“Se po’ fa? Sadda fa? Forse se fa!” Beni pubblici e “pasticci” ereditari: il caso dell’ex Salvo D’Acquisto a Frattamaggiore Tra illegittimità normative, regolamenti "fantasma" e cambi di casacca, la patata bollente del plesso scolastico passa alla giunta Luigi Del Prete

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Fra le tante “grane” ereditate dall’amministrazione precedente, quella per intenderci, targata Marcantonio Del Prete (Movida Selvaggia; Piano ZTL; Buchi di bilancio; Diserbamento mai effettuato; Caditoie otturate, ecc.), l’attuale governo della città, quello a guida Luigi Del Prete, si ritrova anche quella del “pasticcio” riguardante l’affidamento di un bene pubblico ad una associazione che, stando al regolamento, non avrebbe potuto neanche usufruirne. Ma andiamo per ordine:

Nei giorni scorsi alcuni cittadini costituitisi in comitato hanno indirizzato al sindaco di Frattamaggiore una missiva dove in maniera accorata si pregava il primo cittadino di fare luce sulla cessione in comodato gratuito, di un plesso meglio conosciuto come “Salvo D’Acquisto” sito in via XXXI maggio civico 22 in uso all’autorità scolastica. A questa missiva ne avrebbe fatto poi seguito un’altra più particolareggiata, a firma di due ex amministratori comunali che in sostanza chiedono al sindaco la medesima cosa.

Giova ricordare che il bene pubblico in questione, lo stabile sito in via XXXI maggio civico 22 precedentemente in uso all’autorità scolastica, fu ceduto dal Comune di Frattamaggiore univocamente a due soggetti giuridici (Cantiere Giovani Cooperativa Sociale Onlus e Cantiere Sociale ODV) con contratto datato 7 Settembre 2023. Decisione questa, importante sottolinearlo, che venne approvata all’unanimità dall’intero consesso civico.

Un Patto di Collaborazione previsto dall’Amministrazione condivisa che fonda sul principio di sussidiarietà orizzontale, sancito dall’articolo 118 della Costituzione.

Tutto nella norma se non fosse che uno dei soggetti firmatari, sembra avere le caratteristiche di una impresa sociale e ciò va in contraddizione con l’art. 71 comma 2 del D.Lgs. 3 luglio 2017 n. 117 (Codice del Terzo Settore) che recita:

“Lo Stato, Le Regioni e Province autonome e gli Enti locali, possono concedere in comodato, bene immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali, agli enti del Terzo settore, ad eccezione delle imprese sociali, per lo svolgimento delle loro attività”.

Inoltre, paradosso dei paradossi, nella fattispecie, il Comune di Frattamaggiore non ha mai adottato alcun Regolamento, nonostante un bislacco dirigente comunale, con tanto di PEC ci rassicurava appena qualche settimana fa, dell’esistenza di tale regolamento che normava la cessione in comodato dei beni pubblici.

Superfluo aggiungere che alla nostra richiesta di copia di tale regolamento, il silenzio tombale è calato sulle comunicazioni con l’Ente, mentre il bislacco dirigente, manco a dirlo, sembra essersi letteralmente eclissato.

Orbene, premesso che noi il tifo non lo abbiamo mai fatto, neanche allo stadio, comprendiamo perfettamente che per far fronte a tutti gli obbrobri commessi dalla amministrazione precedente ci vorrà fatica, dedizione, onestà, rispetto per la legge e soprattutto tempo, a patto che questo non assuma misure bibliche e non venga condizionato da cambi di casacca verificatisi durante l’ultima tornata elettorale dove parenti diretti dei beneficiari di talune concessioni hanno “cambiato cavallo” in corso d’opera suscitando fra i traditi la comprensibile reazione sfociata poi nella locuzione di rito: “L’irriconoscenza umana è più grande della Misericordia di Dio.”

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