforma che venderebbe bare bianche anche a Gaza, senza alcun problema, chiude senza motivazione plausibile alcuna, l’account dello scrittore Caio Mussolini.
Abbiamo raggiunto al telefono lo scrittore al quale, a quanto pare, “non gli è mai stato perdonato” di essere il pronipote di Benito Mussolini e nel caso specifico, di essere in testa alle classifiche di vendite dei suoi libri. Rispettivamente primo, secondo e terzo nella categoria “saggi storici”.
Alla nostra domanda “Caio, come ti spieghi il fatto che sulla piattaforma Amazon Italia si può tranquillamente acquistare perfino il “Mein Kampf” di Adolf Hitler ma non più i suoi libri? Mafia Antifascista? Lobbies sioniste? Internazionali socialiste; Mondadori? O cos’altro?

La risposta: Nei miei libri sono riportati argomenti conosciuti e mai smentiti dalla storiografia ufficiale, ma solo nascosti. Tali argomenti, avrebbero potuto forse, gettare una nuova luce su un periodo storico che oggi più che trent’anni fa, influirebbe sulla società italiana. Un lusso che il sistema non può permettersi in questo momento storico. Non trovo altra spiegazione.
“Mussolini e il Fascismo”, L’Altra Storia; Il secondo: L’Impero, gli Ebrei, la Guerra e il terzo: La R.S.I e la Guerra Civile.
Libri che parlano di storia e non di politica, come qualcuno, poco informato o in malafede, potrebbe obiettare. Libri dove vengono riportati fatti, episodi e circostanze con una meticolosità quasi maniacale. Fatti storici appurati e mai confutati, insomma, cose risapute dagli appassionati di storia, molto meno da chi conosce solo la storia scritta dai vincitori. Quella propinata subdolamente nei libri di scuola dove la vulgata dominante imponeva determinate dottrine. Dottrine che non potevano tener conto di “scomode verità”.
Dopo questo deprecabile episodio di cui si è reso protagonista Amazon Italia, l’ennesimo dopo quello della cancellazione della pagina facebook “Caio Cesare Mussolini” , che contava circa 20 mila follower quando un anno fa venne inspiegabilmente chiusa, appare chiaro che in Italia, di Mussolini sembra possa poter scrivere solo Antonio Scurati e Aldo Cazzullo, i due romanzieri congeniali e funzionali alla vulgata, ma sicuramente non due storici. Ma questa è un’altra storia.

Morale: Dai giornali facenti capo al Gruppo Angelucci, a quelli del (Fu) Gruppo De Benedetti; Da Rai a Mediaset passando (manco a dirlo) alla 7 di Cairo, non una parola sulla vicenda. Solo un video, che sta diventando virale, poiché l’unico che spiega con estrema chiarezza il caso. (Guarda il video prima che anche questo venga bannato dalla rete).
I libri di Caio Mussolini “censurati” da Amazon sono comunque disponibili qui.

