Più che un cambio di “modus operandi”, quella parte di città che non si lascia facilmente abbindolare dalla narrazione social, ha scoperto essere solo un semplice cambio della guardia, con l’aggravante di una evidente inadeguatezza. Manchevolezza dovuta in parte, sicuramente all’inesperienza, e per il resto a quella euforia che ci riporta alla mente quei tempi in cui da un balcone qualcuno annunciava “la sconfitta della povertà”. Tutti abbiamo visto invece come è andata a finire. Ma questa è un’altra storia.
Quella che invece vi vogliamo raccontare, di storia, è quella del “cambio della guardia” citato in incipit. Teatro della storia, la sala delle adunanze consiliari sita al quarto piano della casa comunale di piazza Umberto I. L’evento, il primo consiglio comunale effettivo dell’era “Casabella“. La data il 31 luglio 2026. Più che una seduta di consiglio comunale, una estenuante maratona estiva durata più di otto ore.
Erano ben 28 i punti all’ordine del giorno. La maggior parte riguardavano l’approvazione di debiti fuori bilancio. Una serie interminabile di sentenze giudiziarie che hanno visto condannato al pagamento di ingenti somme il comune di Frattamaggiore. Un disastro che è stato diretta conseguenza di una amministrazione decisamente assente se non addirittura disastrosa quella che ha contraddistinto gli ultimi due anni quella a guida Marcantonio Del Prete.
Una pura formalità comunque, visto che c’era solo l’obbligo di votare si in quanto nessuno dei consiglieri comunali ha avuto il tempo di leggere i vari provvedimenti andando, come prassi avrebbe voluto, ad approfondire caso per caso. Insomma, così come si era fatto prima, si continua a fare. L’adunanza convocata in modo anomalo sarà oggetto di approfondimento degli organi preposti, così come comunicato dal Prefetto di Napoli Michele Di Bari dopo aver ricevuto la dovuta segnalazione del consigliere di minoranza l’Ing. Giovanni Pezzullo. Cosa non da poco, anche se sui social la narrazione degli odiatori seriali l’hanno derubricata come “miseri atti burocratici” (testuale).
(Guarda il video dell’intervento del consigliere Ing. Giovanni Pezzullo)
Attimi di puro sbigottimento e ilarità si sono vissuti allorquando il consigliere Franco Del Prete ha chiesto alla presidente del consiglio Rosa Villano, una verifica del numero legale, che evidentemente non c’era. Molti dei consiglieri si erano portati fuori dall’aula. Taluni addirittura per le scale. Da incorniciare il richiamo della presidenza a far ritorno in aula. Ci è mancato poco che ella stessa si fosse scapezzata lungo le scale per riportare taluni consiglieri al proprio posto. Uno spettacolo!
Ma piangere sul latte versato, come recita un vecchio adagio, sarebbero lacrime perse. Il consiglio comunale è alle spalle. Restano adesso i veri nodi da sciogliere affinché si possa capire se le ultime elezioni dello scorso giugno hanno determinato il semplice “cambio della guardia”, oppure la tanto sbandierata “LiberAzione” sarà un fatto tangibile.
Fra le molteplici problematiche a cui questa amministrazione dovrà mettere mano, oggi ne cominceremo ad evidenziarne qualcuno. Giusto per una riflessione.
Quello che oramai sembrava essere diventato un vero e proprio mantra, ancor prima della campagna elettorale del maggio scorso è stato lo slogan “Basta cemento”.
Ebbene, per tutta risposta, appena 4 giorni fa si è ridato il via agli abbattimenti e ricostruzioni con addirittura un aumento del 35% della volumetria.
E’ il caso del permesso a costruire n. 21 del 30/07/2026 relativo ad un intervento di “Rigenerazione urbana mediante demolizione e ricostruzione con incentivazione volumetrica fino al limite massimo del 35% della volumetria residenziale esistente”. Per la cronaca, l’immobile sul quale dovranno essere eseguiti i lavori di ampliamento è ubicato in via Martiri di Belfiore 1, angolo via Pirozzi.
Altro “mantra” molto usato dai moderni comunicatori, quelli perfettamente inquadrati dallo scrittore Umberto Eco, è stato “Basta furbi ed evasori! Tutti devono pagare i giusti tributi”.
Le domande che nascono spontanee, a questo punto, sono:
1) Il nuovo assessore al ramo, è a conoscenza che il 95% gli operatori del mercatino rionale di via Rossini, dove l’emergenza igienico-sanitaria resta ancora il problema più grave, non ha mai pagato per la concessione degli spazi? E’ a conoscenza del fatto che imprenditori che operano nel ramo della raccolta dei rifiuti solidi urbani non hanno “mai” ottemperato al pagamento né di Tari, né di Tarsu, né altro? Gli indirizzi? Via Pasquale Ianniello e Via XXXI maggio.
2) Saranno prese iniziative concrete finalizzate, non dico recuperare il pregresso (pretenderemmo troppo), ma almeno a mettere un po’ in regola il corrente?
Va da se che in soli 50 giorni di governo non si può fare granché. Figuriamoci. Ma le risposte alle domande di cui sopra potranno darci almeno un segnale sulla tanto invocata “discontinuità” che dovrebbe determinare l’annunciato “cambiamento”. Contrariamente, si sarà trattato solo di un semplice avvicendamento nel cambio della guardia. Con buona pace dei “Liberatori” e degli ingenui che ci avevano creduto.
