Da centro storico a “buffet a cielo aperto”: così il fast food invade Frattamaggiore Tra scarichi sotto i tetti, alcol ai minori e "soffiate" ai commercianti: l'amministrazione ignora il degrado olfattivo della città mentre il trenino ambientalista resta fermo su un binario morto.

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La ricchezza del nostro patrimonio agroalimentare, il valore del cibo come attrattore non si discutono, ma, non si può più far finta che la situazione, in determinati contesti, ci stia sfuggendo di mano. Strade, piazze, corsi e vicoli delle città de bel Paese si stanno oramai trasformando irreversibilmente in veri e propri buffet. Laddove c’era una libreria oggi è sorta una braceria: Dove c’era un negozio di calzature, una pizza al taglio e Kebab al posto di una cartoleria.

Certo i tempi cambiano, e con essi anche i modelli commerciali. Innegabile che piattaforme come Amazon, eBay, Zalando e così via, hanno rivoluzionato il mercato dando vita a nuovi modelli di shopping che stanno mettendo in crisi addirittura i grandi centri commerciali. Quelli che dovevano essere le nuove cattedrali del commercio del terzo millennio, ma non sempre le cose vanno nel verso che ci si aspetta.

A metterci in guardia dal fenomeno del “Foodification”, fu qualche anno fa il Dr. Angelo Zamprotta, autorevole esponente della Confesercenti di Venezia, una delle città turistiche più visitate al mondo, ma fummo in molti a sottovalutare il problema.

Certo Frattamaggiore ha ben poco a che spartire con Venezia, eccezion fatta per la trasformazione di determinate zone della città che alle prime piogge autunnali, assumono decisamente aspetti di città lagunare, ma in quanto alla ristorazione come Street food, pizzerie, paninoteche ed enogastronomie, la città della Canapina, la partita, potrebbe giocarsela alla pari anche con il capoluogo veneto, se non fosse per quella stramaledetta abitudine del “non rispetto” delle regole che qualche operatore del settore si ostina a perseguire.

Il fenomeno del “Foodfication”, processo che tende a sostituire i negozi storici e di vicinato con sole attività di ristorazione, sta trasformando velocemente la città in un sobborgo nauseabondo a causa di un inquinamento molesto olfattivo diffuso.

L’aria in alcuni punti della città, in determinate ore della giornata diventa irrespirabile a causa delle sedimentazioni di fumi e vapori attraverso i quali, particelle di grasso si depositano sui muri e sui marciapiedi della città. La problematica, sembra essere riconducibile alla carenza di impianti, talvolta addirittura illegali come gli “scarichi a parete” che ritroviamo sovente posizionati ad altezza d’uomo.

Le strade perdono così la loro funzione di transito e socialità per trasformarsi in veri e propri terminali di scarico rendendo l’aria già resa irrespirabile a causa del traffico veicolare. Eppure a Frattamaggiore è vigente il R.U.E.C. (Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale) (04/21 ART. 97) che obbliga la canna fumaria “a tetto” ed il divieto assoluto di scarico “sotto il tetto”, eppure, nonostante il regolamento, in città continuano a spuntare come funghi attività commerciali di categoria con scarichi a parete direttamente su strada pubblica.

Le domande, a questo punto, sorgono spontanee.

Chi autorizza? Chi controlla? Chi vieta il RUEG? Il sindaco, per altro un medico così come il suo predecessore, che è l’autorità sanitaria locale ed il primo responsabile della salute pubblica sul territorio perché permette tutto ciò? “S’è semp fatt, Se po’ fa, Sadda fa e se continua a fa?”

L’invito che ci sentiamo di fare ai sedicenti ambientalisti e amanti del “trenino” è quello di organizzare una sorta di “Safari Olfattivo” durante il quale, magari discutendo di massimi sistemi, di transazione ecologica, della terra dei fuochi e hai visto mai che parlando e (annusando), hai visto mai che possano accorgersi anche del diffuso inquinamento olfattivo molesto che impuzzolentisce la città che oggi governano?

Ultima domanda e chiudiamo (lo giuro): Come mai il sindaco medico, in merito al problema che riguarda il preoccupante consumo di alcol da parte dei minori, non emette alcuna ordinanza, annunciando un nuovo regolamento per tale problematica mentre per gli scarichi da cucina, dove il regolamento, che esiste (il R.U.E.C.) non vi è nessuna applicazione della legge? Consentendo, a quanto sembra, addirittura le “soffiate” agli operatori irrispettosi delle norme, di chiudere temporaneamente l’attività per evitare i controlli della Polizia Municipale.

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