I migliori, ma sarebbe più opportuno definirli “i peggiori, (dipende dai punti di vista) colpi di mano in materia di scelte amministrative, si preferisce, chissà perché, farli sempre a ridosso del Ferragosto, quando la gente è distratta, e magari sotto l’ombrellone viene molto di più attratta dal gossip montato ad arte (vedi il presunto caso del “body shaming”), che da quelle notizie che potrebbero invece interessare seriamente il cittadino attento a determinate dinamiche politiche. Anche quelle che riguardano i nuovi imminenti assetti di carattere dirigenziale.
Insomma, va bene anche il trash modello “Rita De Crescenzo”, ma poi ci sono anche le cose serie.
Orbene, stavolta, sembra che il classico “colpo d’estate” non sia andato in porto. Almeno per il momento. Difatti la giunta che sarebbe stata chiamata a pronunciarsi appare ancora disomogenea, anche se i bene informati giurano che è solo questione di ore per la quadra finale.
Il caso stavolta riguarda la richiesta di proroga del pensionamento da parte del dirigente del Primo settore (Affari Generali) Salvatore Farella,
Non del tutto convinta sulla proroga apparirebbe la dirigente del settore Finanze Annamaria Volpicelli e nemmeno il segretario generale Pietro Dragone al quale sarebbe stato già comunicato il ben servito, con “game over” fra 60 giorni. Dietro la scrivania di Dragone potrebbe trovare collocazione Luigi Vosa (Area Ruotolo PD) “sponsorizzato” da Liberiamo Fratta.
I motivi del contendere sul “caso Farella” sembrerebbero di natura squisitamente economica, difatti tre anni di proroga, a parere degli addetti ai lavori, il dirigente del Primo Settore, costerebbe all’Ente una cifra considerevole e decisamente troppo alta rispetto agli standard prefissati.
Insomma, questo della richiesta di proroga, sembrerebbe il primo vero inghippo fra chi come Liberiamo Fratta, che in campagna elettorale ne fece un mantra della questione “parsimonia e oculatezza”, forza politica che per altro, ha dovuto già ingoiare anche il boccone amaro dell’aumento dello staff del sindaco (da 2 a 4 unità) e Frattamaggiore Democratica alle prese con logiche più pragmatiche che si basano su schemi vecchi ma ancora perfettamente funzionanti all’ombra della Canapina.
Le prossime ore potrebbero comunque veder convergere una delle due forze politiche di maggioranza smussare gli angoli accettando, come di consueto, la volontà espressa , come sempre, dai numeri.
